L’AQUILA – La deputata del PD Anna Paola Concia, oggetto ieri sera di una vergognosa aggressione omofoba.
Paola e la sua compagna Ricarda stavano andando alla macchina per recarsi al concerto di Patti Smith e Carmen Consoli, mano nella mano, quando sono state affrontate da una persona che ha iniziato a ricoprirle di insulti proprio perché “infastidita” dal loro atteggiamento affettuoso. E dalle parole sarebbe passata ai fatti se non fosse stato che Paola e Ricarda non sono due ragazzine, ma due donne decise e coraggiose. E’ la stessa deputata PD a raccontare i fatti sulla sua pagina Facebook: “non ci sono andata più al concerto di Patty Smith e Carmen Consoli. Stavo andando alla macchina mano nella mano con Ricarda e mi sono sentita scaricare addosso tanti di quegli insulti: ‘lesbica di merda, ai forni vi devono mandare’ ecc. Mi voleva mettere le mani addosso. In pieno centro, le persone guardavano…e alcuni si sono arrabbiati con me. Che cosa siamo diventati”. E ai numerosi amici che commentano solidali, condannando l’episodio e dicendole che non avrebbe dovuto rinunciare al concerto, ma reagire, risponde, evidentemente amareggiata: “adesso non c’ho più voglia…grazie a tutti e tutte, ho reagito, ma mi chiedo se fossimo state due ragazze indifese…due giovani”.
La Concia, nata ad Avezzano (L’Aquila) ed ha frequentato l’Isef all’Aquila dove ha svolto l’attività di maestro di tennis presso gli impianti “Matchball” di Fabrizio Panella
“Ero seduto al tavolino di un bar quando ho sentito Paola Concia gridare. Mi sono avvicinato per capire cosa stava succedendo e ho visto la collega visibilmente scossa che mi ha raccontato di essere stata aggredita verbalmente da uno che si era poi allontanato”. Il deputato di Fli Nino Lo Presti racconta così l’episodio denunciato dalla parlamentare del Pd
“Ma la cosa che mi ha colpito di più – aggiunge – è che mentre lei era ancora agitata per lo scontro verbale appena subito, c’erano altri passanti che la stavano attaccando, invece di difenderla. La invitavano a stare zitta e si era creato un clima di tensione e di odio sia nei confronti della Concia e della sua compagna in quanto gay, sia perché si era capito che eravamo dei parlamentari”.
“Il clima era tale, da bava alla bocca – prosegue Lo Presti – che, dopo aver tentato di rintuzzare le accuse dei passanti, arrivando quasi alle mani, mi sono trovato costretto a chiamare i carabinieri e poi la polizia di Montecitorio”.






