L’AQUILA – La Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha predisposto una guida scritta in russo, inglese, francese, arabo e albanese, nell’ambito del servizio di mediazione linguistica all’ospedale “San Salvatore” e prorogato per tutto il 2016 anche nelle altre strutture della provincia dell’Aquila, nato in seguito all’emergenza per il virus Ebola.
Proprio durante l’emergenza Ebola, a cavallo tra il 2014 e il 2015, la Asl 1, si legge in una nota, “seppe parlare più lingue, dall’arabo all’albanese, per chiedere e avere informazioni, per assicurare le cure, a profughi e richiedenti asilo che venivano sottoposti, all’ospedale ‘alla prima visita”.
L’associazione femminile immigrate, tramite un’intesa con la Asl, in oltre un anno ha garantito 314 prestazioni di mediazione linguistica e culturale, per le urgenze e per le altre situazioni in cui le prestazioni erano necessarie.
“Nacque allora – prosegue la nota – sull’onda dell’emergenza Ebola, un servizio di mediazione culturale che la stessa Asl ha successivamente strutturato e che oggi svolge un ruolo decisivo nell’accesso ai servizi sanitari, non solo di extracomunitari ma di chiunque, proveniente dai paesi più disparati, ha diritto per legge alle prestazioni sanitarie. La direzione Asl ha istituito così il servizio di mediazione e integrazione culturale delle popolazioni straniere e di immigrati, articolandolo in diverse modalità”.
Il manuale predisposto è “Salute senza frontiere”, scritto in 5 lingue (russo, inglese, francese, arabo e albanese, disponibile sul sito Asl 1 alla voce ‘Carta dei servizi’), “ed è una guida minuziosa per orientare stranieri e immigrati all’interno della multiforme galassia dei servizi offerti dalla Asl. Punto per punto viene spiegato come, dove, quando accedere ai diversi servizi, dall’ospedale alle altre strutture sanitarie del territorio. Oltre a questo prontuario-guida, esiste un servizio di intervento, sia per le urgenze sia per i casi ordinari, in cui è prevista la presenza fisica (in ospedale o in altre strutture della Asl) del mediatore culturale nella specifica lingua. Il mediatore, in sostanza, fa da interprete tra i medici e l’utente straniero e immigrato, rendendo possibile o agevolando la prestazione sanitaria da erogare”.
“Per garantire questo servizio essenziale la Asl, dal 2014 – fa notale l’azienda – si avvale dell’associazione femminile immigrate per le pari opportunità che fornisce, al bisogno, 7 operatori come interpreti dei vari idiomi. Al tempo dell’emergenza Ebola, garantendo la comunicazione tra operatori sanitari e immigrati, l’associazione fu al fianco dei medici nello screening iniziale di 44 profughi e richiedenti asilo e, successivamente, nelle altre visite specialistiche. Venne confezionato anche un opuscolo- Ebola in sette lingue: arabo, russo, rumeno, albanese, francese, inglese e ucraino”.
Superata l’emergenza, la Asl tramite l’associazione femminile immigrate), “ha successivamente continuato ad assicurare, in modo continuativo e strutturato, la presenza sul posto di interpreti sia all’ospedale ‘San Salvatore’ sia nei diversi servizi dell’aquilano: salute mentale, igiene, prevenzione, epidemiologia e sanità pubblica. L’attività di mediazione culturale, che è fruibile in tutte le strutture Asl della provincia aquilana, alla luce degli ottimi risultati raggiunti e del numero di prestazioni già erogate, è stata quindi prorogata per tutto l’anno corrente”.
Per i profughi e richiedenti asilo gli idiomi da tradurre più richiesti sono inglese, pachistano, camerunense, eritreo e arabo.
Poi Marocco, Albania, Macedonia, Russia e Ucraina sono i Paesi col maggior numero di richieste di interpreti.
A questa griglia di lingue, si aggiungono egiziano e francese.



