PESCARA – Rinviata la nomina della nuova governance dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca): l’assemblea dei soci, riunita nella sede di Confindustria a Pescara, ha infatti approvato un documento, presentato da 28 sindaci, in cui si chiedeva il rinvio dell’assemblea per nominare successivamente un consiglio di amministrazione invece dell’amministratore unico.
Il documento è stato approvato con il voto favorevole di 32 Comuni (pari a 38 quote); 22 i contrari (24 quote) e due gli astenuti.
All’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci c’era la conferma dell’amministratore unico o l’eventuale nomina del nuovo, ma l’attuale amministratore, Vincenzo Di Baldassarre, non si è detto disponibile a proseguire.
Secondo i rumors insieme ai sindaci del Partito democratico, hanno votato per il rinvio sindaci come Mario Semproni di Penne, Francesco Maragno di Montesilvano, Luciano Marinucci di San Giovanni Teatino e Fabio Adezio di Miglianico, legati alla senatrice del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia.
A questo punto nella gestione, fino alla definizione delle procedure di rinnovo, subentra il collegio sindacale.
Sono stati 21 i sindaci che hanno chiesto a Di Baldassarre di restare al suo posto.
La decisione, informa una nota dell’Aca, è stata commentata dal sindaco di Chieti Umberto Di Primio nel corso dell’assemblea, come “una lezione di moralità”: “Evidentemente ci sono uomini che non sono disposti a tutto per un incarico”, ha detto.
In apertura dei lavori sia alcuni sindaci che il commissario giudiziale Guglielmo Lancasteri hanno sottolineato la necessità di procedere al rinnovo immediato della governance visto che l’Aca si trova in procedura concordataria e che un rinvio avrebbe comportato una vera e propria paralisi e messo a rischio il pagamento dei debiti accumulati durante le precedenti gestioni e anche l’abbattimento di 35 milioni della mole debitoria consentito dalla procedura concordataria.
Il rinvio, ha ricordato il sindaco di Pianella Franco Marinelli, “lascerebbe la società senza governance e questo determinerebbe responsabilità penali a carico dei sindaci”.
L’assemblea ha assunto toni anche molto polemici con alcuni intervenuti che hanno denunciato pesanti interferenze. Alla fine è tornato alla carica il sindaco di Francavilla Antonio Luciani che ha formalizzato la proposta di rinvio dell’assemblea per valutare il ritorno a un Cda “agli stessi costi”. La richiesta è stata condivisa e sostenuta in un intervento anche dal primo cittadino di Pescara Marco Alessandrini.
Alla fine, dopo aver fatto verbalizzare la lettura del comma 3 dell’articolo 5 della legge 293/1994 sulle responsabilità che si determinano in caso di vacanza gestionale, l’amministratore ha messo ai voti la proposta di rinvio presentata dal Comune di Francavilla e da altri 27 sindaci, che è stata accolta con 32 sì (equivalenti a 38 quote). I voti contrari sono stati 22 (equivalenti a 24 quote) e due gli astenuti.
DI BALDASSARRE, “TOLTO DEGRADO MORALE, POLITICA RESTI FUORI”
“Ho portato avanti questa società tirandola fuori da una situazione di assoluto degrado, anche morale, che c’era all’inizio. Abbiamo avuto tre anni assolutamente sereni”.
Così l’amministratore unico uscente dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), Vincenzo Di Baldassarre, spiegando che tra le motivazioni che lo hanno spinto a decidere di non continuare vi siano “l’attenzione riportata sulla gestione e sulla governance e situazioni che non mi convincono” e sottolineando che la politica dovrebbe restare fuori dall’azienda.
“L’Aca è un’azienda – ha detto a margine dell’assemblea dei soci – e se la chiamiamo così deve rispondere ai principi aziendali. Siccome è un’azienda pubblica deve rispondere ai principi aziendali e soddisfare le esigenze del servizio pubblico. Questa è la sua funzione, non altro. La politica è un’altra cosa, nella gestione di questi servizi non dovrebbe entrare”.
Di Baldassarre ha ricordato che al suo insediamento, tre anni fa, “la situazione finanziaria dell’Azienda era drammatica, oggi è risolta. La situazione della governance, della gestione, delle procedure amministrative – ha aggiunto – era disordinata, oggi ha un ordine. Credo che una linea sia stata tracciata, mi auguro che vogliano seguirla”.






