L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dice una cosa inesatta quando parla di bilanci dell’Asm in rosso da due anni, solo quello 2013 lo è, e per motivi che lui conosce benissimo”.
Si difende dalle accuse del primo cittadino l’ex presidente della società pubblica che si occupa di rifiuti, Luigi Fabiani, che da qualche settimana ha mollato la guida della ex municipalizzata.
Cialente, infatti, nel corso di una riunione con i vertici dell’Asm e le rappresentanze sindacali, ha minacciato la privatizzazione o la liquidazione dell’azienda a causa dei conti non in ordine e del mancato rispetto del contratto di servizio in particolare nell’ambito della raccolta differenziata.
“Il disavanzo di circa 2 milioni – spiega – è frutto in parte della mancata copertura finanziaria della raccolta a domicilio degli ingombranti, per 1,2 milioni più iva, e in parte, altri 600 mila euro, per i maggiori costi sostenuti per il conferimento dell’immondizia ad Aciam (la società mista pubblico-privata che svolge lo stesso servizio nella Marsica e in alcuni comuni dell’Alta valle Aterno e dell’altopiano delle Rocche, ndr) dopo la chiusura, da parte della Regione, dell’impianto di Sante Marie (L’Aquila)”.
“Quanto al problema degli ingombranti – aggiunge Fabiani – prima venivamo pagati dalla protezione civile perché è un’attività strettamente collegata alle demolizioni, e quindi al post-sisma, poi dalla struttura commissariale, infine dal soggetto attuatore per lo sgombero delle macerie: con la fine dell’emergenza, avvenuta nel 2012, ho posto più volte la questione al direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, e per conoscenza a Cialente, ma da allora non ho ottenuto nessuna risposta”.
“Per il resto – sottolinea Fabiani – il contratto di servizio è stato perfettamente rispettato”.
“Quanto alla mancata attuazione della raccolta differenziata su tutto il territorio di cui parla il sindaco – dice ancora – dipende dal fatto che il piano presentato dall’ex direttore Leopoldo D’Amico con l’aiuto del Consorzio nazionale imballaggi (Conai) non ha tenuto conto della tipologia orografica dell’Aquila, per cui si gira intorno a un buco, il centro storico, e per percorrere i 40 chilometri che separano un punto dall’altro della città, servono più operatori e più tempo, oltre a piccole disfunzioni interne che pure ci sono stati”.
“Infine – conclude Fabiani – per quanto riguarda il controllo dei costi, voglio sottolineare che sotto la mia gestione sono stati acquistati, tramite gara, mezzi per 3 milioni di euro, senza gravare sul bilancio perché ho trasformato i circa 40 mila euro al mese che pagavamo di noleggio in un mutuo, quindi le spese si pareggiano”. (pi.bi.)





