CORROPOLI – Fissata per il 24 settembre l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Teramo delle due dipendenti di Poste Italiane (all’epoca dei fatti in servizio a Corropoli e poi trasferite) che, secondo l’accusa tutta ancora da dimostrare, avrebbero sottratto risparmi ad un correntista la cui denuncia ha poi spinto altri clienti di Poste a presentare esposti per presunti ammanchi. Le due dipendenti, come riporta il Centro, sono imputate , a vario titolo, per truffa, peculato, sostituzione di persona e ricettazione: al termine dell’udienza preliminare il giudice stabilirà se rinviarle a giudizio, così come chiesto dalla Procura, o meno.
L’inchiesta della magistratura è scattata su ammanchi di denaro e connesse operazioni ai danni di un cliente. Il correntista – che ha presentato denuncia alla polizia postale di Teramo- sarebbe stato “ripulito”, a sua insaputa, di oltre mezzo milione di euro in particolare da una delle due indagate, mentre marginale sarebbe il ruolo dell’altra secondo la ricostruzione della Procura.
Complessivamente si tratterebbe di somme nel libretto postale dove transitavano gli interessi riconosciuti ed estinzione di buoni fruttiferi alcuni dei quali erano stati emessi incassando e convertendo la polizza vita di un familiare scomparso. L’uomo avrebbe compreso di essere stato derubato dell’ingente somma quando venne convocato dall’ufficio antifrode e sicurezza di Poste italiane proprio per alcune operazioni in particolare per la polizza vita del padre deceduto risultata non incassata. In realtà, quella polizza era stata estinta e convertita.




