L’AQUILA – Scoppia la polemica politica per le spese in consulenze della società regionale Abruzzo Progetti, nata dalle ceneri di Abruzzo Engineering: ben 6,5 milioni, di cui 2.323.490 euro nel 2026, 2.163.460 nel 2027 e 2.080.260 nel 2028.

Tutto scritto nero su bianco sul piano triennale appena approvato. E questo dopo che nel 2025 le consulenze sono state state 262, per un costo complessivo di 2,7 milioni di euro.

I numeri sono stati snocciolati dal quotidiano Il Centro, e a partire alla carica era stato già il capogruppo in Consiglio regionale del Pd, Silvio Paolucci, che ironizza sulla vera funzione di “Abruzzo consulenze”. All’opposto, l’amministratore unico Pasqualino Di Cristofano, sindaco di Magliano de’ Marsi, afferma che “le consulenze sono state fondamentali. Anzi, ringrazio chi si è messo a disposizione per aiutare gli abruzzesi. Senza di loro, per esempio, non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati che abbiamo registrato nella ricostruzione”.

Abruzzo Progetti conta 182 dipendenti, di cui 7 dirigenti e 175 tra ingegneri, architetti, geologi, informatici, geometri, ragionieri e un operaio, e nel piano triennale ha attestato ricavi da circa 12 milioni di euro di ricavi all’anno, con la prospettiva di andare in utile già nel 2026, in tutto grazie alle commesse pubbliche nell’abito della ricostruzione post sisma, gestione dei servizi per conto della Regione Abruzzo, di cui è braccio operativo, in materia di demanio idrico, qualità delle acque, protezione civile, rischio sismico, pianificazione territoriale, rifiuti, trasporti, difesa del suolo, politiche energetica, agricoltura e infrastrutture.

Tra le iniziative più rilevo il progetto finanziato dal Pnrr Rete di facilitazione digitale che ha portato all’apertura di oltre 70 sportelli su tutto il territorio regionale con l’impiego di 66 Facilitatori digitali, raggiungendo il target dei 54.000 utenti già a settembre scorso, con la quota record di 65.000 utenti prevista a fine dicembre.

Tornando alle consulenze, quella più costosa, riferisce il quotidiano Il Centro, è di  27.300 euro proprio per la “rete di servizi di facilitazione digitale, svolta dall’ex sindaco di Pianella, l’avvocato Sandro Marinelli della Lega.

Tutto regolare, anche se la Corte dei conti ha sollecitato la Regione Abruzzo più volte a limitare gli incarichi esterni nelle sue società, valorizzando le professionalità interne.

Al quotidiano Il Centro commenta però il consigliere Paolucci, che annuncia di chiedere lumi al Dipartimento Bilancio della Regione sui conti di Abruzzo progetti, dubitando sul dato dei 12 milioni di ricavi.

“Noi del centrosinistra, ormai più di sette anni fa, lasciammo la società con appena una ventina di consulenti che, poi, sono cresciuti tantissimo. In aula, ho usato quelle parole perché nel corso degli anni, con Marsilio presidente, i consulenti sono aumentati in modo esponenziale. A un certo punto, poi, è intervenuta la Corte dei conti che ha mosso dei rilievi sottolineando una gestione troppo esternalizzata dell’Abruzzo Progetti. Da allora, c’è stato un parziale riallineamento”.

Certo, aggiunge Paolucci, “una parte di tutti questi consulenti è necessaria, ma in definitiva mi sembra che ci sia stato un ricorso eccessivo. Questa società serve a fare assunzioni oppure rende un servizio indispensabile per la Regione? Per rispondere, servono un confronto di merito e trasparenza: non si può dare per buono quello che dice l’Abruzzo Progetti”.

E per Abruzzo progetti commenta invece Di Cristofano: “la società gode di buona salute contabile nonostante abbia ereditato la situazione di Abruzzo Engineering, finita in liquidazione pro bonis. Con quest’anno siamo al settimo bilancio consecutivo chiuso in positivo, l’obiettivo ora deve essere prefigurare nuovi obiettivi e nuovi scenari in cui la società della Regione vorrà recitare un ruolo importante e quindi dare contenuti importanti alle sue attività”.

E ancora sulle consulenze: “La magistratura contabile fa il suo lavoro e ne parlo con grande rispetto, ma noi abbiamo dovuto far fronte a tutte quelle necessità a cui gli abruzzesi chiedevano risposta e, senza l’aiuto di consulenti, non ce l’avremmo fatta. Circa 40 dipendenti sono del numero unico d’emergenza regionale e i restanti 140 lavoratori distribuiti su tutto il territorio abruzzese non sono tanti”. assicurando infine che le consulenze sono destinate a scendere in futuro, perchè  “una parte importante di esse è stata assorbita dai progetti di facilitazione digitale del Pnrr che sta volgendo al termine. se stiamo parlando di attività legate a una temporalità molto ristretta è inevitabile che la consulenza possa rappresentare una possibilità”.