L’AQUILA – Il direttore generale uscente, decaduto sabato 31 maggio, Ferdinando Romano, potrà partecipare al nuovo bando indetto il 2o maggio dalla Regione Abruzzo, essendosi infatti iscritto all’elenco di soggetti idonei alla nomina di direttore generale, i cui termini erano stati riaperti.

Lo si apprende da fonti della stessa Asl e sono in molti a ritenere che Romano, ora sostituito da facente funzione Stefano Di Rocco, direttore amministrativo che andrà in pensione in autunno, parte in pole position nel concorso, godendo della stima e fiducia del presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi.

Del resto il 67enne docente di Igiene dell’università La Sapienza di Roma, arrivato in Abruzzo in quota Lega, e poi passato a Fdi, era stato già prorogato per una prima volta, e per un anno nel giugno 2024 da Marsilio, per far fronte al deficit della sanità, mentre ad impedire una seconda proroga è stato il niet del dipartimento Salute guidato da Emanuela Grimaldi, alla luce di una inequivocabile parere espresso già nel 2024 dall’Avvocatura regionale, guidata da Stefania Valeri.

Romano, in carica dal giugno 2021, potrebbe però ora ritornare alla guida della Asl, partecipando questa volta al bando, dopo che mesi fa era dato con le valigie in mano, pronto a ricoprire un ruolo di vertice al Ministero della Salute, oppure al dipartimento Sanità della Regione Lazio, ipotesi poi sfumate, e per questa ragione non si era iscritto all’elenco dei dg.

Potrebbe accadere dunque quello che è accaduto, dopo una breve vacatio, al dg della Asl di Teramo, Maurizio di Giosia.

A lanciare strali sulle responsabilità relative al debito di Romano e ancor prima sulle “corresponsabilità” del nuovo dg facente funzione Di Rocco, è stato intanto il Conaratos (il Coordinamento nazionale dei rappresentanti dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione), di cui è presidente Antonio Ranalli.

“Il dissesto finanziario della Asl 1 Abruzzo – si premette nella lunga nota -è maturato nel corso della gestione affidata a Ferdinando Romano, di cui il Presidente della Giunta Regionale Marsilio, sembra essere convinto sostenitore, tanto da averne auspicato una ulteriore proroga al vertice dell’Azienda, poi dichiarata illegittima e pertanto non attuata. E prendiamo atto del dibattito, in atto anche tra le forze politiche della stessa maggioranza di Governo regionale, circa la reinvestitura a seguito di avviso pubblico dello stesso Romano”.

Prosegue la nota: “lasciando ai cittadini ed agli osservatori esterni ogni giudizio su questo inverecondo dibattito, non possiamo non stupirci non solo e non tanto delle invettive diffusamente lanciate, da parti politiche variamente interessate, nei confronti del dott. Romano al grido ‘crocifiggi, crocifiggi’, ovvero delle assoluzioni al grido ‘innocente, innocente’, ma soprattutto del fatto che nessuno si chieda se al ‘povero Cristo’, di nome Romano, non debbano essere affiancate sul Golgota, se non due, quanto meno un’altra croce: in altri termini, perché nessuno si chiede se esiste qualche componente della direzione strategica altrettanto responsabile, se non di più, degli esiti – sotto il profilo economico/finanziario – della gestione aziendale?”.

Entrando dunque nel merito del facente funzione Di Rocco prosegue la nota.

“L’articolo 3, comma 1- quinquies del Decreto legislativo numero 502/1992 stabilisce che ‘Il direttore amministrativo e il direttore sanitario …. partecipano, unitamente al direttore generale…. alla direzione dell’azienda, assumono diretta responsabilità delle funzioni attribuite alla loro competenza…’. Quanto alla competenza del direttore amministrativo, l’articolo 3, comma 7, IV periodo, dello stesso Decreto legislativo stabilisce che “Il direttore amministrativo dirige i servizi amministrativi dell’unità sanitaria locale’. Per espressa ed inequivocabile disposizione di legge il dott. Stefano Di Rocco, direttore amministrativo della Asl 1 Abruzzo, è preposto, quindi, alla direzione di vertice di tutti i servizi amministrativi della Asl ed i Direttori delle Unità Operative amministrative, in particolare quelli preposti ai servizi economico/finanziari dell’Ente, a lui rispondono del loro operato”.

Premesso questo il quesito del Conaratos : “ebbene, come mai non risulta da alcun atto ufficiale dell’Ente una presa di posizione, una spiegazione, una giustificazione, un’analisi, una richiesta di chiarimenti, una proposta, avanzata dal Di Rocco, in merito al pauroso deficit che andava progressivamente accumulandosi nel corso degli anni?”

E ancora: “su quale base conoscitiva circa l’andamento finanziario della Asl il dott. Di Rocco ha costantemente espresso il proprio parere favorevole sui bilanci consuntivi che di anno in anno venivano sottoposti alla firma del Direttore generale? Sulla base di quale valutazione di merito sono stati riconosciuti al dott. Stefano Di Rocco i lauti premi di produzione (incentivi) che hanno gravato negli anni i bilanci deficitari della Asl per decine e decine migliaia di euro?”

Conclude la nota: “A chi di competenza ogni conseguente verifica, valutazione, accertamento, provvedimento. In disparte ci siamo anche chiesti se il dottor Stefano Di Rocco nel corso della sua intera carriera abbia mai partecipato a concorsi pubblici per la copertura di posti di dirigente amministrativo presso pubbliche amministrazioni: ma questa indagine – anche in relazione a prese di posizione che allo stato negano l’accesso ad atti pubblici e soggetti a pubblicazione obbligatoria – costituirà oggetto del terzo atto del dramma di cui ci stiamo occupando, ed al quale altri seguiranno”.