LANCIANO – Aggredito e picchiato da un giovane spericolato: poi, un ictus devastante che lo ha paralizzato nella parte sinistra, a complicare un quadro clinico già compromesso da altre gravi patologie. Era il il 12 novembre 2020 a Sant’Apollinare Chietino. A distanza di un anno e mezzo da quell’aggressione, Italo Miselli non ce l’ha fatta: è morto l’altra mattina all’ospedale di Lanciano. Aveva 74 anni.

Profondo dolore il genero Ivo Altobelli, convinto che “da quell’episodio la salute di Italo è precipitata, avendo un vero tracollo”. Ieri pomeriggio si sono svolti i funerali nella chiesa Madonna delle Grazie a S. Apollinare. Tutta la comunità si è stretta alle figlie Clara, Anna e Simona.

Oltre a lui fu picchiato pure Giuseppe Cupido, 56 anni, disabile al 100 per cento, che riportò 15 giorni di prognosi.

Per la doppia aggressione venne poi arrestato Donald Valerio, 27 anni, di Casoli, accusato di lesioni aggravate da minorata difesa e futili motivi. L’aggressore chiese poi scusa e si pentì del pestaggio. Il processo è partito, con la fase istruttoria in corso. L’imputato è difeso dall’avvocato Domenico Russo, mentre la parte civile è patrocinata dagli avvocati Piero Nasuti e Tito Antonini. Dinanzi al giudice Maria Teresa Pesca si ricostruiscono quei momenti di gratuita violenza.

Partita l’aggressione a Miselli, fu Cupido il primo a reagire: «Fermati, fermati, lo vuoi ammazzare?» gli gridò, scendendo a fatica con le stampelle dalla sua Fiat Punto per fermare la mano violenta dell’aggressore. Miselli si era solo lamentato con quel giovane per l’eccessiva velocità in auto: «Vai più piano quando vieni qui, perché ci sono dei bambini». Per tutta risposta fu colpito con pugni al volto e alla testa, perdendo la dentiera. L’arresto domiciliare venne deciso dal gip Massimo Canosa su richiesta del pm Francesco Carusi, a conclusione dell’indagine dei carabinieri di Ortona.