L’AQUILA – Dimenticare, spazzare via le cose negative del passato per fare spazio ad altre nuove, più belle.

È questo il concetto che sta dietro la scelta del nome degli Amnesia, la band aquilana composta da Elisa Marrama alla voce, Filippo Mortari al basso, Matteo Giannangeli alla chitarra, Simone Grimaldi alla batteria e Antonio Bertoldi alle tastiere.

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I cinque, età media 23 anni, portano in giro la loro musica “un po’ rock, pop e dark”, come la definisce la voce della band, Elisa, esattamente dal 23 ottobre 2008, giorno del loro esordio ”live” al teatro Sant’Agostino all’Aquila, in occasione della sesta rassegna musicale universitaria organizzata dall’Adsu.

“Un’esperienza fantastica – racconta Elisa – Abbiamo provato un’emozione fortissima, non solo nel salire sul palco per la prima volta, ma anche nel respirare quell’atmosfera particolare del ‘dietro le quinte’, per di più di un teatro, quindi ancora più affascinante”.

Nonostante si sentissero come “pali di legno” per l’emozione, l’esibizione si è rivelata un successo, perché gli Amnesia si sono piazzati tra i finalisti, aggiudicandosi il secondo posto.

Dopo i primi live è arrivato il sisma, improvviso, al quale è seguito, come dopo ogni stravolgimento, una riorganizzazione: nel 2009, infatti, è arrivata la tastiera di Antonio Bertoldi a completare la line-up del gruppo.

Fedeli al loro nome, gli Amnesia dimenticano, e si sono lasciati alle spalle il terremoto e le sue brutture, incidendo un album in pieno post-sisma presso lo studio Moon Voice all’Aquila.

Nel febbraio 2010 è uscito “Metamorphosys”, un extended play che contiene quattro tracce dal sapore dolce e malinconico: “Dream”, “Infinity”, “Time cant’hear” e “Metamorfosi”, quest’ultima l’unica traccia in italiano, che poi è la trasposizione del titolo inglese dell’album.

Sulla scelta della lingua con cui scrivere le canzoni, il tutto parte dall’ispirazione che la melodia fa scattare. “Di solito – spiega Elisa, che oltre a essere la cantante del gruppo è autrice dei testi – mi viene più immediato scrivere in inglese perché è una lingua molto più musicale dell’italiano. In ‘Metamorfosi’, invece, già dalle prime note ho iniziato pensare il testo nella mia lingua, mi è venuto immediato e spontaneo”.

Una voce, quella di Elisa, che richiama tantissimo quella dell’omonima cantautrice italiana, alla quale lei dichiara di ispirarsi, forse inconsciamente. “Quando ero più piccola ascoltavo tantissimo i cd di Elisa (Toffoli, n.d.r.), mi piaceva un sacco. Probabilmente mi è rimasto un po’ del suo modo di cantare”.

Nonostante siano una band giovane, gli Amnesia non lasciano nulla al caso, dimostrando una cura e un’attenzione da professionisti verso la loro musica.

La copertina dell’album, per esempio, è stata attentamente studiata, sia nell’estetica sia nel significato: una ragazza vestita di rosso che indossa una maschera antigas, e dietro di lei un paesaggio lontano e arido.

“L’idea ce l’ha data Diego la Chioma, con lui abbiamo pensato alla maschera come simbolo di protezione contro l’inquinamento del mondo, sia quello atmosferico che quello più pericoloso, quello che non si vede”, spiega Elisa, che a volte “interpreta” quella stessa immagine all’inizio dei concerti: vestita di rosso, sale sul palco indossando quella stessa maschera antigas, che poi toglie prima di iniziare a cantare.

In un momento in cui il mercato della musica italiana sembra passivo, ancorato soltanto all’attesa che siano i reality televisivi a sfornare nuovi talenti, gli Amnesia comunque non si scoraggiano, tanto che stanno già lavorando al prossimo album.

“Sarebbe bellissimo vivere di musica”, dice Elisa, riportando una speranza condivisa da tutta la band, che ha dimostrato di possedere grinta e talento necessari per farcela.

E chissà che presto o tardi qualcuno non si accorga che, oltre il tubo catodico, c’è una realtà locale fatta di giovani promesse musicali che possiedono il fattore “x” del talento, nella quale gli Amnesia rientrano sicuramente a pieno titolo.