ROMA – Ricorre oggi l’anniversario della morte di Aldo Moro, il segretario della Democrazia Cristiana rapito e ucciso dalle Brigate rosse. Il suo cadavere venne ritrovato il 9 maggio 1978 all’interno di una Renault, posteggiata in via Caetani e Roma. L’ultimo brutale atto di una delle più gravi ed eclatanti tragedie del Novecento italiano.
Al ricordo dello statista e leader democristiano ha dedicato un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Il 9 maggio è il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto resterà una ferita insanabile nella nostra storia democratica. Respinta la minaccia terroristica, oggi ancor più sentiamo il dovere di liberare Moro e ogni altra vittima da un ricordo esclusivamente legato alle azioni criminali dei loro assassini. Nel riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro e di tanti altri giusti che hanno pagato il prezzo della vita, ritroveremo anche talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro”.
Moro venne assassinato dal commando che l’aveva sequestrato, sempre nella Capitale, in via Fani, sterminando la sua scorta.
Dopo 55 lunghissimi giorni di prigionia, durante i quali il leader della Dc venne sottoposto a una sorta di “processo”, dopo estenuanti trattative e dopo che i partiti politici non riuscirono a trovare una strategia efficace e condivisa per ottenerne la liberazione, il commando decise di giustiziare l’onorevole, sconvolgendo l’opinione pubblica e mettendo a dura prova la tenuta delle istituzioni come mai, forse, nel Dopoguerra.
Dal 2008, in ricordo del brutale assassinio, il 9 maggio di ogni anno vengono ricordate, assieme a Moro, tutte – troppe – vittime cadute per mano del terrorismo in Italia.



