L’AQUILA – Da oggi l’Abruzzo sarà diviso a metà: per due settimane, entreranno in zona rossa la provincia di Pescara e di Chieti, a seguito dell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Marco Marsilio. Mentre le province dell’Aquila e di Teramo torneranno arancioni, dopo l’esame degli indicatori da parte della Cabina di regia nazionale. Del resto l’indice Rt, è salito fino a un valore medio di 1.22, dato peggiore dopo la provincia di Bolzano.
Preoccupati intanto i ristoratori per la continua chiusura dei locali e per gli affari che colano a picco che, proprio nel giorno di San Valentino, sono stati nuovamente costretti ad abbassare le serrande e a disdire tutte le prenotazioni. Intanto una trentina di ristoratori provenienti da tutte le province e coordinati da Aria Food, associazione di ristoratori e produttori abruzzesi, hanno deciso di presentare due ricorsi. Affiancati da Enzo Di Salvatore, docente di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Teramo, il primo al Tar del Lazio, per contestare la legittimità del Dpcm, il secondo al Tribunale civile dell’Aquila, per ottenere un risarcimento adeguato rispetto alle perdite subite.
“Per i ristoratori, i ristori sono insufficienti e protraendosi la situazione in questo modo, più della metà delle attività non sarà in grado di ripartire. Siamo stati i primi a riorganizzarci nel rispetto della normativa, adottando ogni forma di cautela sanitaria. Tuttavia ciò non è bastato. Dopo quasi un anno, scontiamo ancora l’assenza di rimedi adeguati”, ha detto al Centro il presidente di Aria Food Valerio Di Mattia.
La situazione contagi in Abruzzo resta delicata: a Pescara la pressione sul sistema sanitario si fa sempre più forte a causa dell’impennata di contagi, complice la circolazione diffusa della variante inglese. In media 30 al giorno gli accessi in ospedale da parte di pazienti che necessitano di ricovero: più di uno all’ora.
Tra le persone ospedalizzate anche 30enni e 40enni con sintomi acuti. In affanno tutta la catena di gestione dell’emergenza, dal 118 al pronto soccorso e al Covid Hospital. Nel sottolineare che “Pescara sta vivendo il momento più delicato dall’inizio della pandemia”, il referente regionale per le emergenze e direttore del Pronto soccorso, Alberto Albani, afferma che “ci aspettiamo un ulteriore peggioramento”.
Il Covid Hospital – struttura realizzata in tempi record in primavera – è al completo: decine i pazienti già trasferiti in altri ospedali, soprattutto all’Aquila. I posti che si liberano con le dimissioni e con i decessi non sono sufficienti ad accogliere i nuovi pazienti. La situazione è talmente critica che molte persone attendono in pronto soccorso anche più di un giorno prima di poter essere ricoverate.
“Stiamo vedendo gli effetti dei comportamenti sbagliati della scorsa settimana e dei giorni precedenti – afferma Albani – La zona gialla non deve essere vista come un ‘liberi tutti’. Se ci si comporta nel modo adeguato si tratta di misure che consentono all’economia di reggere, ma è fondamentale il rispetto delle regole. Invece abbiamo assistito a scene assurde e oggi ne vediamo gli effetti. Ci attendiamo un ulteriore peggioramento per la prossima settimana”, conclude.
Nonostante l’impennata di contagi e il rapido peggioramento della situazione, a Pescara si sta valutando, a partire da mercoledì, la riapertura delle scuole, chiuse dal sindaco, su indicazione della Asl, dall’8 al 16 febbraio.
La decisione definitiva verrà presa tra lunedì e martedì, ma sembra che l’orientamento sia quello di consentire la ripresa delle attività didattiche in presenza per le scuole elementari e per le prime medie. Tutte le altre rimarranno chiuse per effetto della zona rossa.
Stamani vertice in Prefettura, alla presenza dei sindaci, dei rappresentanti della Asl e dell’Ufficio scolastico. All’origine delle valutazioni, non solo gli aspetti sanitari, ma anche quelli socio-economici e i disagi vissuti dalle famiglie con la chiusura delle scuole.
Sembra che gli screening eseguiti sulla popolazione scolastica stiano dando risultati confortanti, nonostante la diffusa circolazione della variante inglese – a cui a Pescara è riconducibile più di un caso su due – che contagia più facilmente i bambini.
Alla luce dei dati dei prossimi giorni verrà presa una decisione definitiva sulla questione. A Pescara il sindaco aveva disposto lo stop alle attività didattiche in presenza a causa del repentino aumento dei contagi, soprattutto tra i bambini. Altri comuni più piccoli hanno adottato provvedimenti analoghi, mentre in tutta la provincia sono decine le classi in quarantena.
PESCARA ZONA ROSSA, COMMERCIANTI PREOCCUPATI
Da oggi tutto il pescarese e il chietino saranno in zona rossa e per i ristoratori ci sarà la possibilità di effettuare solo l’asporto. Un brutto colpo considerando che domani, in occasione di San Valentino molti titolari di locali avevano acquistato alimenti per il pranzo anche grazie ad alcune prenotazioni. Il direttore di Confesercenti Pescara Gianni Taucci: “Ci avevano avvisato nei giorni scorsi e ci eravamo preparati ad una zona arancione e invece con la zona rossa cambia tutto. Il problema non è tanto il San Valentino, ma il fatto che comunque si tornerà a fare solo asporto e delivery per 14 giorni. Questi continui cambi di colore stanno frastornando gli esercenti. Dopo questa nuova zona rossa diventano più che mai necessari i ristori della Regione visto che molti titolari di attività avevano riassunto personale che ora riandrà in cassa integrazione”.
Anche il presidente di Confcommercio Pescara Riccardo Padovano esprime preoccupazione: “Non entriamo – spiega Riccardo Padovano– nel merito delle valutazioni sanitarie che hanno portato all’istituzione della zona rossa nella nostra provincia ma è certo che per le imprese che rappresentiamo, in particolare per pubblici esercizi e abbigliamento/calzature è l’ennesimo duro colpo dopo mesi in cui si sono alternati tanti giorni di chiusura e pochi di apertura. Avevamo visto uno spiraglio di luce con la zona gialla ma ora il ritorno al rosso ha fatto tornare al nero l’umore delle imprese. Le aziende del nostro territorio sono più che mai allo stremo e per questo occorrono ristori immediati da parte del governo e della regione. Non è un problema del San Valentino che si festeggerà domani, ma di un anno drammatico”.
ORDINANZA NUMERO 7 DI MARSILIO, COSA PREVEDE
Ecco cosa prevede nel dettaglio l’ordinanza che introduce la zona rossa per le province di Chieti e Pescara.
-l’applicazione con decorrenza dalla data del 14 febbraio 2021 e per i successivi 14 giorni, ovvero sino a diverso provvedimento, delle misure di cui all’articolo 3 del Dpcm del 14 gennaio 2021, su tutto il territorio delle province di Chieti e Pescara;
– la proroga del termine delle misure contenute nelle OPGR n. 3 e 4/2021 per i Comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria fino all’entrata in vigore delle misure previste dal punto 1 della presente ordinanza;
– il divieto di stazionamento e assembramento nelle piazze, nei centri storici ed in prossimità degli esercizi commerciali su tutto il territorio regionale;
– l’incremento delle attività di monitoraggio, tracciamento e testing su tutto il territorio regionale;
– che la presente ordinanza – immediatamente esecutiva per gli adempimenti di legge -sia trasmessa al presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, ai Prefetti competenti per territorio, ai Sindaci dei Comuni interessati, al Dipartimento Protezione Civile regionale, alle Asl della Regione Abruzzo;
– che la presente ordinanza sia pubblicata sul sito istituzionale della Regione. La pubblicazione ha valore di notifica individuale, a tutti gli effetti di legge. La presente ordinanza sarà pubblicata, altresì, sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.






