L’AQUILA – “Ho l’autorizzazione ad annunciare da parte del ministro Passera, con cui ho parlato 20 minuti fa, il provvedimento per gli interventi per 90 milioni con procedura automatica e ordine cronologico del ‘de minimis’ a sostegno dello sviluppo delle attività economiche del territorio”.

Questo l’annuncio del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca che forse ha messo definitivamente la parola fine sul tormentone zona franca che imperversa nel cratere fin dall’estate del 2009.

Si attendevano da tempo le modalità applicative, ora Barca ha svelato i contenuti dell’atteso documento che, ha spiegato, “ha il via libera dell’Economia e del ministro Passera, lo firmerà in giornata non appena sarà rientrato dalle aree terremotate dove si trova”.

L’annuncio sulla ‘zona franca mignon’ ha lasciato impassibile Massimo Cialente, seduto due posti a fianco a Barca, mentre ha fatto sogghignare il suo storico oppositore Giorgio De Matteis, accusato di aver alimentato l’illusione di una zona franca urbana comunitaria, che passava di lì e ha detto: “Vedete le misure? Sono quelle che dicevo io”.

COME FUNZIONA

Barca ha ricordato i noti capisaldi del provvedimento, “un plafond di 90 milioni” e “per ogni impresa che se ne avvale un massimo cumulativo di 200 mila euro” in tre bilanci, ossia in tre anni.

“A questo aiuto – ha snocciolato – si può accedere o attraverso esenzione delle imposte sui redditi Irpef e Ires totale per i primi cinque anni e parziale per i successivi fino al quattordicesimo; oppure per esenzione Irap per cinque periodi di imposta; o ancora per esenzione Imu fino all’anno 2012, cioè questo; oppure con esonero del versamento dei contributi Inps e Inail sulle retribuzioni dei dipendenti, totale per i primi cinque anni e parziale per i successivi”.

Sono previste due riserve. “Una del 20 per cento per nuove imprese e una del 10 per cento per il centro storico”, ha concluso. Alberto Orsini