AVEZZANO – “La Regione non faccia passi indietro sulla concessione, dopo la grave la sentenza del Tribunale amministrativo regionale sul ripristino per la Santa Croce spa della possibilità di captazione della sorgente Fiuggino di Canistro. prima vanno pagati i lavoratori”.
Ad affermarlo Daniele Iacutone, segretario Provinciale L’Aquila di Sinistra Italiana, Daniele Licheri, segretario regionale e Leandro Bracco, consigliere regionale Si che entrano nel merito della sentenza del Tar che ha accolto il ricorso dell’azienda dell’imprenditore molisano Camillo Colella, contro la decisione della Regione Abruzzo che aveva revocato la concessione della sorgente “Fiuggino” nel comune di Canistro (L’Aquila), negandogli l’imbottigliamento dell’acqua minerale.
Colella, ha annunciato il riavvio dell’attività industriale con l’assunzione di personale. E intanto prosegue nel durisso praccio di ferro legale che imbottigliava anche l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga.
Una concessione poi revocata dalla Regione, a seguito di un ricorso vinto dal Comune, e riassegnata in via provvisoria con un nuovo bando a marzo 2017 alla Norda dei fratelli Pessina. Una decisione che, di fatto, ha portato a un contenzioso molto pesante tra le parti, nonché al licenziamento dei 75 operai e allo stop all’imbottigliamento.
I tre esponenti di Si contestano però duramente Colella, mettendo al centro proprio il trattamento riservato ai lavoratori.
“Mentre i lavoratori della Santa Croce proseguono le udienze iniziate il 21 Novembre scorso a causa del ricorso presentato da Colella – si legge nella nota – che chiede agli ex dipendenti della Santa Croce i il risarcimento di circa 2,5 milioni di euro sostenendo che gli scioperi hanno fatto perdere fatturato e quindi calpestando e non riconoscendo il diritto di sciopero degli stessi, il Tar dell’Aquila boccia lo stop che la Regione Abruzzo aveva imposto all’imprenditore molisano”.
“Non contento – prosegue la nota – l’imprenditore vuole chiedere anche i danni alla Regione e parla di nuove assunzioni per far ripartire la produzione, assunzioni che riguarderebbero comunque pochissime unità a causa della scarsa portata della sorgente come ha spiegato oggi a mezzo stampa l’assessore Ugo Buffone di Canistro “dalla sorgente Fiuggino esce un litro d’acqua ogni 5 secondi, mentre dalla sorgente Sponga escono 150 litri al secondo”, con riferimento ad un articolo uscito sul quotidiano Il centro.
“Tutto questo – proseguono Iacutone, Bracco e Licheri – mentre i legali degli ex dipendenti hanno presentato una richiesta di provvisoria esecuzione almeno del tfr in quanto il valore viene dichiarato nei cud inviati da parte dell’azienda. Chiaramente per quanto concerne le ferie, Alifond e mensilità mancanti si dovrà andare avanti con il decreto ingiuntivo. Una storia infinita in cui i lavoratori ormai da più di un anno senza stipendio vivono oggi anche la beffa di una notizia del genere e di un atteggiamento arrogante di chi vuole continuare a fare profitto su un bene comune come l’acqua. Ad oggi i danni delle perdite sociali ed economiche per l’intera area sono enormi, e Colella dovrebbe rendersi conto che sono tutti a suo carico e che sta dimostrando per l’ennesima volta che in Italia le leggi non tutelano la collettività ma solo il profitto”.
Sinistra Italiana annuncia poi che “ci siamo già attivati per reperire tutta la documentazione relativa allo stop della Regione per approfondire e chiarire le motivazioni reali e chiediamo agli uffici competenti regionali di non cedere e mantenersi fermi nei propri impegni chiudendo questa brutta pagina e salvaguardando un bene comune della nostra regione come l’acqua. Sull’intera questione le priorità riguardano i diritti acquisiti dei lavoratori : Colella risarcisca loro prima di avanzare qualunque pretesa, e chiediamo ai mass media di dare massimo risalto ad una situazione gravissima che speriamo presto veda i titoli di coda. Noi continueremo a spenderci in ogni sede istituzionale, Regione e Parlamento per sostenere le ragioni dei lavoratori e pretendere che non accada più che avventurieri vengano a speculare con le risorse comuni”.






