L’AQUILA – Nella crisi della sanità aquilana, a corto di personale e con un debito importante, “responsabilità vengono attribuite dagli interlocutori in quota parte al management locale, ma c’è uniformità di giustizio su una responsabilità importante della Regione Abruzzo”.

Così ai microfoni di AbruzzoWeb il vice sindaco dell’Aquila, Guido Liris, che ha anche la delega alla Sanità ed è medico ospedaliero, al termine della seconda giornata dei suoi “stati generali” del comparto che lo hanno visto ricevere nel suo ufficio al municipio di palazzo Fibbioni ieri i sindacati di categoria e oggi il direttore generale, Rinaldo Tordera., assieme al consigliere comunale di Forza Italia Maria Luisa Ianni, che del “San Salvatore” è infermiera.

Quest’ultimo non ha voluto rilasciare dichiarazioni a questo giornale, proseguendo la linea del silenzio intrapresa nelle scorse settimane, quando non ha commentato al telefono la notizia anticipata da AbruzzoWeb del debito da 16 milioni di euro accumulato dall’azienda provinciale a metà 2017, decidendo di parlare attraverso una nota stampa.

Quanto a Liris, intervistato prima di incontrare il manager, ha spiegato che il suo “auspicio è portare a termine un’operazione verità, una diagnosi del problema per affrontarlo con la cura appropriata. Questi miei incontri – ha aggiunto – dovranno poi portare a un percorso ufficiale nel Comitato ristretto dei sindaci, in un incontro con l’assessore regionale, in un confronto di carattere ufficiale con i protagonisti”.

“Non può esserci imbarazzo”, a suo dire, per la sua attività professionale di medico ospedaliero, “perché sono in aspettativa e non è casuale. Il fatto di essere anche un addetto ai lavori mi aiuta tantissimo nella ricerca della verità – ha rimarcato – perché non esistono solo le vie ufficiali per il reperimento delle notizie, ma anche le vie ufficiose e confidenziali che spesso sono più veloci e più efficaci”.

In relazione al primo incontro di ieri con i sindacati, ha parlato di “vertice proficuo, lungo e concreto in cui abbiamo analizzato le emergenze. Bisogna approfondire il tema del debito di 16 milioni con prospettiva di arrivare a 30 entro l’anno”, ha aggiunto.

Tra gli altri problemi evidenziati dai sindacati al vice sindaco, “la spesa farmaceutica, le case di cura convenzionate, ma soprattutto l’organico, mancano 400 persone, in più ci sono 300 precari oggi essenziali per portare avanti il servizio. La coperta è corta – ha aggiunto Liris – qui servirebbe assumere per avere funzionali i servizi e invece abbiamo l’emergenza debito”.

In relazione alle altre Asl abruzzese, “le altre dinamiche provinciali non sono messe meglio, anche se ci sono percorsi concorsuali di assunzione (127 persone alla Asl di Teramo nei giorni scorsi, ndr) e questo cozza con quello che succede qui, dove non si fanno concorsi da tempo. L’Aquila è una realtà differente – ha concluso – perché il territorio copre metà regione”.