L’AQUILA – Adesso è sicuro: a meno di clamorosi stravolgimenti dell’ultim’ora, sarà sfida a due per la nuova presidenza dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, ruolo importante e impattante socialmente e politicamente alla luce della ricostruzione post-terremoto del 6 aprile 2009.
Alle elezioni, fissate per il prossimo 22 ottobre, per l’ambita poltrona sarà un duello tra due quasi 50enni: Stefano Cipriani, titolare della impresa Gaia, ed Ettore Barattelli, dell’omonimo gruppo di aziende di costruzione; il primo è vice presidente uscente, il secondo ex vice presidente e per un breve periodo presidente.
Ed è un epilogo a sorpresa visto che Cipriani, fino a qualche mese fa, era indicato come unico candidato anche e soprattutto alla luce dell’investitura pubblica di suo delfino e naturale prosecutore della sua linea da parte del presidente uscente, Gianni Frattale, alla guida dell’ente da sei anni, proprio nei drammatici anni successivi al sisma.
Il patron della Edilfrair, eletto nel 2010 e riconfermato nel 2013, la cui presidenza, sia pure con una gestione ritenuta un po’ troppo centralistica, ha fatto registrare un bilancio positivo, ha fatto una sorta di dietrofront, dopo essersi accorto, evidentemente, che il quadro di riferimento era cambiato, innescando, di fatto, tensione in seno all’associazione.
Non a caso, nonostante le smentite, peraltro non pubbliche, dei due protagonisti, sarà una corsa a due anche cruenta sul piano elettorale, con numerosi grandi elettori schierati per Barattelli e di conseguenza con Frattale non più così indefesso nel sostenere quello che doveva essere il successore annunciato.
La candidatura di Barattelli, anticipata da AbruzzoWeb, è stata annunciata nel corso di riunioni della territoriale aquilana da una serie di interventi di imprenditori, tra cui rappresentanti delle famiglie Cicchetti, Frezza e Del Beato.
E a complicare il quadro c’è pure chi ha chiesto il voto alle “primarie” per operare da subito una scelta e arrivare alle elezioni vere con un solo candidato.
L’ufficialità del duello arriverà tra una manciata di giorni, mercoledì 12, termine ultimo per la presentazione delle candidature, e dopo soli dieci giorni ci sarà la conta alle urne. Tutto può ancora succedere ma comunque, quale che sia l’epilogo, l’Ance aquilana ne uscirà comunque spaccata.
La campagna elettorale, serratissima, è già in corso ed è in qualche modo semplificata perché si svolge solo nel capoluogo: con un accordo tra le tre aree della provincia, infatti, ci si è divisi le poltrone da assegnare e le zone che andranno a eleggere le cariche.
E così la sola Ance territoriale dell’Aquila nominerà il presidente provinciale, un altro aquilano dopo Frattale; i soli iscritti di Sulmona sceglieranno la guida del Centro paritetico territoriale, confermando il loro conterraneo Gianni Cirillo, e allo stesso modo faranno quelli di Avezzano con la Cassa edile, mantenendo il marsicano Paolo Salciccia.
Una corsa elettorale, quindi, solo in città, anche se di nascita “esotica” dal momento che, da quanto appreso, la genesi della candidatura Barattelli risale alla riunione di costruttori organizzata nientemeno che a Dubai lo scorso marzo.
Nelle varie riunioni della territoriale aquilana spesso il clima si è arroventato. È emerso che Barattelli gode già del sostegno di nomi come Armido e Pierluigi Frezza, Filiberto e Adolfo Cicchetti, Eliseo Iannini, Walter Rosa, Aldo Del Beato, Stefano Valentini, Mauro D’Intino, Luigi Palmerini e Francesco Laurini.
Questo appoggio multiplo di autentici pezzi da 90 dell’associazione ha creato dissapori, soprattutto quando qualcuno dei barattelliani ha chiesto le pre-consultazioni per dissipare i nodi e presentarsi compatti con un candidato unico.
Al di là della volontà di Cipriani e dei suoi, il vero problema, per quel che concerne le primarie, sta nei tempi, dal momento che è rimasto non più di qualche giorno per organizzarle alla bisogna.
Certo è che la rapida affermazione della candidatura-Barattelli ha sorpreso Cipriani, che non se l’aspettava, e la spinta sull’acceleratore ha creato ulteriore attrito tra i gruppi.
Frattale, che è anche delegato per la ricostruzione da Roma e componente del comitato di presidenza dell’Ance nazionale, ha spiazzato tutti con un’altra mossa a sorpresa: invece di mantenere e magari riaffermare il sostegno incondizionato a Cipriani, ha riequilibrato la sua posizione e si è messo in mezzo, ufficialmente equidistante tra le parti per non fare brutta figura in qualsiasi epilogo.
Una mossa che, comunque, se non a sostegno di Barattelli, non va certo a vantaggio di Cipriani.
Quest’ultimo, sempre da quanto appreso, gode comunque dell’appoggio di altri nomi importanti dell’Ance aquilana, segnatamente quelli che condividono con lui l’avventura nel pacchetto societario dell’Aquila Calcio: in particolare, Corrado Chiodi, Massimo Mancini, Giuseppe Mililli, Giulio Vittorini e altri.
A proposito, tra gli esperti di cose dell’Ance c’è chi dice che, a indebolire la candidatura di Cipriani, abbiano contribuito anche le disavventure del club rossoblù, retrocesso dalla Lega Pro ai dilettanti della serie D, alle prese con una dura contestazione dei tifosi alla società, esplicitata perfino con l’acquisto di spazi pubblicitari, e con un arduo tentativo di risalita nel calcio che conta.
Non ha contribuito a rasserenare il clima un sondaggio commissionato dall’organo di informazione marsicano Ilfaro24.it su chi il popolo del web vedrebbe meglio come nuova guida dell’ente. Online Barattelli ha doppiato Cipriani per 81 voti a 42. Una iniziativa della cui paternità i due si sarebbero accusati a vicenda.
Barattelli è già stato vice presidente Ance, sotto la presidenza Cicchetti finita anticipatamene per le dimissioni di quest’ultimo; si dimise il 20 settembre 2010 dopo essere stato indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura dell’Aquila sugli appalti per il G8 e la ricostruzione post-terremoto, ma la sua posizione fu archiviata dopo pochi mesi.
In questo senso, secondo quanto si è appreso dal suo gruppo, la candidatura e l’eventuale elezione avrebbe anche il significato di una sorta di risarcimento e ricucitura pubblica.
Cipriani era in corsa per la presidenza già nel 2013, prima del Frattale bis, ma alla fine il “totem” ha optato per un suo nuovo mandato e gli è toccato attendere questo giro, ora messo pure in pericolo. (alb.or. – b.s.)
Come anticipato da AbruzzoWeb, l’assemblea dell’Ance Teramo, nella seduta di oggi, ha acclamato all’unanimità il nuovo presidente per il triennio 2016-2019, Raffaele Falone.
Il neo eletto, 44 anni, già vice presidente dell’associazione dei costruttori, imprenditore edile, immobiliarista ed editore, è componente del consiglio di indirizzo della Fondazione Tercas.
“L’Assemblea dell’Ance Teramo mi ha acclamato alla presidenza nell’ottica della continuità con le politiche associative sviluppate negli ultimi anni – ha affermato dopo la nomina – Sono felice per un risultato che ha riaffermato la coesione del gruppo dirigente in un momento congiunturale che rimane difficile per tutta la categoria”.
“L’impegno per il prossimo triennio si concentrerà sulla ricostruzione post-sisma, ancora troppo lenta e inefficace, oltreché ai lavori pubblici e al settore privato interessate da molte innovazioni normative”, ha promesso Falone.
Il nuovo presidente ha ringraziato per il lavoro svolto il predecessore, Vittorio Beccaceci, i presidenti di Cassa edile e Scuola edile, Iervelli e Palumbi, e l’intero Consiglio direttivo.
Nel corso della stessa seduta, l’assemblea ha eletto anche i 20 componenti del nuovo Consiglio direttivo.
Ne fanno parte Vittorio Beccaceci, Giuseppe Cingoli, Luciano Cioci, Luigi De Lauretis, Alessandro D’Eugenio, Armando Di Eleuterio, Luciano Di Filippo, Agostino Di Giannatale, Diego Di Sabatino, Andrea Fabbii, Roberto Falà, Ezio Iervelli, Roberto La Luna, Mario Marano, Pasqualino Marano, Carlo Palumbi, Giovanni Patella, Armando Porcinari, Eddy Rastelli e Roberto Sposetti.





