L’AQUILA — “Appare singolare quanto dichiarato da parte della Uil Abruzzo contro la direzione aziendale Asl 1 per aver avviato un regolare avviso di reclutamento per unità dell’Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari. Un vero e proprio paradosso, se si considera che la procedura si fonda su regole chiare e condivise preventivamente con le organizzazioni sindacali”.

La Segreteria Provinciale della FIALS L’Aquila interviene con fermezza e senza sconti contro la Uil, ribadendo che “la trasparenza non è affatto a rischio: a leggere certe note verrebbe da pensare che il vero problema della sanità aquilana sia diventato l’eccesso di regole, di criteri e di procedure formalizzate. La realtà, per fortuna dei lavoratori, è esattamente l’opposto”.

“Qui — sottolineano il Segretario Generale Marcello Ferretti e i Vice Segretari Salvatore Placidi e Marco Rossi — siamo di fronte a un cortocircuito logico inaccettabile. Si agita lo spettro della trasparenza proprio mentre questa viene blindata e posta al centro inderogabile delle relazioni sindacali e dell’azione amministrativa”.

La Segreteria Provinciale lancia quindi una sfida aperta: “se qualcuno sostiene che la trasparenza sia diminuita, lo dimostri carte alla mano. Si spieghi come venivano gestite le mobilità in passato, quali criteri preventivi esistessero e quale fosse la tracciabilità delle decisioni. È facile invocare la trasparenza a parole; ben più difficile è accettare che oggi esistano presidi di legalità che prima venivano accuratamente evitati”.

LA NOTA

La FIALS ribadisce un dato essenziale, sgomberando il campo da strumentalizzazioni: la procedura riguarda tre professionalità chiamate a fornire supporto tecnico a una governance che, in un territorio vasto e complesso come la provincia dell’Aquila — tra ospedali, distretti, servizi territoriali e aree disagiate — richiede competenze e strutture adeguate.

Non si tratta di incarichi manageriali o di nomine fiduciarie a capo di strutture. Gli eventuali ruoli di responsabilità seguiranno rigorosamente le procedure previste dalla disciplina contrattuale.

Dunque, quale sarebbe l’operazione autoreferenziale?  La verità è che si definisce un percorso trasparente, si pubblicano avvisi e si offre a una platea di professionisti pari opportunità di partecipazione.

È su questo terreno che affiora l’incongruenza più marcata degli attacchi ricevuti.

Quando in passato le assegnazioni e i movimenti venivano calati dall’alto tramite semplici ordini di servizio, dove alloggiavano i paladini della trasparenza di oggi? Non vogliamo criminalizzare nessuno, ma il dato storico è inconfutabile: la discrezionalità degli ordini di servizio e la gestione opaca delle mobilità lasciavano margini di arbitrio immensamente più ampi rispetto a un bando pubblico fondato su criteri preventivi.

La FIALS rivendica con orgoglio il cambio di passo impresso nell’attuale stagione sindacale: «Regole prima delle persone, criteri prima delle scelte, procedure prima delle assegnazioni».

Un principio tradotto in fatti concreti attraverso la definizione di ben sette regolamenti aziendali negoziati nella contrattazione decentrata: dai buoni pasto alla banca delle ore, fino alle mobilità, per cancellare le zone d’ombra e garantire parità di trattamento.

Se qualcuno sostiene che la trasparenza sia diminuita, lo dimostri carte alla mano. Si spieghi come venivano gestite le mobilità in passato, quali criteri preventivi esistessero e quale fosse la tracciabilità delle decisioni. È facile invocare la trasparenza a parole; ben più difficile è accettare che oggi esistano presidi di legalità che prima venivano accuratamente evitati.

Nessun timore dei bandi pubblici, nessun timore dei criteri selettivi definiti ex ante, nessun timore della comparazione e della verificabilità:
la trasparenza non si proclama con i comunicati, si edifica con i regolamenti e con i fatti. E noi intendiamo andare avanti su questa strada, sostituendo l’arbitrio con le regole e le corsie preferenziali con i diritti di tutti.