L’AQUILA – Ci sono almeno 9 “scogli” da superare prima di poter esultare per l’arrivo all’Aquila della società di recupero di rottami elettronici Accord Phoenix, che promette di riassumere in 3 anni 128 ex lavoratori del fallito “polo elettronico”, con un investimento di 38,7 milioni, 10,7 dei quali tramite contributo a fondo perduto dell’agenzia Invitalia del ministero dell’Economia.
È stato il consigliere comunale di opposizione del gruppo L’Aquila città aperta Giorgio De Matteis, attorniato dai colleghi dell’opposizione, a spegnere gli entusiasmi della classe dirigente di centrosinistra che fa dell’operazione Accord un fiore all’occhiello, dopo un’attesa pluriennale che sembra quasi giunta alla fine, tanto che mancherebbe un mese alla firma.
Prima di questa, però, ci sono delle prescrizioni tassative che sarebbero state richieste da Invitalia, che De Matteis ha snocciolato leggendole da un documento segreto, che ha rifiutato categoricamente di fornire, verosimilmente una copia della proposta di contratto, e sfidando il sindaco, Massimo Cialente, il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, o la senatrice Stefania Pezzopane, a smentire le sue affermazioni.
E se Cialente aveva annunciato l’okay del Cda di Invitalia all’operazione-Accord con il pupazzetto di un gufo contro appunto i “gufi” dell’opposizione, De Matteis ha replicato con un Pinocchio di peluche contro il sindaco che “spara la cazzata di turno e poi sposta l’attenzione”.
Tra gli obblighi richiesti nel documento, la disponibilità del fabbricato ex Finmek, che andrà adattato con lavori entro 6 mesi pena la decadenza del finanziamento, la rinuncia ai debiti con i soci Accord, le poco note società estere Al One, Enertyl e il componente del Cda Francesco Baldarelli, un prestito da 2 milioni dalla misteriosa entità Ogam, e la mancata concessione di precedenti contributi e agevolazioni su quell’immobile, condizione sulla quale De Matteis non scommetterebbe.
“Non c’è nessun via libera ma solo una proposta, legata alla necessità che si adempia a certe prescrizioni – ha detto Gdm – Perché nessuno rende noti i termini della proposta?”, si chiede polemicamente il consigliere.
“Non siamo contenti del fallimento di questa operazione, ma lo diciamo con atteggiamento responsabile – ha specificato Roberto Tinari di Forza Italia per smentire le ipotesi di ‘gufata’ – D’altronde i protagonisti sono sempre loro, le stesse persone che salivano sui tetti”.
1. Informazioni antimafia: l’Agenzia provvederà a erogare le agevolazioni pendente il rilascio delle informazioni antimafia, avvalendosi di una norma che consente di farlo dopo 30 giorni dalla richiesta di rilascio alle prefetture.
2. Idonea documentazione attestante la disponibilità dell’immobile”. Vengono indicati anche i dati catastali, foglio 77, particella 1430, sub 11.
3. Relativamente ai mezzi propri, documentazione entro la presentazione del primo stato di avanzamento dei lavori e, in particolare:
4. La conversione a capitale dei crediti vantati dai soci Enertyl Investiments Ltd e Baldarelli Francesco per complessivi euro 2.166.817,83
5. La rinuncia, da parte della Al One Investiment Ltd, di crediti per euro 200.000
6. La delibera e la sottoscrizione del previsto aumento di capitale sociale cash per complessivi euro 4.500.000 e contestuale versamento dei decimi di legge (25% corrispondenti a 1.125.000 euro
7. La sottoscrizione e il relativo versamento del previsto prestito convertibile (convertible equity) da parte di Ogam per complessivi 2.000.000 euro.
8. Relativamente al finanziamento previsto da parte di Ogam, documentazione attestante, entro la presentazione del primo Sal, la stipula del contratto definitivo per un importo minimo di 30.000.000 euro e del versamento alla società beneficiaria dell’importo complessivo minimo di euro 28.000.000. La restante parte dell’aumento di capitale cash, pari a 3.375.000 euro e del finanziamento Ogam di 2.000.000 euro dovranno essere versati in misura proporzionale alla presentazione delle singole richieste delle agevolazioni.
9. Entro il primo sal dovrà inoltre essere fornita documentazione idonea ad accertare la mancata concessione, per gli immobili oggetto del programma, di ulteriori agevolazioni nei 10 anni antecedenti alla domanda; in alternativa, dovrà essere fornita documentazione attestante il versamento di ulteriori mezzi finanziari per un importo corrispondente ai minori contributi concedibili.



