L’AQUILA – “La sentenza del Tar su Abruzzo Engineering chiarisce inequivocabilmente la natura della società come società in house della Regione Abruzzo”. Ad affermarlo è l’onorevole del Pd Giovanni Lolli che aggiunge:
“Chiarisce inoltre non solo che si possano, ma che si debbano affidare a questa società le attività relative ai settori in cui ha competenza e previsti da un’apposita legge regionale, la numero 34, che a questo punto deve essere pienamente rispettata”.
“Visto gli sforzi che si stanno compiendo per il risanamento della società e la disponibilità messa in campo dal Comune e dalla Provincia dell’Aquila, che in questi mesi hanno impegnato in attività relative alla ricostruzione più di cento dipendenti della società stessa (con risultati ottimi che dimostrano aldilà delle chiacchiere la professionalità e la serietà dei dipendenti) è arrivato il momento di porre, senza più preoccupazioni o alibi, il problema di tutti i 189 lavoratori di Ae”.
“A questo punto, cadute anche le sue legittime preoccupazioni, chiedo al presidente Gianni Chiodi, senza nessuna polemica, di organizzare un tavolo che possa realmente assicurare un rilancio della società partendo dal piano industriale che lui stesso aveva sottoscritto, al quale collegare le attività straordinarie relative alla ricostruzione e la scommessa della riduzione del digital divide al meno per la provincia dell’Aquila”.
“Io credo ci siano le condizioni per trovare una soluzione positiva per la crisi industriale di Ae che permetta di intervenire sui debiti accumulati non certo per colpa dei dipendenti e di valorizzare le professionalità presenti nella società in maniera più corretta e più utile per la Regione Abruzzo e le altre amministrazioni pubbliche”.





