AEROPORTO L’AQUILA: LA REGIONE VIGILA, ”SE CI SARANNO VIOLAZIONI VIA I FONDI”
di Marianna Galeota
L’AQUILA – “Qualora per le 60 assunzioni all’Aeroporto dell’Aquila si riscontrasse un utilizzo dei fondi non conforme alla normativa nazionale e comunitaria, questi verrebbero immediatamente tolti”.
Questo l’avvertimento lanciato dal dirigente del settore Politiche del lavoro della Regione Abruzzo Giuseppe Sciullo, che si sta occupando della vicenda, interpellato da AbruzzoWeb sul bando ‘Lavorare in Abruzzo 3’ che finanzierà con 800 mila euro di fondi comunitari l’assunzione dei 60 addetti dell’Aeroporto dei Parchi dell’Aquila.
Il dirigente, comunque, precisa di avere bisogno di “dati concreti” e di verifiche, prima di potersi pronunciare, ma garantisce “massima vigilanza” sulla questione, premettendo che “fino a quando non avrò contezza delle carte non posso esprimermi con certezza sul caso della Xpress”.
Proprio l’altro ieri, la società che gestisce lo scalo di Preturo ha reso nota l’avvenuta firma sui contratti dei neoassunti e, a partire da ora, avrà 90 giorni di tempo per presentare tutte le documentazioni alla Regione, che vaglierà le assunzioni caso per caso.
“Tra i documenti è prevista una polizza fideiussoria che varrà come copertura qualora non venissero rispettati i requisiti fissati dal bando – aggiunge inoltre Sciullo – Tra questi c’è l’obbligo di mantenimento occupazionale per 24 mesi, sia per quanto riguarda i nuovi assunti sia per i dipendenti preesistenti”.
Il dirigente ribadisce i termini fissati dall’avviso ‘Lavorare in Abruzzo 3’, sottolineando che le maestranze devono essere assunte e lavorare entro i confini regionali, eccezion fatta per i casi di “cantiere mobile” e “distacco” dei dipendenti.
La Xpress che impiegherà gli addetti alle mansioni di facchini, autisti e amministrativi negli scali di tutta Italia potrebbe rientrare nell’eccezione del distacco.
Tra le motivazioni addotte dall’azienda, c’è l’impossibilità di impiegare subito i dipendenti nelle attività aeroportuali dello scalo di Preturo, finché questo non entrerà a regime.
Nel frattempo, gli addetti lavoreranno tra Milano Bari Cagliari Venezia e altre città italiane per i 60 giorni del periodo di prova e, molto probabilmente, anche nei mesi successivi, fino a che lo scalo aquilano non sarà a regime.
Il distacco, secondo l’avviso regionale, dovrà rispettare quanto disposto dall’articolo 30 del decreto legislativo 276/03 secondo cui “un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa”.
Qualora il trasferimento delle maestranze fosse in “una unità produttiva sita a più di 50 km da quella in cui il lavoratore è adibito, il distacco può avvenire soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive”.
A valutare le ragioni della Xpress, a questo punto, sarà la Regione che stabilirà se i traferimenti saranno o meno conformi all’articolo 30 del decreto.
Intanto...
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