L’AQUILA – Sul tema della corretta alimentazione, quello che emerge dalle parole della nutrizionista aquilana Milena Mennea dovrebbe allarmare tutti, poiché è una questione sostanzialmente politica e sociale.

Anche l’alimentazione e la nutrizione, come il resto di ciò che fa parte della nostra natura, sono state infatti “divorate” dalla società dei consumi e dai ritmi frenetico imposti a più o meno tre quarti di mondo dal modello economico imperante – quello del capitale e del suo strapotere ideologico – ed hanno ceduto il passo a quella prodotta, appunto, dal modello economico imperante.

Un’alimentazione ed una nutrizione “tossiche”, che creano insane dipendenze e che in Italia hanno già reso obeso ed in sovrappeso il 40 per cento dei bambini tra i 5 ed i 9 anni di età, in un continuo e spietato processo di “americanizzazione” capace di produrre danni immediati e di piazzarne molti altri – compresi quelli alla salute non soltanto fisica – sulla linea dell’orizzonte.

“Servirebbe una maggiore collaborazione tra medici, perché alimentazione e nutrizione sono settori direi fondamentali delle nostre esistenze – afferma Milena Mennea ad AbruzzoWeb.it –. Ormai, viviamo in un sistema di alimentazione e di nutrizione da coltivazioni ed allevamenti intensivi. I nutrienti sono spariti, a partire dai bambini c’è una enorme carenza di vitamina D. E questo porta a tante malattie. Se i valori della vitamina D sono bassi o addirittura bassissimi, il sistema immunitario soffre e si può anche arrivare allo sviluppo dei tumori”.

La domanda che le poniamo è sciocca, ma è l’unica che ci viene in mente: che fare?

Si deve lavorare alla base dell’alimentazione, appunto per evitare di sviluppare diverse malattie, in modo da non dipendere dai farmaci se non quando la situazione è gravissima ed ha una origine diversa. All’atto pratico, una corretta alimentazione migliora molto la salute delle persone. La correlazione esiste, gli studi ormai sono chiarissimi. Purtroppo, l’industria alimentare la fa da padrona, ma se ogni singolo si affidasse al mercato contadino o auto-prodotto, le cose migliorerebbero.

Nel frattempo, però…

C’è un’invasione, ad esempio, di prodotti anche per la colazione dei bambini che sono ricchi di sciroppo di glucosio e fruttosio, utilizzati in sostituzione dello zucchero. Costano meno e danno un sapore più dolce al prodotto, così i bambini ne diventano dipendenti. Con tutti i danni che questo comporta, come i picchi di glicemia e di insulina a fine pasto. Questi zuccheri si trasformano in grasso nella zona addominale e provocano una maggiore produzione di colesterolo. Gli zuccheri, quindi, influiscono molto di più, per fare un esempio, delle uova. In molti alimenti, insomma, si trovano delle sostanze che creano dipendenza e fanno danni enormi. E l’assunzione di tutti questi zuccheri va a stimolare dei neuroni che rilasciano dopamina – per cui c’è sempre questa sensazione di ‘benessere’ nell’assumere questi zuccheri e di conseguenza si attiva una richiesta continua. Inoltre, sciroppo di glucosio e fruttosio interferiscono con il senso di fame e di sazietà, quindi, pensiamo anche al bambino, non si può essere sazi. Da qui, l’incredibile aumento di un’obesità importante. Va poi spiegato che raggiungiamo un determinato numero di cellule di grasso, ma se lo sviluppo è fatto in sovrappeso, il numero di cellule aumenta di numero e di dimensioni, quindi da adulto non tornerai mai al numero ed alle dimensioni iniziali di cellule. Si sarà sempre portati a prendere peso con facilità. Non si scappa da questo. Da grandi, si dovrà prestare un’attenzione maggiore all’alimentazione ed al peso rispetto a chi è cresciuto da obeso.

Ci sembra una questione che va al di là del suo lavoro.

Qui entra in gioco la politica. Servono le scuole, serve aiutare le famiglie, con dei programmi tutto l’anno e con il sostegno sanitario ed economico per affrontare eventuali percorsi. Sono convinta che l’educazione alimentare vada insegnata – e praticata – nelle scuole, ma…

… Ma?

Se non si interviene sulla condizione sociale e quindi economica delle persone e sullo stile di vita di intere fasce della popolazione, si rischia di fare un buco nell’acqua. Il sistema va totalmente ribaltato. Il cibo sano costa sempre di più, il cibo “spazzatura”, quello dei fast food, al contrario, si trova a buon mercato, al netto degli aumenti degli ultimi tempi. Non è un caso che i più poveri stiano diventando sempre più grassi e quindi sempre più a rischio malattie. È una questione sociale ed economica, alla fine. Una società in cui le differenze sociali ed economiche tra pochi sempre più ricchi e tanti sempre più poveri, purtroppo, fa il gioco anche dell’industria alimentare che produce cibo di pessima qualità. È importantissimo, poi, saper abbinare gli alimenti, ma, anche qui, serve l’educazione alimentare sia a casa che a scuola ed occorre sostegno economico a tutti i livelli.

Sforzi lodevoli, eppure potrebbero non bastare, perché emerge un tema ulteriore e cioè quello dell’attività fisica. Che la maggioranza di noi non fa.

È vero, sempre meno persone fanno attività fisica. Bambini compresi. Le dico anche che la maggior parte dei miei pazienti prende peso soprattutto perché mangia fuori pasto, persino di notte. Quindi, l’aspetto psicologico ha la sua importanza ed occorre intervenire sullo stress e persino sulla solitudine. E L’Aquila, dal terremoto al Covid-19, non è affatto in salute.

Allarghiamo ancora di più un ipotetico angolo di visuale: la noia ha un ruolo in questo contesto?

Sì. Anche la noia incide sull’alimentazione. Si mangia pure per noia. Oppure si mangia per nervosismo, perché ormai la vita che facciamo tutti è frenetica. I problemi sono già evidenti, ma tra qualche anno saranno esplosivi.

L’inquinamento non solo dell’alimentazione sta portando ad un aumento delle intolleranze alimentari? 

Una correlazione tra aumento delle intolleranze alimentari ed inquinamento c’è, visto che tra le cause delle intolleranze abbiamo: disbiosi intestinale, alterazione della permeabilità della mucosa intestinale, rallentamento dei processi digestivi per carenza e malfunzionamento dei sistemi enzimatici ed infine, infatti, per l’intossicazione degli organi deputati alla depurazione dell’organismo attraverso l’eliminazione delle tossine. Dunque, oltre all’alimentazione sbagliata anche l’inquinamento può rallentare le capacità del nostro organismo di depurarsi.

LA PAGINA FACEBOOK DELLA DOTTORESSA MILENA MENNEA

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063537730445