ROSETO – Le sue misure non saranno 90-60-90, ma di sicuro non ha nulla da invidiare alle cosiddette modelle “regular”, anzi.
Lei è Anastasia Di Fino, classe 1988 di Roseto (Roseto), che sul suo sito (www.anastasiadifino.com) si definisce una modella “plus size”, inglesismo che indica quelle ragazze un po’ formose che vestono dalla taglia 44 in poi, i cui volti e corpi stanno comparendo sempre più spesso sulle riviste di moda.
Completamente a suo agio nella sua fisicità “burrosa”, Anastasia concilia perfettamente il suo lavoro nel campo della moda con gli studi di Ingegneria logistica e della produzione presso l’Università Politecnica delle Marche.
Con all’attivo diverse sfilate, partecipazioni televisive anche sulle reti Mediaset, apparsa sulla copertina del prestigioso magazine inglese “Just as beautiful”, Anastasia ci racconta un po’ com’è il mondo della moda per chi, come lei, ha qualche chilo in più e lo mostra orgogliosamente.
Iniziamo dalle tue misure “plus”.
Le mie misure sono 98 – 75 – 104 e porto una quarta di seno.
Sei orgogliosa delle tue forme?
Assolutamente! Sono perfettamente a mio agio con la mia fisicità. Da piccola facevo già la modella ma ero molto più magra di ora. Poi ho iniziato a prendere peso, e non nascondo di aver passato un brutto periodo. Avevo 14 anni e non mi piaceva il mio corpo, quindi facevo sport tutti i giorni e mangiavo pochissimo per paura di ingrassare.
E poi?
Poi per fortuna ne sono uscita bene. Ho accettato la mia rotondità e ho iniziato a propormi come modella “plus size”, per taglie forti.
Il mondo delle modelle di taglie forti è diverso da quelle delle cosiddette modelle “regolari”, che vestono le taglie 38-40?
Diciamo che tra le modelle “plus size” c’è meno concorrenza perché siamo poche rispetto alle modelle regolari. In Italia le più famose sono circa una decina, tra cui Elisa D’Ospina e Valentina Mezzetti. Comunque, ci sarà anche meno concorrenza ma le plus size sono agguerrite tanto quanto le regolari.
In Italia com’è la situazione lavorativa? Le modelle taglie forti sono richieste?
In Italia qualcosa si muove, anche se siamo molto indietro rispetto al nord Europa. In Inghilterra e in Germania c’è molta più richiesta di modelle “plus size” anche perché lì le donne sono di costituzione più robusta, quindi è più facile accettare un modello estetico del genere. In Italia preferiscono ancora le modelle “skinny”, ovvero le anoressiche.
Un tema molto delicato questo che lega moda e anoressia. Molte modelle confessano di non mangiare per paura di prendere qualche chilo.
Purtroppo è vero, io ne conosco tante di queste situazioni e sono davvero tristi. Tempo fa ad esempio mi trovavo a partecipare alla trasmissione “Pomeriggio 5” come modella plus size. C’erano anche altre modelle insieme a me, tutte però magrissime. Poco prima che andasse in onda il programma mi hanno confidato di essere a digiuno perché volevano mostrare un ventre piattissimo, e dopo 6 ore di trasmissione non avevano ancora toccato cibo.
Naturalmente erano molto deboli.
Come ti poni nei confronti di questo problema?
A volte leggo su internet dei blog e forum che sono pro anoressia: in pratica le ragazze, anche giovanissime, chiedono su questi siti consigli su come diventare magrissime. Purtroppo l’ esaltazione della magrezza, trasmessa dai media, ha insinuato in molte ragazze l’idea che per essere più belle bisogna anche essere molto magre. Proprio i mezzi di comunicazione dovrebbero invece mandare il messaggio che la vera bellezza è quella di un corpo sano, che ha anche qualche chilo in più.
La moda sta cambiando atteggiamento davanti al problema dell’anoressia?
Ricordo che qualcosa si stava facendo contro l’utilizzo di modelle ultra-magre, per rivalutare un modello di bellezza sano, solare, generoso, mediterraneo. Ma in realtà a me sembra che in Italia gli stilisti facciano solo finta di adeguarsi. Magari fanno sfilare qualche ragazza più “in carne” ma poi vendono abiti che vanno solo fino alla taglia 42.
Torniamo a te. Con quali stilisti lavori?
Collaboro molto spesso con Massimo Corsi, un hair stylist con il quale ho realizzato numerosi cataloghi e servizi fotografici. Lavoro anche con diverse aziende di abbigliamento, ad esempio l’Arena, per i “fitting”, ovvero le prove degli abiti in produzione: le aziende mi chiamano e provano su di me la vestibilità dei capi.
Ultimamente sono stata contattata anche dall’agenzia di Lele Mora per il casting della versione opposta della “Pupa e il secchione”.
Il “Pupo e la secchiona”?
Esatto, sarei dovuta essere una secchiona televisiva, ma purtroppo il programma non è partito per questioni di budget.
Altrimenti ti avremmo vista in televisione con gli occhiali da secchiona?
Mi ci sarei vista bene in quella parte. Studio ingegneria, e di materie matematiche e scientifiche me ne intendo. Quindi…perché no?
C’è un “pupo” nella tua vita?
Certo! Si chiama Stefano, anche lui è di Roseto e stiamo insieme da cinque anni. È sempre stato un sostegno per me e mi ha sempre incoraggiata nel mio lavoro.
E delle tue forme sinuose cosa dice?
Diciamo che non si lamenta, anzi apprezza molto le mie curve!
Nel tuo futuro come ti vedi, ingegnere o modella?
Sicuramente ingegnere. La bellezza si sa, dura poco. Meglio basare la propria vita su cose più sicure e durature.
(e.m.)



