L’AQUILA – Il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, ha preferito non parlare e deciso di non incontrare i lavoratori di Abruzzo Engineering che questa mattina hanno protestato  davanti la sede del Tribunale dell’Aquila dove ha sede la procura della Repubblica dell’Aquila, istituzione che sta indagando su due inchieste che coinvolgono la stessa società “in house” della Regione Abruzzo, proprietaria del 60 per cento del pacchetto azionario, mentre il 30 per cento appartiene al socio privato Selex management e il 10 per cento è detenuto dalla Provincia dell’Aquila.

“Il procuratore può parlare solo tramite atti giudiziari”, fa sapere la portavoce del procuratore ai circa 50 lavoratori che per ore hanno atteso l’incontro.

I lavoratori, che hanno chiesto anche un incontro con i Pm, Antonietta Picardi e David Mancini, titolari di due inchieste che sfiorano la società, hanno incassato la decisione con serenità e con la speranza che almeno “il messaggio sia arrivato – ha detto Roberto De Paolis, Rsa-Cgil – la nostra volontà di incontrare il procuratore era strumentale solamente al fatto di fare chiarezza sulla società”.

“Apprezziamo lo stile e la professionalità di Rossini – gli ha fatto eco Enrico Verini, dipendente di Ae e dirigente provinciale dell’Ugl – che non ha mischiato il suo ruolo istituzionale con altre cose. Non siamo stati noi a tirare in ballo la Magistratura”.

La decisione di manifestare davanti la Procura nelle intenzioni dei lavoratori, infatti, non era nel modo più assoluto in contrasto con la Procura. “È stato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, – ha spiegato Verini – a spostare qui i centri decisionali. Lui infatti ha espresso più volte la sua incertezza sulla natura giuridica in house della società, sulla quale avrebbe chiesto delucidazioni alla Procura. Per questo noi siamo qui, per sollecitare Rossini a dare delle risposte al governatore”.

Proprio oggi Chiodi, nello smentire di aver ricevuto pressioni dalla Procura, ha ribadito di essere certo “di non essere stato coinvolto in vicende giudiziarie proprio perché la Regione, da quando ci sono io, non ha proceduto a fare nuovi affidamenti diretti”.

Il fatto che la giunta non avrebbe più commissionato lavori verrebbe chiaramente messo in dubbio, secondo quanto dicono i lavoratori, dalla delibera 31 del febbraio 2010 con cui Chiodi avrebbe invece effettuato degli affidamenti ad Ae in quanto società strumentale della Regione.

“O Abruzzo Engineering è in house oppure tale affidamento è illegittimo” si legge nei volantini e negli striscioni esposti dai lavoratori in protesta.

I lavoratori si dicono  preoccupati per la volontà, da parte della Regione, di liquidare la società, sulla quale pesa un debito di 19 milioni di euro. Preoccupazione alimentata anche dalla presenza, nella scorsa riunione dell notaio aquilano Federico Magnante Trecco, “che sicuramente – dicono – non era lì per ricapitalizzare la società bensì per procedere alla liquidazione”.

Il clima, tra i lavoratori, è comunque teso anche per le dichiarazioni che pubblicamente Chiodi avrebbe fatto in Consiglio regionale. “Ci ha detto che siamo un cappio al collo, ci ha chiamati raccomandati” ha detto De Paolis, che ha anche annunciato che i lavoratori, in sciopero da martedì scorso, lunedì torneranno a lavorare.“Noi lavoriamo anche alla ricostruzione – ha detto – e non vogliamo creare ulteriori disagi”.

I dipendenti di Ae, di cui una parte ancora in cassa integrazione, si dicono anche pronti a ripetere forme di sciopero e protesta se Chiodi non si mostrerà disponibile a un confronto, e annunciano una riunione per lunedì alle 18 con le quattro sigle sindacali.

COSTANTINI, IDV: “SU ABRUZZO ENGINEERING CHIODI NON E’ CREDIBILE”

L’AQUILA – “Sulla vicenda di Abruzzo Engineering “Chiodi – non so dire se per incapacità o per altro – ha reso complicata una situazione che è, invece, dal mio punto di vista chiara e lineare”.

Lo dichiara Carlo Costantini (Idv).

“Il problema non è negli affidamenti diretti della Regione, previsti da una legge regionale che, se non modificata, continua ad essere vincolante. Il problema è che, se Abruzzo Engineering non era in grado internamente e con le proprie forze di assicurarne l’integrale realizzazione, per tutto il resto era obbligata a rivolgersi al mercato ed a fare le gare di appalto e non poteva di certo affidarla direttamente al suo socio privato”.

“A Chiodi – continua Costantini – basterebbe prendere atto di queste semplici constatazioni (che non sono mie, ma dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato) per individuare non una, ma diverse soluzioni, funzionali sia a favorire l’attività degli organi inquirenti sulle pregresse gestioni, sia ad evitare di smantellare tutto e di buttare il bambino con l’acqua sporca. In caso contrario Chiodi (e con lui l’attuale Sindaco di Teramo), per essere coerenti, dovrebbero mettere in liquidazione anche la TEAM, società mista che continua a beneficiare di affidamenti diretti del Comune di Teramo; con l’aggravante, rispetto a Abruzzo Engineering, che non esiste una legge regionale che autorizzi una simile forma di affidamento e che molti dei servizi affidati senza gara alla TEAM non hanno nessuna attinenza con quelli previsti al momento in cui venne selezionato il socio privato”.

“Ma se a Teramo – a differenza dell’Aquila con Abruzzo Engineering – questo non accade e se le casse della TEAM (ed il futuro dei lavoratori teramani) vengono di volta in volta rimpinguate con affidamenti diretti del Comune, qualcuno può dare torto ai lavoratori di Abruzzo Engineering, se protestano e dichiarano di non fidarsi di Chiodi? Ed ancora – considerato che l’autorità giudiziaria aquilana e teramana applicano le stesse leggi – quale credibilità può essere riconosciuta a Chiodi quando oggi, all’Aquila, giustifica le sue scelte sostenendo di essersi salvato dalle inchieste giudiziarie proprio perché non ha proceduto ad affidamenti diretti in favore di Abruzzo Engineering, se poi a Teramo, con la sua Amministrazione, procede senza alcuna preoccupazione in quella stessa identica direzione? “.

LUNEDI’ NUOVA RIUNIONE DEI SINDACATI

L’AQUILA – Torneranno a riunirsi lunedì pomeriggio le segreterie regionali dei sindacati sulla vicenda relativa alla vertena Abruzzo Engineering. È quanto è scritto un comunicato sottoscritto da Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat, Uil-Uilt e Ugl ce oggi hanno organizzato la manifestazione dei lavoratori dell’azienda davanti la Procura della Repubblica dell’Aquila.

“Al fine  – scrivono i sindacati – di rafforzare la nostra posizione, anche in vista della richiesta fatta dal sindaco per una convocazione di una riunione presso la prefettura, le rappresentanze sindacali regionali delle sigle, nella giornata di lunedì pomeriggio, torneranno a riunirsi all’Aquila per concordare i passi da intraprendere nella spinosa questione di Abruzzo Engineering”.

“A conclusione della riunione emetteremo un comunicato in risposta alle posizioni assunte dal Presidente della Regione, propositivo per trovare una soluzione dignitosa alla vertenza”.