ROCCA SAN GIOVANNI – “Sono qui per ribadire il nostro sì al Parco della costa teatina e il no alla petrolizzazione e per assicurare che il governo dialogherà con i territori per fare scelte il più possibile condivise”.
Parola del sottosegretario Giovanni Legnini, ospite del un incontro organizzato dal Partito democratico della provincia di Chieti a Rocca San Giovanni (Chieti), alla presenza di tanti esponenti del partito (tra cui Angelo Staniscia, il “papà” del parco, colui che per primo ne ha lanciato l’idea) e anche di associazioni civiche nate a favore del parco.
L’incontro è partito dal sì della Regione all’iniziativa. “Dopo anni di controversie e di incertezze – ha detto Legnini – registriamo finalmente una sostanziale convergenza istituzionale sul progetto del Parco della costa teatina. Possiamo finalmente agire concretamente per mettere in sicurezza il parco della costa teatina”.
La nascita del nuovo organismo protetto è in diretto collegamento con la possibilità di bloccare la nascita della piattaforma petrolifera della Medoil Ombrina Mare: “Noi possiamo reggere il no al petrolio – ha ribadito a riguardo Legnini – se si istituisce il parco. Naturalmente nel rispetto di tutti”.
Insomma, il parco non deve far paura: “Non deve espropriare nessuno, non deve bloccare le aree produttive che ci sono, non deve bloccare i porti di Ortona (Chieti) e Vasto (Chieti), che anzi vanno potenziati e questo potenziamento è compatibile con la nascita del parco”, ha proseguito.
Dal punto di vista dell’iter burocratico è scaduto al 30 giugno scorso la proroga per il commissariamento, ora ci sarà con grande probabilità una proroga tecnica. E comunque il termine secondo il sottosegretario è entro l’anno.
Il parco aiuterà a contrastare Ombrina, anche se, ha ribadito l’onorevole, non c’è un automatismo. Servirà, comunque, a “mettere in sicurezza il territorio dal punto di vista ambientale in senso lato”.
Insieme a Legnini, hanno animato il dibatto il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, il vice segretario provinciale Chiara Zappalorto e l’onorevole Maria Amato.






