L’AQUILA – Se Gianni Brera, icona del giornalismo sportivo italiano, l’avesse conosciuta, l’avrebbe senza dubbio paragonata ad Atalanta, divinità greca dalla straordinaria bellezza, imbattibile nella corsa.

Lei è Ludovica Clementini, astro nascente dell’Atletica L’Aquila, primatista regionale sui 100 metri piani e quarta in Italia nella sua categoria.

Allenata da Giulia e Corrado Fischione, la giovane velocista ha ottenuto, nell’ultimo anno, risultati straordinari. Col mito di Pietro Mennea lì, accanto a lei.

Tra questi, l’abbattimento del muro dei 12 secondi, finendo per meritare, dal Coni, la stella d’argento al merito sportivo.

Con il suo 11”97, si è infatti aggiudicata il titolo di ‘donna più veloce d’Abruzzo’, di tutti i tempi, per la categoria allieve. Il vecchio record di 12”07 era detenuto dalla sulmonese Claudia Ferrelli, della Serafini Sulmona, ed era rimasto imbattuto per ben 24 anni, dal lontano 1990, sette anni prima della nascita della Clementini.

Ciao, Ludovica! Quando hai cominciato a correre? Cosa ti ha spinto a voler intraprendere questo sport.

In realtà mi è sempre piaciuto correre, sin da quando ero piccolina. Una delle mie prime esperienze, infatti, è stata il “Corri, salta, lancia”, manifestazione cui ho preso parte quando andavo alle elementari. L’occasione di fare atletica, poi, mi si è presentata quando mia sorella minore, Chiara, ha deciso di tesserarsi con l’Atletica L’Aquila. Era il 2011, se non sbaglio.

È stato subito amore?

Beh, direi di sì. Ma devo ammettere che all’inizio mi allenavo saltuariamente. Ho iniziato ad essere costante soltanto dopo aver ottenuto i primi risultati.

Descrivici le tue sensazioni quando sei in pista.

Credo sia difficile da spiegare. Posso dirti che gli allenamenti, oramai, fanno parte della mia quotidianità. Non potrei stare fisicamente senza. Mi aiutano a sfogarmi e questo mi fa stare bene. Ma la cosa che mi sprona di più, quando mi alleno, è la consapevolezza del fatto che è soltanto in questo modo, lavorando duramente, che potrò migliorare per affrontare al meglio le gare.

Hai parlato di gare. E gareggiare può portare anche un po’ di ansia, o no?

Sono ansiosa di natura, è vero, ma da quando ho cominciato a competere in gare importanti, sono migliorata moltissimo. Ora non ho più ansia il giorno della gara, anche se mi può capitare di averne la sera prima. Finalmente sto vivendo le gare come una prova per dimostrare quanto ho lavorato e quanto valgo.

Quante volte ti alleni?

Quattro volte a settimana. Mi sto riprendendo da un infortunio, uno stiramento piuttosto grave al quadricipite, per questo non ho ancora ricominciato a correre con intensità.

Parlaci un po’ dei tuoi allenatori.

Fin da quando ho cominciato a fare atletica sono stata seguita da Giulia Fischione. Lei è un’allenatrice molto giovane, ma sempre disposta ad imparare e migliorarsi. Direi che stiamo crescendo insieme. Giulia mi segue insieme a suo padre, Corrado. Sono grata ad entrambi per tutto quello che hanno fatto per me. Li stimo moltissimo e non soltanto dal punto di vista professionale, ma anche da quello umano.

Intanto, nella tua città c’è il nuovo impianto di piazza d’Armi.

È un impianto bellissimo ed è una vera fortuna potersi allenare lì, anche se si sono stati parecchi problemi con la gestione, a causa dei quali siamo rimasti lontani dalla pista per molto tempo. Ah, dimenticavo, siamo costretti a correre al buio. Devo ammettere che non è il massimo, si rischia di farsi davvero molto male.

So che sei un asso anche a scuola. Latino o greco? Cosa preferisci?

Me la cavo piuttosto bene. Fino ad ora ho ottenuto il massimo dei crediti. Quest’anno, poi, la maturità. Latino o greco? Latino, senza dubbio. Sallustio non mi dispiace affatto, ho anche partecipato al “Certamen Sallustianum”, ma il mio preferito resta Seneca.

Di recente sei stata convocata ad un raduno nazionale. Com’è andata?

Molto bene! Ci hanno fatto fare test e prove di corsa per vedere a che punto siamo con la preparazione e per delineare le nostre caratteristiche. Uno di questi, ad esempio, riguarda la partenza dai blocchi. Si chiama “optojump”.

A quando la prossima gara?

Siamo nella stagione indoor. Non credo prenderò parte a molte competizioni, sempre a causa dell’infortunio di cui ti ho già parlato. Mi preparerò per affrontare al meglio la stagione outdoor.

Cosa ti piacerebbe fare da grande?

Credo che il sogno più grande di ogni atleta sia quello di poter entrare a far parte di un gruppo sportivo. Sono consapevole del fatto che siamo in molti ad avere questo sogno e che sarà molto difficile poterlo realizzare. Per il momento preferisco stare con i piedi ben saldi a terra e concentrarmi sul presente: gli impegni sportivi del 2015 e l’iscrizione all’università.

Il tuo mito nel mondo dell’atletica?

Mi ispiro ogni giorno a Pietro Mennea. Amo di lui la dedizione che ha sempre mostrato negli allenamenti.

L’atletica per te è…

L’atletica è per me una grande passione, divenuta, oramai, uno stile di vita.