L’AQUILA – “Il Ministro decide di ‘non decidere’, e mentre in Consiglio dei Ministri approvano un decreto-legge per chiudere tutta l’Italia, mettendo sullo stesso piano le Regioni in cui la diffusione del contagio è in diminuzione e quelle dove invece crescono ricoveri e indice di replicazione (Rt), l’Abruzzo si ritrova ad essere l’unica Regione in arancione”.

ll presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, torna ad attaccare pesantemente il governo e il ministro della Salute Roberto Speranza, di Leu.

Viste le tempistiche, resterebbe per l’Abruzzo, unica regione in zona arancione, in piedi solo la possibilità di emanare un’ordinanza per il passaggio alla zona gialla efficace per il solo giorno 23, sempre che il Ministro confermi l’intesa. Ma poi subito entrerà in vigore la disciplina restrittiva per le festività natalizie approvata dal Governo. Con la conseguenza che l’Abruzzo sarebbe arancione il 22, giallo il 23 e rosso il 24. L’Abruzzo contava invece di poter diventare giallo da domani 20 dicembre al 23 dicembre.

Resterà invece arancione, forse con una finestrella il 23,  ma, questo il punto, con dati da zona gialla, tanto che Marsilio arriva a bollare di “ottusità burocratica” il governo, visto che il totale degli ospedalizzati per 1.000 abitanti della regione Abruzzo è oggi pari a 0,46, confermandosi al di sotto della media nazionale che registra un valore pari a 0,47.

Si conferma la parabola discendente per il totale degli ospedalizzati per 1.000 abitanti e per i ricoverati in terapia intensiva per 1.000 abitanti.

E soprattutto oggi rispetto a ieri aumenta il numero di Regioni con un indice di replicazione diagnostica al di sopra di uno, mantenendosi però basse (almeno per ora) le incidenze (nuovi positivi per 100.000 abitanti). L’Abruzzo conferma la sua posizione tra le Regioni che si trovano nella parte bassa del grafico (incidenza di circa 20 nuovi positivi per 100.000 abitanti e un indice di replicazione diagnostica inferiore a 1).

“Avevamo chiesto di prendere atto dei dati positivi che registriamo da settimane – tuona dunque il presidente -, per poter sfruttare almeno alcuni giorni (da domenica 20 a mercoledì 23) in zona gialla e dare respiro all’economia e possibilità di movimento ai cittadini. In particolare, la ‘finestra’ di domenica avrebbe dato la possibilità per quei pochi che sono in condizione di farlo di potersi trasferire nelle seconde case per il periodo festivo. Invece, dal ministero solo assordante silenzio, nessuna risposta nel merito e ottusità burocratica”.

“Proprio per evitare questo, avevamo insistito presentando una documentata e argomentata relazione, supportando la richiesta con studi scientifici internazionali che dimostrano come l’applicazione di misure restrittive tempestive e preventive accorci i tempi di recupero – incalza Marsilio -. Non è corretto e non ha nessun fondamento scientifico imporre a tutti gli stessi tempi di permanenza in una fascia di restrizioni e la stessa durata della ‘cura’. I 14 giorni di zona arancione da ‘scontare’ obbligatoriamente sono il frutto di un modello sperimentale, unico al mondo (si adotta solo in Italia) e, come tutti i modelli nuovi e sperimentali, bisogna testarlo alla prova dei fatti. Se i fatti dimostrano che, applicando cocciutamente questi parametri, si lascia in una fascia di maggiori restrizioni una sola regione in Italia, che presenta tutti i dati perfettamente nella media nazionale e in alcuni casi ben al disotto della media, vuol dire che il modello ha dei limiti che vanno corretti”.

E dunque Marsilio  snocciola i dati epidemiologici, che per l’Abruzzo sono già da zona gialla.

“Da domenica 20 e per tre giorni l’Abruzzo ‘sembrerà’ la regione più ‘pericolosa’ e colpita dal Covid d’Italia. Basta leggere i dati per scoprire che – al contrario – l’Abruzzo è in tutti i parametri almeno al disotto della metà delle regioni, e per quello dell’occupazione delle terapia intensive (ieri al 22%) è tra le 5 migliori. Che in ‘giallo’, e in alcuni casi da settimane, ci sono regioni che hanno il doppio o il triplo del tasso di occupazione dei posti letto, un Rt superiore a 1 (Abruzzo a 0,8) e un livello di rischio classificato ‘alto’ da 2 o 3 settimane (l’Abruzzo è ‘moderato’ da almeno tre settimane)”.

“Quel che è peggio, alle nostre argomentate richieste non è stata data dal ministero alcuna risposta formale, nessun diniego motivato nel merito. Solo una ‘non risposta’ che si traduce in un’ingiusta penalizzazione. Ulteriormente aggravata dalla scelta di ‘chiudere tutto’ da Natale all’Epifania, dopo che per bocca dello stesso Presidente Giuseppe Conte si era dato per mesi all’Italia intera il messaggio contrario”.

Infine i ristori ritenuti inadeguati: “Rinnovo ora l’appello a ristorare seriamente le attività danneggiate, cosa che non è garantita dal decreto-legge di ieri, perché tutti sanno che fare riferimento al decreto rilancio non vuole dire affatto ristorare il 100% della perdita di fatturato di Natale ma appena il 15% di quello di aprile. E a pagare il prezzo delle chiusure non sono solo bar e ristoranti, ma intere filiere che vanno dai produttori agricoli, ai distributori, ai fornitori, ecc”.

L’ULTIMO BOLLETTINO COVID PER L’ABRUZZO

Rispetto a ieri si registrano in Abruzzo 227 nuovi casi i casi positivi al Covid 19 (di età compresa tra 2 e 94 anni).

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 30, di cui 8 in provincia dell’Aquila, 5 in provincia di Pescara, 13 in provin

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 9 nuovi casi e sale a 1.111 (di età compresa tra 72 e 95 anni, 4 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Teramo e 1 residente fuori regione).

Del totale odierno, 3 casi riguardano decessi dei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalla Asl di Chieti e 4 in provincia di Teramo.

Del totale dei casi positivi, 10526 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+38 rispetto a ieri), 6471 in provincia di Chieti (+73), 6763 in provincia di Pescara (+55), 8907 in provincia di Teramo (+57), 270 fuori regione (+3) e 164 (+1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 18815 dimessi/guariti (+468 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 13175 (-250 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 480066 test (+3855 rispetto a ieri).

559 pazienti (-25 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 42 (-7 rispetto a ieri con 3 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12574 (-218 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.