L’AQUILA – È un lungo e complesso percorso quello che attende i quattro liquidatori nominati per le avviare le procedure di liquidazione della società ‘Abruzzo Engineering’, come decretato dall’assemblea dei soci venerdì sera al termine di una caldissima e tesa riunione. Già dai prossimi giorni i tre consiglieri di amministrazione, il presidente, Francesco Carli, e i due componenti Luigi D’Eramo e Vincenzo Genovesi, e Luigi Puzzovio dovranno riunirsi per definire le prime strategie per dare seguito alla deliberazione assembleare assunta alla luce del buco da 19 milioni di euro.
L’unica ipotesi percorribile, quella della cosiddetta ‘liquidazione in bonis’, è stata intrapresa per tentare un estremo tentativo di salvaguardare i 193 posti di lavoro del sodalizio che, verosimilmente, dovranno essere ricollocati attraverso la creazione di una nuova società, una new company (newco), che riassorbirebbe una parte della forza lavoro e una parte dei rami d’azienda.
Determinante, in tal senso, è stata la volontà del presidente della Regione, Gianni Chiodi, proprietario del 60% del pacchetto azionario di Abruzzo Engineering, mentre il 30% è detenuto dal socio di minoranza Selex Management e il 10% è di proprietà della Provincia dell’Aquila.
La scelta anche per i sindacati rappresenta l’ancora di salvezza per i lavoratori, molti dei quali impegnati negli uffici del Comune e della Provincia dell’Aquila impegnati nel disbrigo delle pratiche per la ricostruzione post terremoto.
Per Emilio Speca, Filcams Cigl “Con la liquidazione cosiddetta ‘in bonis’, cioè decisa dalla proprietà, si può cercare di trovare delle soluzioni per i dipendenti che, lo ricordo, in caso di scioglimento della società avrebbero come unica prospettiva quella del licenziamento”, mentre per Davide Frigelli, Fisscat “Ciò che a tutti sta veramente a cuore è salvare i posti di lavoro. Sul sodalizio sta indagando anche la magistratura e credo che quella sia una vicenda che oltre la politica o il sindacato; mi auguro e credo i giudici faranno il loro lavoro al meglio per fare chiarezza su responsabilità e dinamiche che hanno portato a questo punto Abruzzo Engineering”.





