L’AQUILA – “Molte aziende agricole aspettavano notizie positive dall’Unione Europea sul Piano di sviluppo rurale redatto da questa amministrazione regionale targata D’Alfonso-Pepe, e invece dovranno attendere molto più tempo del previsto in quanto Bruxelles lo ha ritenuto non chiaro e poco ambizioso”.

Così il deputato abruzzese del Nuovo centro destra-Area popolare, Filippo Piccone, sul Psr abruzzese.

Alle critiche dell’ex coordinatore del Popolo della libertà nonché ex sindaco di Celano (L’Aquila) risponde l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe, che rigetta le accuse spiegando che “la struttura strategica, incentrata sui giovani, l’innovazione e le filiere, non è stata cambiata dalla Ue e inoltre le osservazioni ricevute sono state meno di altre Regioni come Lombardia, Sicilia e Puglia”.

Un aspetto che, però, a Piccone non risulta: “Mentre per altre Regioni d’Italia i Psr sono stati approvati e, quindi, partiranno immediatamente i bandi – attacca ancora – per quello dell’Abruzzo giungono, da Bruxelles, notizie preoccupanti in quanto saranno richiesti chiarimenti sui principali obiettivi fissati dalla Commissione su Europa 2020 in linea con l’accordo di partenariato per l’Italia”.

“Addirittura – prosegue il parlamentare Ncd-Ap – sarebbero 465 i punti deboli rilevati da Bruxelles perché poco chiari o non rispettosi delle linee guida. È preoccupante che tutto il settore dell’agricoltura, che aspettava con ansia l’approvazione del Psr per un totale di 435 milioni di euro, debba aspettare ancora altro tempo per delle vistose mancanze da parte della Regione Abruzzo, soprattutto per gli aspetti inerenti gli interventi agro-ambientali associati alla biodiversità, per le azioni nel settore forestale, oltre che per gli incentivi destinati alla diversificazione delle attività economiche non agricole nelle zone rurali”.

Inoltre a Piccone sembra “insufficiente all’interno del Psr anche il risparmio idrico, in quanto non è chiaro come s’intende garantire l’aumento della superficie irrigata per ridurre il consumo di acqua. Altro aspetto stravagante – continua nella critica – è il concetto delle distanze relative ai mercati locali certificati a filiera corta dove per l’Unione europea il raggio di 300 chilometri stabilito dalla Regione è una distanza poco ragionevole”.

“Considerando che l’assessore all’Agricoltura continua a illustrare il Psr 2014-2020 nei vari Comuni, ci chiediamo se dovrà tornare negli stessi per giustificare i 465 punti deboli evidenziati da Bruxelles – attacca l’esponente alfaniano – È paradossale, infine, che proprio ieri il presidente D’Alfonso, trascorrendo tutta la giornata a Bruxelles, non abbia pensato di informarsi, per questo gli consigliamo di mettere al Psr 2014-2020 un po’ più di pepe”, conclude Piccone con un gioco di parole.

L’assessore smentisce ancora il parlamentare: “Abbiamo fatto un buon lavoro, il 18 e 19 prossimi saremo a Bruxelles per definire un negoziato già in fase avanzata, piuttosto i problemi che abbiamo avuto, tutti recuperati, sono legati al fatto che, quando mi sono insediato, agli inizi dello scorso mese di luglio, il centrodestra non aveva lasciato nulla sul Psr che avremmo dovuto presentare il 20 luglio, dopo 20 giorni. In 6 mesi abbiamo recuperato il tempo perso, sentendo tutti i soggetti interessati”.