L’AQUILA – È ancora terreno fortissimo di scontro politico il salvataggio della società Abruzzo Engineering, varata dal Consiglio regionale dopo una maratona di 29 ore ininterrotte dentro palazzo dell’Emiciclo tra discussione nelle commissioni e in aula.
A freddo si acuisce la spaccatura tra centrosinistra, che ritiene strategica questa operazione, e il centrodestra, che vede un carrozzone tenuto in piedi a spese degli abruzzesi e ora chiede lo stesso metodo da applicare a tutte le altre crisi di aziende regionali.
L’approvazione della legge su Abruzzo Engineering è avvueta con 18 voti a favore, 5 contrari e 3 astenuti. La norma prevede un impegno finanziario complessivo della Regione per circa 6 milioni di euro, ripartito sui bilanci 2015 e 2016.
Le somme serviranno, oltre alla definizione della revoca delle procedure di liquidazione, all’acquisto del 30 per cento del capitale attualmente detenuto da Selex. Questa quota porterà la partecipazione della Regione al 90 per cento, consentendo di qualificare la società come “in house” a cui affidare direttamente commesse, senza bando.
MARIANI: “CHIODI, EMERSI I PROBLEMI DI FORZA ITALIA”
“Appare giustamente laconico il commento dell’ex governatore, Gianni Chiodi, in merito all’approvazione della legge che ci ha consentito di salvare Abruzzo Engineering e al tempo stesso garantire un nuovo slancio alla ricostruzione”.
Con queste parole il capogruppo del Partito democratico, Sandro Mariani, si pronuncia in merito alle dichiarazioni di Chiodi alla fine della seduta consiliare.
“Mon riesco a capire a cosa sia servita una vera e propria maratona ostruzionistica di quasi 30 ore, sia in commissione, che in aula, con vere e proprie barricate nei confronti della nostra proposta – attacca – quando alla fine, non solo l’ex governatore non è stato presente in aula, ma il suo capogruppo ha ritenuto di doversi astenere nella votazione finale”.
“Al suo ritorno al passato per la Regione Abruzzo contrappongo un ben più rilevante ritorno al futuro, nel sottolineare come attraverso l’approvazione di questa norma, non abbiamo soltanto salvato il futuro lavorativo di 180 famiglie abruzzesi – continua Mariani – ma abbiamo dato linfa vitale al Genio civile e ai Comuni del ‘cratere’ ed al tempo stesso prodotto un risparmio di ben 20 milioni di euro per le tasche dei contribuenti”.
“Probabilmente – conclude Mariani – mentre la nostra maggioranza ha dato prova di compattezza, resistenza, capacità di lavoro e di produrre risultati tangibili, all’interno del gruppo consiliare di Forza Italia, deve essere cortocircuitato qualcosa, che ha prodotto le defezioni di molti membri durante la discussione e l’inspiegabile astensione finale”.
BERARDINETTI: “ERO NEL CDA DI AE, ORA UNA FASE NUOVA”
“L’approvazione del progetto di legge che ha determinato il rilancio della società Abruzzo Engineering rappresenta la volontà della Regione di porre la massima attenzione al problema del lavoro. Attraverso questa norma, infatti, non solo è stato preservato il futuro lavorativo di 180 dipendenti, favorendo la ripresa occupazionale del nostro territorio, ma è stato anche attribuito nuovo slancio ai comuni del cratere garantendo maggiori certezze sui tempi delle pratiche relative alla ricostruzione”.
Così il presidente della terza commissione, Lorenzo Berardinetti, che ha aggiunto: “Voglio ricordare che da consigliere provinciale di maggioranza, con l’allora Giunta Pezzopane, ho partecipato dapprima alla costituzione di Abruzzo Engineering e, successivamente, sono stato designato componente del Consiglio di amministrazione della società”.
“Conosco, da sempre, Abruzzo Engineering e ho vissuto, in prima persona, le difficoltà e le problematiche che hanno incontrato i suoi dipendenti, in tutte le fasi che li hanno visti coinvolti, a partire dalla cassa integrazione – prosegue – Posso affermare, inoltre, di conoscere molto bene le capacità e qualità professionali di queste persone che rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro sistema economico ed esprimo, dunque, la massima soddisfazione per aver contribuito a determinare soluzioni per dei lavoratori abruzzesi”.
“Da questo momento si apre una nuova fase per Abruzzo Engineering, l’auspicio è quello che la società in futuro posso pianificare al meglio la sua attività – conclude Berardinetti – contando su commesse certe e programmando anche un aumento progressivo e naturale del lavoro dovuto alla crescita”.
FORZA ITALIA: “ORA STESSO METODO PER LE ALTRE CRISI”
“In Abruzzo non ci sono lavoratori-figli e lavoratori-figliastri, per questo, con l’approvazione del progetto di legge 126, che ha momentaneamente salvato Abruzzo Engineering, il governatore D’Alfonso si è assunto l’onere di affrontare con pari metodologia, velocità e impegno le altre vertenze professionali in piedi, come le vicende Ciapi, il Cotir, l’Ara, il Negri Sud”.
Lo ha detto il gruppo consiliare di Forza Italia alla Regione Abruzzo in una nota firmata dal capogruppo, Lorenzo Sospiri.
“Purtroppo, e va sottolineato, la legge approvata non blinda il futuro dei 160 lavoratori di Abruzzo Engineeering: restano in piedi tutte le perplessità e le preoccupazioni che hanno determinato il nostro ostruzionismo, deciso, ma costruttivo e responsabile – rileva – con l’obiettivo, comunque, di garantire e tutelare gli interessi dei lavoratori”.
Secondo Sospiri “semmai le criticità sollevate dagli uffici tecnici regionali, e non risolte dal governo regionale Pd, dovessero determinare l’impugnazione della legge stessa da parte di Roma o di Bruxelles, chiameremo lo stesso governatore a risponderne in aula e in piazza dinanzi a tutti i cittadini”.
“I dubbi hanno riguardato in primo luogo gli atti che hanno accompagnato l’iter della delibera, atti che da un lato abbiamo reperito con molta difficoltà, dall’altro hanno prodotto ben poco di concreto – hanno spiegato i consiglieri di Forza Italia – Il documento finale arrivato in Consiglio regionale, dopo una estenuante discussione in Prima Commissione, nel corso della quale abbiamo presentato oltre 300 emendamenti, ci è stato prospettato come un progetto di legge per il salvataggio, ma nella sostanza è una vera e propria variazione di bilancio senza una effettiva programmazione per gli anni futuri, senza un Piano industriale, senza una copertura di garanzia”.
“Avevamo chiesto alla maggioranza di chiarire alcuni aspetti che riteniamo indispensabili per blindare il futuro dei lavoratori, ma non siamo stati ascoltati e per questo abbiamo deciso di portare anche in Consiglio regionale centinaia di emendamenti, molti dei quali sono stati dichiarati inammissibili – prosegue Fi – Anzi, l’Ufficio di Presidenza ha sposato la linea del centrosinistra che, con un subemendamento, ha fatto decadere i nostri in modo da superare agevolmente l’ostruzionismo di Forza Italia”.
I forzisti spiegando di aver “raggiunto il nostro obiettivo quando il presidente D’Alfonso ha preso la parola in aula e si è impegnato dinanzi all’assise regionale a risolvere anche tutte le altre vertenze aperte, del tutto simili a quella di Abruzzo Engineering, e ci riferiamo alle vicende inerenti il Ciapi, il Cotir, l’Ara, il Negri Sud, proprio perché non vogliamo che ci siano ‘figli e figliastri’. Va anche precisato – prosegue la nota – che la legge approvata avrà ora la copertura finanziaria solo grazie alla risorse derivanti dalla decisione del governo regionale di richiedere ai cittadini l’Irpef e l’Irap agricola, due imposte che, con il governo Chiodi avevano subito un forte taglio, ciò significa che i soldi necessari per l’operazione Abruzzo Engineering e per salvare 160 posti di lavori ce li hanno messi gli abruzzesi”.
“Da questa consapevolezza è venuto fuori il nostro ostruzionismo, di certo teso non a lasciare a casa dei lavoratori, ma piuttosto a migliorare una legge che contiene aspetti negativi e che è stata osservata non dai politici, ma dagli uffici tecnici regionali – insiste Forza Italia – Se mai questa legge dovesse essere impugnata da Roma o da Bruxelles, sicuramente la maggioranza dovrà risponderne in aula dinanzi ai lavoratori. Purtroppo, nonostante un confronto andato avanti per oltre 24 ore, chi governa questa regione non ha accolto le nostre proposte migliorative, né la necessità di definire alcuni aspetti, come quello evidenziato dall’ufficio legislativo, che ritiene come non sia stato rispettato il carattere dell’indispensabilità della partecipazione societaria”.
“Purtroppo – ha aggiunto il gruppo di Forza Italia – anche il presidente Di Pangrazio ha violato il regolamento del Consiglio con un comportamento inqualificabile, visto il ruolo che ricopre e che lo vorrebbe quale ‘arbitro imparziale’. Se è vero che si è voluto favorire in qualche modo la maggioranza possiamo capirlo, ma siamo consapevoli di aver mostrato un grande senso di responsabilità, ben sapendo che quella odierna non è certamente la ‘madre’ di tutte le battaglie politiche”.
PAGANO (FI): “CON D’ALFONSO ABRUZZO TORNATO INDIETRO”
“Gli ultimi provvedimenti varati dalla maggioranza di centrosinistra, dopo un quinquennio di politica virtuosa e di drastica riduzione della spesa pubblica operata dalla Giunta Chiodi, hanno fatto fare un passo indietro di molti anni alla nostra Regione”.
Lo afferma il presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, a margine dei lavori del Consiglio.
A suo dire, “l’obiettivo di rianimare un carrozzone come Abruzzo Engeneering, dove circa 5 milioni di euro sottratti dalle tasche dei cittadini serviranno solo a lenire il dolore di una società in pre liquidazione riaprendo un capitolo che andava chiuso, appare clientelare e antistorica, ma contraria persino alle regole imposte dal governo nazionale”.
“Questa operazione si somma alla scelta del presidente, Luciano D’Alfonso, nella sua qualità di commissario alla sanità, di destinare circa 8 milioni di euro a favore della sanità privata – aggiunge Pagano – sottraendo, in contrasto con tutte le regole attuali di spending review, risorse importanti destinate alla sanità territoriale e ai cittadini più deboli”.
“In poco più di anno, D’Alfonso, il Pd e il centrosinistra stanno facendo tornare indietro di molti anni la nostra Regione. Forse hanno nostalgia di quando venivamo definiti:Regione canaglia ?”, conclude.
FISASCAT CISL: “NON E’ UN CARROZZONE, MA ORA RISORSE E LAVORO”
“Dopo circa 24 ore di discussioni, confronti, delusioni altalenanti a speranze malcelate, finalmente, il Consiglio della Regione Abruzzo verso le ore 12 di mercoledì 15 luglio 2015, con 18 voti a favore , 5 contrari e 3 astenuti, approva la legge che riconosce la società Abruzzo Enginneering, società in house che può operare con mandato e nell’interesse della regione”.
Così la Fisascat Cisl in una nota sul tema.
“Questo voto, che arriva dopo anni di mortificazioni dei circa 187 dipendenti e loro famiglie, ridà dignità a loro e alla società che hanno subito a partire dal 2009, la peggiore lotta intestina tra i vari gruppi politici e di interessi, anche di parte sindacale – rileva – che hanno giocato le loro partite sulla pelle di lavoratori la cui colpa è stata quella di essere dipendenti di una società a prevalente capitale pubblico”.
“Il risultato positivo arriva, non grazie ai tanti ‘aruspici’ indovini che hanno cercato nelle viscere degli animali sacrificali il successo dei propri obiettivi, convinti di poter governare la disperazione dei tanti per salvaguardare privilegi e posizioni di rendita, ma solo grazie alla tenacia e ferma convinzione del presidente e vice presidente della Giunta regionale, D’Alfonso e Lolli – prosegue il sindacato – La Giunta regionale, con questa scelta, non ha salvaguardato 187 posti di lavoro, a scapito di tanti altri, pubblici e privati a cui diversamente non si riesce a dare le giuste soluzioni, ma ha determinato un investimento che porterà indubbi benefici per l’economia abruzzese”.
Secondo la Fisascat Cisl, “l’accordo con Finmeccanica non solo ha prodotto il superamento di un annoso contenzioso che avrebbe visto soccombente la Regione per svariati milioni di euro, ma consente di riportare l’azienda sotto governo pubblico in modo da affidare alla società molte importanti funzioni che vanno dalla ricostruzione dell’area del cratere, ai compiti di protezione civile e genio civile propri delle ex Province, ai temi della protezione dell’ambiente, delle acque, eccetera. Tutte funzioni – prosegue – che potranno essere ricoperte con efficacia dalle enormi competenze professionali maturate negli anni in possesso delle maestranze di Abruzzo Engenneering”.
La Fisascat Cisl Abruzzo Molise “plaude alla forte determinazione della Giunta regionale nel voler perseguire questo obiettivo che ha portato a sconfiggere il falso populismo di forze politiche che a parole si dichiarano in favore della gente comune e dei lavoratori, ma che nella sostanza presentano centinaia di emendamenti con il solo scopo di ostacolare l’approvazione della legge. Questo risultato inverte un concetto vigente, specie nella vecchia amministrazione regionale – l’attacco – di considerare una rara occasione di valida azienda pubblica in un inutile ‘carrozzone’ da chiudere”.
“La Fisascat Cisl ritiene però che da subito bisogna mettere a disposizione dell’azienda le risorse finanziarie necessarie per dare concreto avvio alle attività che si intende far svolgere ad Ae e dare dignità a lavoratori e loro famiglie che da oltre otto mesi vivono senza salario e che per poter raggiungere gli obiettivi sperati hanno scelto, di ridursi l’orario individuale di lavoro e altri costi contrattuali, pur di riportare i conti economici dell’azienda in condizione di parità”, conclude.




