L’AQUILA – “Non c’è nessun rinvio a giudizio nei miei confronti, come ha detto qualcuno, ma una citazione diretta in giudizio: agiremo civilmente e penalmente nei confronti di chi riporta notizie non vere”.
Questa il commento del docente di Igiene alla facoltà di Medicina dell’Università dell’Aquila, Sergio Tiberti, dopo la notizia di giudizio diretto che lo riguarda assieme al giornalista Giuseppe Vespa nei confronti del rettore dell’Ateneo aquilano, Ferdinando di Orio.
“Il reato di ingiuria è da giudice di pace e comporta una multa da 100 euro, altra cosa sono i reati per cui è indagato di Orio”, tuona Tiberti.
Inoltre, “secondo i miei legali la citazione non è valida perché abbiamo chiesto di essere sentiti e nessuno ci ha fatto sapere niente. Non riesco a capire – conclude – per quali vie il professor di Orio abbia addirittura i pezzi di carta quando a me non è stato notificato nulla”. (red)






