L’AQUILA – Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (nella foto), è a Roma per una serie di incontri necessari per definire le problematiche più urgenti e impellenti legati ai pagamenti della gestione dell’emergenza.
L’agenda del commissario prevede infatti, per tre giorni, una serie di riunioni a tutti i livelli in grado di dare risposte immediate per il pagamento dei contributi di autonoma sistemazione (Cas), pagamenti alle imprese che hanno lavorato nella fase dell’emergenza e indennizzi agli albergatori che ospitano gli sfollati.
Scopo principale della tre giorni romana del commissario è affrontare e sciogliere i nodi, economici e tecnici, che stanno creando alcuni problemi alla popolazione e a tutti i soggetti impegnati nella gestione della fase emergenziale.
GLI ALBERGATORI AQUILANI: ”SETTE MENSILITA’ ARRETRATE”
L’AQUILA – Sono sempre sette le mensilità arretrate che gli albergatori aquilani attendono di vedere saldate per l’ospitalità ed i servizi erogati agli sfollati.
Il 10 settembre scorso è scaduto l’ultimatum lanciato al commissario Gianni Chiodi: entro quel termine gli operatori attendevano delle risposte in merito al pagamento delle spettanze pregresse che, però, tarda ad arrivare.
“È stato saldato il mese di gennaio – afferma Mara Quaianni, vice presidente di Federalberghi L’Aquila – ma nel frattempo si è accumulato il mese di agosto. Pertanto sono sempre sette le mensilità arretrate. Continueremo a garantire i servizi agli ospiti degli alberghi, questo è sicuro. Credo, ugualmente, che sarà necessaria una nuova riunione con gli altri albergatori per far valere le nostre richieste. Non ci siamo ancora sentiti ma lo faremo presto”.
Eppure solo ieri il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis ha annunciato il prossimo stanziamento di 54 milioni di euro una parte dei quali sarebbero destinate proprio al pagamento delle fatture degli albergatori.
“Di questi milioni non sappiamo nulla. Abbiamo cercato di incontrare il Commissario e Governatore Gianni Chiodi ma, almeno finora, la nostra richiesta di confronto è caduta nel vuoto. Speriamo di poterci confrontare al più presto”.
Prosegue, pertanto, la querelle iniziata a ridosso di Ferragosto, con gli albergatori sul piede di guerra che minacciarono proteste clamorose e la struttura commissariale che provò tamponare l’emergenza.
g.a.
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