L’AQUILA – Come aeroporto commerciale, è innegabile, quello dei Parchi dell’Aquila non ha funzionato, per usare un eufemismo. Ma può avere un radioso futuro come scalo di Protezione civile, addirittura a livello nazionale, e senza mettere in discussione la concessione alla Xpress, tenuto conto che ci sono investitori financo dalla Malesia pronti ad investire a L’Aquila, per produrre dirigibili di sicurezza e monomotori quadriposto da turismo.
Questa in soldoni la posizione dell’assessore Emanuela Iorio, all’indomani di una commissione garanzia al Comune dell’Aquila, dove invece all’unanimità i consiglieri comunali, compresi quelli di maggioranza, hanno votato a favore di una risoluzione da portare in consiglio dove si chiede l’immediata revoca della concessione sottoscritto nel luglio 2012 con la società Xpress, dell’imprenditore calabrese Giuseppe Musarella. In quanto, si è argomentato, l’aeroporto non solo non è decollato, ma è un “fallimento davanti agli occhi di tutti”. In base a quella convenzione infatti i voli commerciali dovevano essere 180 mila nel 2016, e sono stati appena una decina nei voli inaugurali, compresi il sindaco Massimo Cialente e il patron Musarella.
L’Enac poi ha revocato a inizio 2015 l’autorizzazione ai voli commerciali, e questo, si argomenta, è motivo di revoca automatica della concessione. Il Comune non ha poi nominato come era tenuto a fare, il comitato etico, e non ha ancora proceduto alla revisione quadriennale della convenzione. Infine, hanno lanciato bordate più di un consigliere, il Comune dopo aver sborsato come compartecipazione alla “start up”, già 600 mila euro, si è costituito parte civile contro la Xpress, chiedendo 550 mila euro di danni patrimoniali e d’immagine, nel processo in cui i vertici della Xpress sono sotto giudizio per presunto interramento di rifiuti nell’area dello scalo.
Ad Abruzzoweb però la Iorio difende a spada tratta l’operato del Comune e ribatte punto per punto alle accuse. Volando alto quando parla del futuro prossimo e possibile dello scalo.
“E’ evidente il fallimento dell’idea originaria – concede la Iorio – incentrata sui voli commerciali, ma ricordo però che l’aviazione è oggi aperta ai voli generali, in particolare di protezione civile, che si sono intensificati con l’emergenza a seguito del sisma che ha colpito il centro Italia. Il nostro aeroporto svolge inoltre una funzione importante nei voli di antincendio boschivo, e del servizio del 118”.
Dunque per Iorio bisogna tenere la barra dritta per arrivare alla metamorfosi in corso d’opera dello scalo.
“L’intenzione del presidente Luciano D’Alfonso – prosegue Iorio – è quella di dare all’aeroporto una vocazione di protezione civile, di livello nazionale. E in questi mesi abbiamo avuto contatti con diversi portatori di interessi disposti a percorrere una strada alternativa a quella commerciale. Una società malese ci chiede ad esempio il nostro aeroporto per la produzione di Cessna ( ndr: monomotore quadriposto ad ala alta da turismo e da addestramento) ed ancora una società hi tech che insieme alla società Antares, ha espresso interesse a produrre dirigibili di sicurezza dell’ex polo elettronico, utilizzando l’aeroporto per i collaudi. E poi ci sono le associazioni sportive dilettantistiche che potrebbero affiancarsi alla scuola di volo”.
Entrando nel merito dei bellicosi contenuti della risoluzione che approderà in consiglio comunale, Iorio osserva innanzitutto che per parlare di rescissione della convenzione, vanno prima “pesate” le responsabilità in capo alla società, e quelle in capo al Comune, che potrebbero tra l’altro ingenerare contenziosi.
“Fino all’anno scorso – assicura Iorio – l’obiettivo della Xpress era stato raggiunto, avendo ottenuto la certificazione ai voli commerciali. La concessione è stata poi tolta, a causa di carenze strutturali dell’aeroporto, che non abbiamo potuto mettere a posto perché sono stati ricollocati i fondi Fas. Spetterà agli uffici legali e legislativi dirimere questa delicata e complessa vicenda”.
Non solo La Iorio non ritiene che la revoca dell’autorizzazione ai voli commerciali Enac sia motivo di revoca automatica della concessione, come sostengono invece in particolare i consiglieri di opposizione Raffaele Daniele, Ettore Di Cesare e Giorgio De Matteis.
“La perdita della concessione ai voli commerciali – spiega infatti Iorio – non è detto che comporti la risoluzione del contratto, perché c’è anche l’ipotesi di un nuova vocazione da dare allo scalo, che come detto per noi non può essere che quello di sede nazionale di protezione civile”.
Infine per Iorio non c’è nulla di strano nel fatto che il Comune si sia costituto parte civile a processo.
“Non abbiamo fatto altro che ottemperare ad una indirizzo di giunta che in base al principio della massima trasparenza stabilisce come indirizzo quello di costituirci parte civile in tutti i processi che coinvolgono come potenziale ente danneggiato il Comune e la collettività. Ma ricordo che fino al terzo grado di giudizio l’imputato non può essere considerato colpevole. E dico questo non per fare difesa d’ufficio alla società concessionaria”, conclude la Iorio.






