PESCARA – “Sono stato bloccato da Facebook per sette giorni. Una cosa incredibile: il social network mi ha scritto che il blocco deriverebbe da un contenuto rimosso perché non rispetterebbe gli standard della community, ma si dà il caso che il contenuto ‘incriminato’ fosse di chiarissima ispirazione antirazzista, trattandosi della traduzione di un articolo su Marx e l’immigrazione, dalla rivista americana Monthly review. Ho scritto a Facebook secondo le procedure ma non è successo nulla: il social di Zuckerberg deve avercela con Potere al popolo”.
Lo scrive in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista e candidato di Potere al popolo alle elezioni politiche del 4 marzo.
“Non solo ci esclude dai forum e dalle sue comunicazioni sui programmi delle liste, ora impedisce pure a un candidato di comunicare nell’ultima settimana di campagna elettorale. Immagino che il blocco derivi da segnalazioni di avversari politici, magari di estrema destra o razzisti, e credo che Facebook debba rapidamente porre rimedio”, prosegue Acerbo.
“Il dato di fatto è che al segretario di un partito,senza soldi per fare campagna elettorale, in prima fila nella lotta contro le discriminazioni viene impedito di comunicare mentre su facebook neofascisti e odio razziale spuntano da tutte le parti”, conclude.




