L’AQUILA – E’ ancora incandescente il clima sulla vicenda zona franca, tasse e spese legate all’emergenza e alla fase post sisma. Alle affermazioni del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (che ha snocciolato i dati delle cifre erogati finora, circa 3 miliardi di euro), fatte ieri in conferenza stampa risponde oggi il segretario generale di Apindustria L’Aquila, Massimiliano Mari Fiamma, che afferma “Grazie da parte degli aquilani? Ha fatto il suo dovere”.

Una stoccata a cui fanno seguito altre affermazioni, come quella in cui Mari Fiamma accusa Chiodi “di non essersi particolarmente distinto per l’assidua presenza nell’area del cratere”.

Frasi dure che delineano l’aria che si respira nel capoluogo.

A fare da contraltare il richiamo all’unità d’intenti che giunge da Vincenzo Calvisi, della segreteria provinciale dell’Ugl che spiega: “Le polemiche politiche che si stanno generando sulla vicenda zona franca, sono inutili e dannose, proprio in una fase dove lo sforzo di intenti dovrebbe invece essere comune”.

APINDUSTRIA: “CHIODI HA FATTO IL SUO DOVERE”

“Sono imbarazzato e sconcertato per i contenuti della conferenza stampa di ieri del Presidente Gianni Chiodi puntualmente riportati dai mezzi d’informazione. Il Commissario, non particolarmente distintosi per l’assidua presenza nell’area del cosiddetto cratere (comunque la non esclusività del suo incarico lo avrebbe impedito), ha addirittura lamentato la mancanza di un “grazie” da parte degli aquilani definendo ingrata la Città di fronte ai sensazionali risultati raggiunti”.

“Oltre l’assurdità evidente dell’affermazione che ‘Umbria e Marche hanno dovuto attendere 10 anni per sapere se le tasse erano da restituire o meno’, quindi va da sé che non le hanno restituite prima di un decennio, mi lascia perplesso il fatto che un politico eletto in tutta la Regione chieda un ringraziamento per aver fatto il ‘proprio dovere’ e, secondo molti, nemmeno troppo bene e fino in fondo”.
 
“Non sono fortemente critico sull’operato del post-terremoto e ritengo che poteva anche andare peggio ma sono certo che si poteva fare meglio e di più, a cominciare dalla restituzione delle tasse che è stata sì ridotta del 60% (esattamente come in tutte le calamità naturali del Paese) ma che, nel peggior periodo di crisi dal dopoguerra ad oggi, costringerà comunque chi vive nell’area a subire la pressione fiscale  più alta d’Italia.
 
“Chiodi parla di aiuti alle imprese come se avesse staccato assegni dal suo conto corrente personale mentre la verità sta nel fatto che la Pmi locali si sono rialzate con le loro forze e, in molti casi, non si sono rialzate affatto. A partire dai commercianti, che hanno usufruito di 800 euro per tre mesi e poi sono stati abbandonati a se stessi, per finire alle piccole industrie che hanno dovuto subire sia le burocrazie locali dei comuni che quelle regionali e nazionali, con un balletto su contribuzioni e tributi che ha messo a dura prova la tenuta dei nervi ed ha in alcuni casi provocato sanzioni dagli implacabili Enti preposti alle riscossioni”.
 
“E’ vero però che la cassa integrazione in deroga, con numeri ancora oggi impressionanti, è stata un sostegno fondamentale, ma questa non è stata un’esclusiva dell’area cratere ed è un ammortizzatore sociale che fa acqua da tutte le parti, diciamo il solito ‘meno peggio’. La vicenda della Zona Franca è poi, sinceramente, la più demoralizzante, perché ad essa sono legate aspettative esagerate ed attese speranzose di molta gente mentre diversi politici locali, senza troppa distinzione di provenienza, ci costruiscono sopra la loro infinita campagna elettorale”.

“La nostra Associazione, da sempre, ha ribadito che l’avremmo accolta volentieri se fosse stata l’unica azione prevista, ma continuiamo a ritenere che non sia lo strumento giusto e necessario per un rilancio che, forse, avrebbe avuto maggiori possibilità con un sistema di defiscalizzazione che riguardasse tutte le imprese”.
 
“L’unica verità inconfutabile è che nella vicenda del terremoto non ci sono stati né santi, né eroi; né geni, né risolutori; a darsi da fare sono stati in tanti, ed i ringraziamenti dovrebbero per questo essere molto lunghi, ma non certo a partire da chi, per il ruolo frutto delle sue scelte personali, ha fatto ciò che doveva per governare una situazione così paradossale”.
 
“Già, perché questa situazione è tanto paradossale in quanto, non dimentichiamolo, è legata alla più grande tragedia italiana dal tempo del terremoto di Messina e pertanto mi pare della massima ovvietà che a L’Aquila si stia spendendo molto di più che negli altri casi di calamità naturali. Cerchiamo di tornare tutti al lavoro in silenzio, con serietà e dignità, senza proclami da una parte e dall’altra perché le risposte da dare sono ancora tante, le cose da fare innumerevoli e le verità svelate in conferenza stampa sono e resteranno sempre delle inutili, inattendibili ricostruzioni di parte”.

UGL: “SU ZONA FRANCA SERVE UNITA’ D’INTENTI”

“Le polemiche politiche che si stanno generando sulla vicenda zona franca, sono inutili e dannose, proprio in una fase dove lo sforzo di intenti dovrebbe invece essere comune”.

“Il lavoro e le imprese aquilane non possono permettersi ulteriori ritardi: va chiesta subito al Governo italiano la misura di agevolazione cosiddetta ‘de minimis’, che permetterebbe vantaggi fiscali immediati”.

“Sulla concessione della zona franca, compatibile per altro con la misura del de minimis, è necessario monitorare costantemente da vicino la fase finale decisoria dell’Unione Europea, attivando da subito una task-force tra istituzioni,  rappresentanti delle categorie e delle parti sociali”.