L’AQUILA – Le sigle sindacali Cisl, Uil e Anaao Assomed della provincia dell’Aquila hanno proclamato lo stato di agitazione per il personale della Asl numero 1, L’Aquila, Avezzano e Sulmona, mentre all’orizzonte sono previste proteste molto dure, iniziando dallo sciopero bianco, se non fossero accettate le richieste dei sindacati.
Il 31 marzo, infatti, 329 precari, tra medici, infermieri, ausiliari e amministrativi, dovranno lasciare i loro rispettivi posti di lavoro e quindi “significherebbe la paralisi della sanità pubblica. Non potremmo più garantire l’assistenza ai cittadini. Noi chiediamo che la Asl numero 1 deve confermare, almeno per tutto il 2011, tutti i precari”, hanno tuonato oggi il segretario provinciale della Cisl Gianfranco Giorgi, il segretario provinciale Uil-Fpl Simone Tempesta e il segretario provinciale dell’Anaao Assomed, il dottore Angelo Grimaldi.
I sindacati chiedono anche che a difesa dell’azienda sanitaria e dei suoi precari intervengano il sindaci dell’Aquila, Avezzano e Sulmona e il presidente della Provincia.
“La conferenza Stato-Regione che si è tenuta ieri – ha spiegato Giorgi della Cisl – ha bocciato il piano del governatore Gianni Chiodi e quindi vanno a casa i 1.300 precari della sanità pubblica abruzzese. Non è possibile questo fatto, perché le altre Asl hanno superato il tetto di spese, mentre quella dell’Aquila è stata virtuosa e quindi ha le somme necessarie per confermare i precari. Le ruberie degli anni passati non possono essere pagate sempre dai cittadini. Il debito sanitario si può estinguere anche in 30 anni e non in 36 mesi”.
Giorgi ha aggiunto che “non è possibile mettere l’Asl della provincia dell’Aquila allo stesso piano delle altre abruzzesi: la legge del ministro Renato Brunetta costringe al taglio del 50 per cento del personale assunto nel 2009 per le nuove assunzioni nel 2011, ma quella aquilana non ha assunto a causa del terremoto, mentre le altre Asl regionali hanno avuto un forte incremento di personale, perché dovevano far fronte alle rischieste dei pazienti provenienti dall’Aquilano a causa del terremoto”.
Tempesta della Uil-Fp ha aggiunto. “Non stiamo difendendo un posto di lavoro di qualche raccomandato, ma vogliamo difendere l’assistenza dei cittadini. C’è pericolo che qualche paziente possa morire all’interno di un’autoambulanza per i lunghi trasferimenti tra un ospedale a un altro. Ricordo che senza precari il personale della Asl non potrà nemmeno avere i riposi settimanali”.
La dottoressa Sabrina Cicogna ha concluso che “solo nell’ospedale dell’Aquila a fine a marzo andranno via 36 medici e 29 infermieri: senza di loro non si potranno fare più i ricoveri ai reparti di Oncologia, Clinica medica e Cardiologia. Problemi anche per il Pronto soccorso”.






