L’AQUILA – “Non ci sono soldi per l’area vicina alla Basilica di Collemaggio, almeno per ora. Bisognerà prima trovarli e poi pensare a eventuali destinazioni”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, smorza così le polemiche che si sono riaccese negli ultimi giorni intorno alla destinazione della zona dell’ex ospedale psichiatrico, rimandandole a data da destinarsi, cioè “a quando si troveranno i soldi”.
L’assemblea cittadina era infatti intervenuta sulle dichiarazioni del manager della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, che ha avanzato l’ipotesi della creazione di un mercato nell’area di Collemaggio, in occasione della conferenza stampa di presentazione del laboratorio progettuale dell’Università di Bologna, sotto la guida dell’urbanista Christian Shaller, per il recupero in chiave bio-architettonica del complesso.
“Ma quale mercato! Si devono trovare le risorse, poi sarà il Comune a decidere la destinazione d’uso dell’area che comunque dovrà restare pubblica”, ha affermato Cialente che guarda con interesse allo studio dell’Università di Bologna.
Il primo cittadino rassicura l’assemblea cittadina, che in una lettera ha richiamato “alle loro responsabilità tutte le istituzioni coinvolte” e scongiura il pericolo di vendita degli immobili. “Non venderemo nulla – specifica – Il Comune troverà una soluzione”.
Il complesso di Collemaggio era già scampato nel 2007 al pericolo di una svendita, quando fu inserito nell’elenco dei 200 immobili di proprietà della Asl, da vendere per ripianare il buco della sanità. Strada ritentata 4 anni più tardi dal presidente della Regione Gianni Chiodi.
In riferimento ai fondi stanziati per l’area, l’assemblea cittadina ha ricordato che nel 2006, “la Giunta regionale aveva assegnato 3,6 milioni di euro per il recupero e la riqualificazione dell’area di Collemaggio. Somma ridotta di circa 2,8 milioni” e che una successiva ricognizione effettuata dall’assessorato alla Sanità dimostrò che “importanti risorse non erano state utilizzate negli anni precedenti, ben 24 milioni di euro, per la realizzazione di ulteriori opere. Mai la Asl ha tentato di recuperare tali somme”.






