L’AQUILA – “Il punto nascita di Sulmona temo che debba chiudere, non vedo alternative”.

A dichiararlo con perentorietà è il neo direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila Rinaldo Tordera, a margine della visita di ieri mattina dell’Arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Pertrocchi, all’ospedale “San Salvatore” del capoluogo abruzzese. 

Un’occasione per Tordera per fare il punto dei primi giorni e delle prime incombenze del suo nuovo incarico.

La partita per salvare il punto nascite di Sulmona (L’Aquila), seppure appesa ad un filo non può dirsi chiusa, nonostante il Tribunale amministrativo regionale (Tar) a fine gennaio abbia bocciato il ricorso del Comune di Sulmona, e nonostante il Comitato percorso nascite regionale (Cpnr) nei giorni scorsi si sia riunito nuovamente, confermando la chiusura del punto nascite della città peligna e l’impossibilità di riaprire altri altri punti nascita già soppressi, ovvero quelli di Atri (Teramo), Penne (Pescara) e Ortona (Chieti).

Si confida però sullo status di area disagiata in cui il punto nascita è inserito, il che potrebbe far ottenere una deroga alla luce di una circolare del ministro della Salute Beatrice Lorenzin del dicembre 2015, che mitiga gli effetti del decreto di chiusura, incentrato solo sul numero di nascite inferiori o superiori alle 500 annue. 

“Avevo comunque assicurato al’ex sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli, al commissario Giuseppe Guetta, al sindaco di Castel di Sangro (L’Aquila), Angelo Caruso e agli altri sindaci del comprensorio peligno, che saranno garantite in tutta la provincia le risposte adeguate ottimali alle esigenze di buona sanità”, aggiunge Tordera.

Tradotto, il punto nascita sarà sostituito da sistemi emergenziali, quali trasporto materno assistito (Stan), e trasporto emergenza neonatale (Sten), per effettare i parti negli ospedali dell’Aquila e di Avezzano (L’Aquila).

Altro grattacapo per Tordera è il poi piano di riordino della rete sanitaria abruzzese che potrebbe comportare tagli, accorpamenti e ridimensionamenti di molti nosocomi abruzzesi, compreso quello aquilano. 

“Il riordino – ribatte però il manager – è imposto dalla legge nazionale, bisogna partire da questo presupposto, ma non è detto che chiuderanno reparti all’Aquila, il discorso è più complesso e comunque in itinere. Proprio nelle prossime ore ho un incontro importante con l’Agenzia regionale sanitaria”.

Per ora il neo manager si sta concentrando su altre priorità, a cominciare dalle liste di attesa da abbattere e dalla rimozione dei container post-sismici dall’ospedale aquilano e da Collemaggio.

“Ho già fatto numerose riunioni – spiega Tordera – e in cima all’agenda ci sono la rimozione dei container, le liste di attesa e anche il costo eccessivo dei farmaci. Stiamo lavorando alacremente, presto prenderemo le decisioni giuste”.

Impossibile, infine, non commentare le polemiche innescate dalla sua nomina per sostituire Giancarlo Silveri, perorata dal sindaco Massimo Cialente e dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ma osteggiata dal centrodestra aquilano e anche dal consigliere regionale del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci.

“Intorno alla mia nomina ci sono state tante polemiche, però io, come sempre, per carattere cerco di non farmi coinvolgerò. L’ho vissuta come una cosa tutto sommato normale”, taglia corto Tordera.