L’AQUILA – Il consiglio d’amministrazione della società Abruzzo Engineering ha chiesto ufficialmente a Vittorio Ricciardi (nella foto), indagato insieme ad altre undici persone per le ipotesi di reato di truffa e abuso d’ufficio in merito alla cessione della società Collabora spa (di cui era amministratore delegato e proprietario del 49% del pacchetto azionario ndr) alla Provincia dell’Aquila, di autosospendersi dalla carica di direttore generale finchè non si chiarirà la vicenda.

Una richiesta che stride con il comunicato diramato del presidente di AE, Francesco Carli, secondo il quale l’inchiesta non coinvolge la società regionale che dà lavoro a circa 200 persone e che è in crisi economica e di commesse.

A tale proposito, nel corso del Cda di ieri è stata calendarizzata l’assemblea dei soci fissata per il prossimo 2 novembre. La società si presenterà all’appuntamento con un buiolancio 2009 con una perdita di 18 milioni e mezzo di euro secondo alcune fonti interne al sodalizio causate dalla gestione precedente, anche se il bilancio 2010 finora crea piu’ di una preoccupazione. Comunque, in quella occasione i soci, soprattutto la Regione, dovranno indicare la strada del futuro.

L’elemento curioso è il debito 2009 è in particolare con il socio Selex Service Management, che ha effettuato lavori per la banda larga. 

Tornando all’inchiesta, secondo il Gip Billi anche la società in house della Regione Abruzzo Engineering, dove Ricciardi ricopre il ruolo di direttore generale, potrebbe essere a rischio: per il giudice per le indagini preliminari Marco Billi non è escluso che anche in Ae possano essere ripetuti gli stessi reati commessi all’epoca di Collabora spa.

La Procura della Repubblica dell’Aquila e la Guardia di Finanza, stanno indagando in relazione alla condotta di Ricciardi e delle otto persone del Cda e del collegio dei revisori dei conti: i rilievi sono legati al fatto che le quote societarie di “Collabora Spa”, costituita per la gestione di servizi per l’impiego, partecipata per il 51% dalla Provincia dell’Aquila e per il 49% da un’azienda privata, Sviluppo Lavoro, secondo i finanzieri riconducibile a Ricciardi, sono state cedute alla Provincia dell’Aquila, all’atto della trasformazione “in house” avvenuta nel 2006, ad un prezzo sovrastimato, attraverso artifizi contabili con le persone in oggetto che si sono rese responsabili dei reati di truffa e falso in bilancio.

Le altre persone iscritte nel registro degli indagati, oltre naturalmente al 67enne Ricciardi, sono i componenti del Cda Fabio Ranieri (40), consigliere comunale del Pd ed attuale dipendente di AE, e Quirino Bisegna, 53 anni, ed i componenti del collegio sindacale Carla Mastracci (43), attuale dirigente amministrativo di Abruzzo Engineering, Ludovico Presutti (46), Maria Vittoria Bressan (69) ed Omero Martella (48).

Queste sei persone, insieme a al presidente del consiglio comunale al Comune dell’Aquila Carlo Benedetti (all’epoca dei fatti presidente del cda di Collabora spa)  e Ricciardi, sono accusati di truffa in concorso tra loro. Sono accusati di abuso d’ufficio invece i tre dirigenti Giovanni Di Pangrazio (55), ex direttore generale della Provincia dell’Aquila ed attuale dirigente del comune dell’Aquila, Vincenzo Mazzotta (44), indagato per il crollo del convitto nazionale, Michela Leacche (45), e il funzionario Andrea Gentileschi (36).

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