L’AQUILA – Sotto la neve e il freddo pungente, scaldati da un falò improvvisato sotto la vecchia sede di via XX settembre, inagibile dal 6 aprile 2009, i circa 80 lavoratori di Abruzzo Engineering si sono ritrovati questa mattina per protestare contro l’avvio della procedura di licenziamento per i 193 dipendenti decisa ieri dal presidente di Ae e dal collegio dei liquidatori.

“Sarà un Natale amaro per ben 193 famiglie – ha affermato Angelo Pesce, dipendente della società ‘in house’, anche lui questa mattina sotto la vecchia sede per la protesta – nonostante ci fossero state fatte delle promesse per una liquidazione ‘in bonis’, ieri abbiamo avuto la comunicazione che ci hanno licenziato”.

“Siamo disperati – ha aggiunto Roberto De Paolis della Rsa Cgil – perché tante famiglie perderanno il lavoro invece di poter essere utili per il processo di ricostruzione”.

Abruzzo Engineering, infatti, è specializzata in progetti di protezione civile e lavora alla ricostruzione post sisma.  “Siamo tutti specializzati – ha detto Lorella Castagna, dipendente dal 1997 della società poi diventata Ae  – abbiamo fatto corsi di formazione qualificati e abbiamo determinate professionalità. Se licenziano noi, a chi lo danno il nostro lavoro?”.

Dopo l’occupazione della vecchia sede inagibile di questa mattina, terminata a ora di pranzo, i lavoratori hanno annunciato l’intenzione di andare avanti con altre forme di protesta.

“Faremo di tutto affinché questa procedura di licenziamento venga bloccata”, ha detto De Paolis, appoggiato dall’altro sindacalista Emilio Speca della Filcams Cgil, che ha preannunciato forme di protesta anche più forti.

“Dobbiamo concentrare l’attenzione – ha detto Speca – sulla nostra situazione anche a livello nazionale. Non escludo una manifestazione dei lavoratori sotto la sede della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

Sotto la sede inagibile, i lavoratori hanno ribadito le loro richieste. “Chiediamo – ha proseguito Speca – che gli impegni che Chiodi si è assunto con noi nel tavolo ufficiale quando ha aperto la liquidazione ‘in bonis’ vengano mantenuti e si dia una proroga dei lavori. Si deve trovare una soluzione a una vertenza molto complicata ma risolvibile, se c’è la buona volontà”.

Secondo indiscrezioni, il presidente Chiodi avrebbe espresso in mattinata il suo accordo per la proroga dei lavori della società.(e.m.)