L’AQUILA – I luoghi d’incontro classici cancellati dal sisma e i giovani che non possono far altro che incontrarsi nei pub e bar.

È in questa difficile situazione post-terremoto che all’Aquila il consumo di alcol trova terreno fertile, soprattutto tra i giovani che si ritrovano senza punti di riferimento, spaziali e sociali.

L’aumento della tendenza nazionale al consumo di alcol, infatti, evidenziato dai dati del rapporto 2009 Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) dell’Istituto superiore di Sanità, si riscontra fortemente anche nel capoluogo abruzzese duramente colpito dal sisma del 6 aprile 2009, soprattutto tra i giovani compresi tra i 16 e i 30 anni.

A confermare il dilagare di questo preoccupante fenomeno è Rocco Pollice psichiatra, neuropsichiatra infantile, nonché ricercatore universitario di Psichiatria presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli Studi dell’Aquila.

“All’Aquila – spiega – si assiste a un assottigliamento dei luoghi e dei momenti in cui è possibile incontrarsi e aggregarsi. Se prima ci si incontrava in libreria, o nel centro storico per una passeggiata, ora ci si dà appuntamento solo nei locali e nei pub, dove inevitabilmente si bevono alcolici”.

Oltre a questo, un altro motivo che spiega l’eccessivo consumo di alcolici c’è anche la diffusione del fenomeno del “binge drinking”,  una tendenza nata tra le popolazioni del Nord Europa e che ora si è diffusa a macchia d’olio anche in Italia.

“Si tratta – prosegue Pollice – di un modo di bere finalizzato non allo stato di ebbrezza, bensì allo sballo completo, che porta alla completa alienazione dal mondo. Questa tendenza allarmante si sta purtroppo diffondendo molto anche tra i giovani aquilani”.

A preoccupare è anche l’utilizzo degli alcolici come auto-medicamento per combattere gli stati ansiosi che, dopo il sisma, affliggono molti aquilani, giovani e meno giovani.

 “In questi casi – afferma lo psichiatra – l’alcol è utilizzato a scopo medicativo: si beve, insomma, per alleviare la propria ansia e riuscire a superare momenti di particolare angoscia”.

Non solo lo sballo, insomma. I giovani aquilani si danno all’alcolismo anche per superare il terremoto, forse nel modo sbagliato. (e.m.)

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