L’AQUILA  – “Finalmente possiamo contare su dialogo e confronto costanti, c’è la volontà di affrontare concretamente i problemi che arrivano da lontano e non riguardano sono la mancanza di una gestione efficace, c’è un rinnovato impegno che ci viene dimostrato giorno per giorno”.

Così, ad AbruzzoWeb, Loreto Lombardi, segretario del sindacato Anaao-Assomed della Avezzano-Sulmona-L’Aquila nonché primario del reparto di chirurgia e diagnostica endoscopica, che parla di un clima di “collaborazione” con la nuova governance da poco insediata nell’Azienda sanitaria.

Nell’intervista Lombardi sottolinea che in provincia dell’Aquila, “deve affrontare una difficoltà logistica diversa e garantire servizi di qualità in ogni luogo, anche in quelli più complicati da raggiungere. In questo senso, è scontato che il debito sia più alto”. Ergo occorre una più equa ripartizione del fondo sanitario regionale, a favore dell’abito di competenza della Asl provinciale dell’Aquila.

Dal primo settembre il nuovo direttore generale è Paolo Costanzi, storico e stimato dirigente pubblico, già direttore del Dipartimento Sociale, Enti locali, Cultura della Giunta regionale, che ha preso il posto dell’ex manager Ferdinando Romano, che ha lasciato la Asl dopo 4 anni, ora commissario straordinario del policlinico Tor Vergata. E sempre da settembre è ufficialmente in carica il direttore sanitario Carmine Viola, al posto del compianto Alfonso Mascitelli, che nel frattempo ha ricoperto l’incarico come facente funzioni. Da ottobre, poi, l’avvocato Dino Piccari, già dirigente, è il nuovo direttore amministrativo, prendendo il posto di Stefano Di Rocco, andato in pensione il primo ottobre.

“Il nostro sindacato ha ottimi rapporti con i vertici Asl – sottolinea Lombardi – Parliamo di persone serie che stimiamo, una governance di qualità che sta cercando di affrontare i problemi, anche quelli incancreniti. Ci incontriamo molto spesso, cosa che non è mai successa prima con le precedenti gestioni”.

Tanti i temi caldi e le criticità da superare nella Asl più indebitata d’Abruzzo in una regione alle prese con i tagli imposti dal pesante deficit che nel 2025 potrebbe arrivare a 120 milioni.

Una circostanza inevitabile per Lombardi, che è anche sindaco di Scoppito, comune che conta poco meno di 4mila abitanti alle porte dell’Aquila: “Il più grande problema è che siamo purtroppo area interna e una provincia che è quasi la metà della regione – osserva – e in questo vasto territorio abbiamo 73 punti d’accesso, che richiedono personale. Non spendiamo come gli altri ma molto di più rispetto, ad esempio, a Pescara, Teramo e Chieti. Dobbiamo affrontare una difficoltà logistica diversa e garantire servizi di qualità in ogni luogo, anche in quelli più complicati da raggiungere. In questo senso, è scontato che il debito sia più alto”.

Su questo aspetto Lombardi concorda con il presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, che “ha avviato una giusta battaglia sulla ripartizione del Fondo sanitario nazionale” ma, oltre a questo, “chiediamo che all’interno del Fondo sanitario regionale ci sia una redistribuzione diversa. Perché la Asl aquilana ha spese che le altre aziende non hanno”.

“Questa situazione si riflette sul bilancio, ed è chiaro che quando i conti non sono in ordine, investire diventa sempre più difficile – sottolinea – Ma, nonostante le criticità, il nuovo direttore generale ha manifestato l’intenzione di investire. Proprio perché ha capito, cosa che non avevano capito gli altri, che i problemi non si risolvono semplicemente risparmiando. Perché per incidere sul bilancio si deve anche investire e generare nuovi introiti”.

Tra gli ostacoli più difficili da superare quello dell’abbattimento delle liste d’attesa che però, per Lombardi, “è un discorso molto complesso, in quanto non esiste una sola causa. In sanità è l’offerta che fa la domanda. Nel comparto della sanità, che è molto particolare, la richiesta cresce con l’aumento dei servizi e non il contrario. In questo ambito non è la richiesta che produce l’offerta. Quindi con questo notevole sviluppo di tecnologie a disposizione, c’è sempre più gente che richiede servizi”.

Fulcro della questione, evidenzia Lombardi, resta il personale: “Ma è un ragionamento che va fatto a livello nazionale: è necessario togliere il tetto di spesa o almeno espanderlo, per poter fare concorsi e assumere. Abbiamo una grave carenza di medici, soprattutto tra gli specialisti, tanti concorsi vanno deserti”.

E ancora una strenua e sentita difesa nei confronti della Asl: “Nonostante tutti i problemi, siamo l’azienda che ha più introiti per mobilità attiva, ovvero persone che vengono da fuori regione per ricevere cure. Quindi non siamo proprio gli ultimi della classe, anzi, io direi proprio il contrario”.