L’AQUILA – L’Università dell’Aquila ha voluto lanciare un segnale chiaro e inequivocabile in tempi da psicosi-coronavirus.
Il rettore, Edoardo Alesse, che peraltro ha specifiche competenze in questo ambito (è docente di Immunologia), non ha negato la preoccupazione (“Spero passi il più rapidamente possibile”) e ha detto, aprendo la cerimonia che si è svolta all’aula magna del polo umanistico, di non aver voluto rinviare, pur esponendosi a un possibile insuccesso, “perché le istituzioni nei momenti di difficoltà devono dare segnali positivi, con il rispetto rigoroso degli obblighi dei comportamenti e delle competenze”.
La sala era comunque gremita. Il rettore ha poi tracciato, come da prassi, un bilancio dell’attività dell’Ateneo, focalizzandosi molto sulle prospettive e ribadendo sia la buona attrattività che l’aumento, sensibile, delle immatricolazioni.
Per Alesse è stato il primo discorso inaugurale, a pochi mesi dall’insediamento: “E’ difficile per me nascondere l’emozione che si accompagna agli eventi importanti: questo è il mio primo anno accademico e, pertanto, è molto importante. Torno con il pensiero a sei anni fa, quando la rettrice Paola Inverardi inaugurò il suo primo anno accademico ed io ebbi il privilegio di tenere, con la stessa emozione di oggi, la lezione magistrale”.
L’anno prossimo, ha detto, la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico verrà festeggiata nel centro congressuale di San Basilio, nell’ex convento che verrà riconsegnato all’Ateneo dopo il restauro.
Il rettore ha definito l’Università sia come “motore di progresso sociale” e sia come “coscienza critica della comunità”, ponendo come obiettivo quello di “privilegiare il dialogo con istituzioni, organizzazioni sociali, forze imprenditoriali per costruire un programma di sviluppo dell’Ateneo che sia un contributo essenziale alla ricostruzione della città e al progresso economico e sociale della comunità, con una sempre maggiore apertura al contesto interregionale e internazionale”. Ovviamente ci sono anche obiettivi più stringenti, che vanno dagli investimenti per il recupero degli immobili e il miglioramento sismico ed energetico delle strutture, alla digitalizzazione dei processi, arrivando fino a meccanismi premiali per gli studenti meritevoli.
Oggi gli studenti sono 19 mila, con un trend in ripresa: “Il trend si è stabilizzato e quest’anno siamo c’è aumento degli immatricolati, questo ci riempie di soddisfazione”.
Alla cerimonia hanno partecipato la rettrice uscente Paola Inverardi, l’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore regionale con delega alle aree interne Guido Quintino Liris, il commissario per l’emergenza sisma del 2016 Giovanni Legnini, il consigliere regionale Americo Di Benedetto, il consigliere comunale Daniele Ferella, autorità civili e militari.
In sala anche i rettori delle Università di Camerino, Politecnica delle Marche, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Chieti, Teramo, Molise, Napoli Federico II oltre al rettore del Gssi, Eugenio Coccia.
Il presidente del Consiglio studentesco, Massimo Aloisi, ha sottolineato, nel suo intervento, che “deve essere garantito l’accesso libero. Per questo motivo chiediamo al rettore, cui vanno i nostri auguri per questa prima inaugurazione, e alla comunità accademica tutta di impegnarsi affinché progressivamente possano essere eliminati i numeri programmati locali nel nostro ateneo. Immedesimatevi nei tanti ragazzi e ragazze che vedono i propri sogni svanire a causa di selezioni che portano solamente ad una cultura per pochi. Non possiamo continuare a favorire l’emigrazione dal nostro territorio, ma dobbiamo favorire l’accesso all’istruzione a tutti senza la necessità di migrare altrove”.





