L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila rischia il dissesto sulla problematica delle “aree bianche”, quelle con vincolo urbanistico decaduto che andrebbero normate di nuovo per poter essere utilizzate, e che invece, per l’inerzia dell’amministrazione, finiscono in mano a commissari ad acta che ne decidono il destino.
Promettono infatti di moltiplicarsi a pioggia le richieste milionarie di risarcimento danni, inoltrate dai cittadini inferociti perché non possono utilizzare le aree di loro proprietà, in alcuni casi prive da anni di una regolamentazione.
E se tutti i 250 proprietari che hanno spedito una diffida al Comune (che precede il ricorso al Tar per la nomina del commissario ad acta) seguiranno anche la via del risarcimento, l’esborso per l’amministrazione sarà impossibile da sostenere, con conseguenze catastrofiche.
“Lo scandalo vero – tuonano alcuni proprietari – è che si è preferito varare una delibera di Consiglio comunale per costruire in deroga a tutto le migliaia di case e baracche in legno su tutto il territorio e su aree improponibili, agricoli, giardini di abitazioni private, marciapiedi, trasformando la città in una baraccopoli invece di normare le ‘aree bianche’ e sanare i contenziosi”.
Oltre questo, la situazione fluida di queste aree si sta configurando come un triplice sberleffo per tutti gli aquilani, anche quelli che di terreni a vincolo decaduto non ne possiedono.
Prima di tutto, perché la frammentazione della pianificazione urbanistica in base alle decisioni dei singoli commissari nominati dal Tar peserà sul futuro sviluppo urbano di tutta la città; secondo, perché quei commissari vengono pagati con soldi pubblici; terzo, perché allo stesso modo i risarcimenti, una volta vinti i ricorsi, saranno liquidati sempre con denaro preso dalle tasche dei cittadini.
Nonostante questo quadro imbarazzante, intervistato da AbruzzoWeb, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è apparso molto tranquillo, annunciando che “entro la fine del mese di marzo la delibera che dà la nuova destinazione a tutte le ‘aree bianche’ del Comune andrà in Consiglio comunale”.
Sempre in materia di risarcimente, un altro, pure questo milionario, lo hanno richiesto, questa volta alla Provincia, Ente che secondo la legge dovrebbe sostituirsi al Comune quando non decide sulle “aree bianche”, i proprietari dei terreni a vincolo decaduto di San Sisto, che stanno guerreggiando con l’amministrazione guidata da Antonio Del Corvo.
Questi proprietari hanno chiesto un milione di euro e inoltre, dopo la piccata replica dell’amministrazione provinciale alle loro dichiarazioni in un articolo, hanno sporto querela per diffamazione. (alb.or.)
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