L’AQUILA – I lavoratori della società ‘in house’ della Regione Abruzzo Engineering, sulla quale grava il peso di un buco in bilancio da 19 milioni di euro e che è stata messa in liquidazione nelle scorse settimane, rischiano il licenziamento. In segno di protesta una quarantina di lavoratori hanno occupato la vecchia sede in via XX settembre.
LE DICHIARAZIONI DI LAVORATORI E SINDACALISTI DAVANTI LA VECCHIA SEDE
A denunciarlo sono le Rsa dell’azienda che, in una lettera aperta inviata al prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, presidente della Regione, Gianni Chiodi, presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, a tutti i capigruppo all’Emiciclo, sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, e parlamentari abruzzesi affermano di aver ricevuto una lettera da parte del presidente di Ae, nonchè del collegio dei liquidatori, Francesco Carli con la quale si prefigura “il licenziamento di quasi la totalità dei lavoratori di Abruzzo Engineering”. I dipendenti sono in tutto 193.
LA LETTERA IN FORMATO PDF DEL PRESIDENTE CARLI IN CUI SI PREFIGURANO I LICENZIAMENTI
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Per questo lunedì 20, alle 16.30, i lavoratori terranno un’assemblea aperta nella sala Ance dell’Aquila; nella stessa giornata dovrebbe riunirsi anche l’assemblea dei soci di Ae, dopo la riunione dei giorni scorsi del collegio dei liquidatori, composto oltre che dall’avvocato Francesco Carli, da Vincenzo Genovesi e Luigi D’Eramo, due ex componenti del Cda, e Luigi Puzzovio, ex presidente del collegio dei revisori dei conti.
Nel corso della riunione si discuterà su come i liquidatori possano svolgere i compiti che assegna loro il codice civile in maniera di liquidazioni societarie e delineare strategie che sono emerse nell’incontro che hanno avuto qualche giorno fa.
OTTANTA I LAVORATORI CHE OCCUPANO VECCHIA SEDE
L’AQUILA – Sono già una ottantina i dipendenti che hanno raggiunto la sede inagibile di Abruzzo Engineering dentro la zona rossa de centro storico dell’Aquila.
Il palazzo fortemente lesionato e pericolante si trova all’angolo tra via XX Settembre e via Sant’Andrea, una delle strade più devastate dal terremoto del 6 aprile 2009. Nonostante il pericolo alcuni tra i manifestanti si sono spinti fino al secondo piano attraversando una scalinata in parte lesionata.
Il resto delle persone è rimasto sulla strada e qualcuno ha acceso un piccolo falò perché le temperature sono ben sotto lo zero. Sul posto sono giunti in segno di solidarietà il parlamentare del Pd, Giovanni Lolli, e il consigliere regionale del Pdl, Luca Ricciuti, entrambi si dicono “sconcertati dal rischio di licenziamento collettivo”.
“Non possiamo pensare – ha spiegato Lolli – di chiedere ad aziende private di restare quando noi non riusciamo a salvare unì’importante azienda pubblica che, oltre a dare lavoro a dipendenti, svolge delle funzioni essenziali per la ricostruzione. Abruzzo Engineering è un’azienda il cui 60% è di proprietà della Regione Abruzzo e i suoi lavoratori stanno operando in attività di supporto essenziale per la ricostruzione post terremoto. Nonostante il Sindaco dell’Aquila e il Presidente della Provincia abbiano chiesto la proroga per le loro attivita’, il Presidente della Regione, Chiodi, nella qualità di Commissario di Abruzzo Engineering non si è attivato e non ha dato risposte. La lettera di avviso di licenziamento è un fatto gravissimo: incredibile che un’istituzione pubblica si permetta di mandare a casa 200 lavoratori in una città colpita dal terremoto e gia’ martoriata da problemi economici e di disoccupazione mentre decine di aziende private, con fatica e sacrifici, cercano di ricostruire l’economia e opportunita’ di lavoro per i cittadini aquilani”
Mentre Ricciuti ha annunciato la possibilità di “presentare una nuova risoluzione in Consiglio regionale”.
LA LETTERA DELLE RSA DI ABRUZZO ENGINEERING PER CONTO DEI LAVORATORI
Abbiamo ricevuto una comunicazione del Presidente della società Abruzzo Engineering, avvocato Francesco Carli, con la quale il Presidente preavvisa il licenziamento di quasi la totalità dei lavoratori di Abruzzo Engineering.
Le motivazioni di tale scelta dipendono dall’eccessivo ritardo con cui si sta arrivando alla definizione dei lavori per i quali la società è impegnata, in particolare alle mancate proroghe dei lavori per il comune e per la provincia.
Ricordiamo che nella riunione avuta con il presidente della regione ed i capigruppo regionali, si è detto che l’avvio della liquidazione della società, per impegno del Presidente stesso della regione, non avrebbe compromesso le proroghe dei lavori in corso, condizione necessaria affinché si mantenesse l’impegno per la salvaguardia occupazionale.
Dopo la liquidazione è stato richiesto dalle strutture sindacali regionali un incontro con il Presidente della regione finalizzato a dare certezze alla liquidazione in corso, ad oggi non vi è stata nessuna risposta, forse il Presidente della regione ritiene che con la liquidazione della società il problema è risolto?
Il 14 dicembre si è tenuto l’incontro con i liquidatori di Abruzzo Engineering, nel quale è stato condiviso un percorso finalizzato, sia al pagamento degli stipendi correnti ed arretrati, sia alle prospettive per mantenere l’impegno di salvaguardia dell’occupazione, sia per portare a compimento positivamente la liquidazione; nella riunione si è evidenziato che gli strumenti a disposizione dei liquidatori sono insufficienti per raggiungere tali obiettivi, condizione assolutamente indispensabile affinché la liquidazione mantenga gli impegni che gli sono stati dati dai soci è la proroga dei lavori incorso, che non dipende dalla liquidazione ma dalla politica.
Quanto detto nella comunicazione del Presidente della società, licenziamenti in quanto vi è il rischio reale che la società non abbia lavoro, rende questa liquidazione non valida rispetto agli obiettivi che gli sono stati assegnati, al punto che non escludiamo il ricorso alla magistratura se non ci saranno i dovuti chiarimenti da parte di tutti i soci.
Da come si stanno sviluppando le cose, ufficialmente è stato detto che la liquidazione era funzionale alla soluzione dei problemi in cui versava la società, oltre ad aprire possibili soluzioni per l’occupazione dei dipendenti, mentre nella realtà questa liquidazione sta aggravando i problemi della società e per i dipendenti si prospetta il licenziamento; uno sviluppo che denota l’assoluta mancanza di serietà di chi si era assunto impegni precisi ed in modo ufficiale.
Per prendere forti iniziative che scongiurino le scelte che si stanno operando
Lunedì 20 dicembre 2010, all’Aquila, alle 16.30 nella sala assemblee dell’Ance, terremo un’assemblea aperta alle forze politiche ed istituzionale, alla stampa ed alla città, sia per chiarire definitivamente come stanno le cose su Abruzzo Engineering, inoltre metteremo in piedi una serie di iniziative con manifestazioni in tutte le sedi della Regione Abruzzo, anche in quella di Roma dove è stata fatta la liquidazione, per dare un risalto nazionale alla vertenza; non escludiamo nemmeno manifestazioni presso le sedi della Presidenza del Consiglio, per sollecitarla a risolvere il problema di 193 lavoratori di cui gran parte terremotati, visto che il lavoro per questi lavoratori non manca.
LA SOLIDARIETA’ DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA
L’AQUILA – Il Presidente della Commissione Lavoro e Sviluppo socio-economico della Provincia dell’Aquila, Fernando Caparso e i commissari unanimamente, sono vicini ed esprimono solidarietà ai lavoratori di Abruzzo Engineering, che nella giornata odierna hanno ricevuto una comunicazione di licenziamento firmata ieri dal Presidente del collegio dei liquidatori, Francesco Carli.
Come già rappresentato in un precedente Consiglio Provinciale, in cui fu votato un ordine del giorno finalizzato alla salvaguardia dei posti di lavoro di Abruzzo Engineering, i membri della commissione lavoro, sia di maggioranza che di minoranza si faranno promotori, insieme al Presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, di ogni iniziativa atta al mantenimento degli stessi.
SOLIDARIETA’ DA PDL E CENTRO SINISTRA IN PROVINCIA
“Questa mattina in seguito alla lettera del presidente del collegio dei liquidatori Francesco Carli Carli che prefigura 191 licenziamenti, i lavoratori di AE, nell’esasperazione della protesta, hanno occupato l’ex sede di AE in via S.Andrea, sede devastata dal sisma e pericolante nelle sue strutture portanti”. Il consigliere Pdl Guido Liris e il collega d’opposizione Pierpaolo Pietrucci hanno raggiunto i lavoratori di AE per portare loro la solidarietà dell’intero Consiglio Provinciale.”
“In commissione Lavoro, maggioranza e minoranza” dichiara Liris “ hanno deliberato unanimemente sulla necessità di investire il Presidente della Provincia a svolgere un’azione politica di sollecito nei confronti del Presidente della Regione (ricordiamo che la Regione è socio maggioritario di AE con il 60 % delle quote) e Commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi perché la Presidenza del Consiglio dei Ministri proroghi la copertura finanziaria del decreto Emergenza Abruzzo per ulteriori 6 mesi: ciò consentirebbe il rinnovo delle commesse da parte di Comune e Provincia riguardo le attività di supporto per la ricostruzione post-sisma cui oggi molti lavoratori sono impegnati””Il Presidente della Provincia” continua Liris “ha incontrato Il Sindaco Cialente, il Presidente della Regione Chiodi ed il Capogruppo PDL in Regione Giuliante per fare il quadro della situazione, sollecitare la proroga della copertura finanziaria del decreto Emergenza Abruzzo e pensare soluzioni di Piano Industriale che, in primis, tutelino i posti di lavoro.” “Qualora la copertura finanziaria venisse garantita” conclude Liris “l’amministrazione provinciale si impegna sin da oggi nella proroga delle convenzioni con la società in liquidazione”
I LAVORATORI OCCUPANO VECCHIA SEDE IN MATTINATA
A metà mattinata quaranta dipendenti a della società Abruzzo Engineering hanno occupato la vecchia sede della società in via XX Settembre, all’Aquila La protesta è scattata per l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo per i 191 dipendenti. I dipendenti chiedono di essere ricevuto dal Prefetto
L’ASSEMBLEA DEI LIQUIDATORI
Abbattere i costi per bloccare il debito e ridurre questo per tentare di ripianare la situazione debitoria della società.
Queste sarebbero le due direttive che il collegio dei liquidatori di Abruzzo Engineering avrebbero delineato in attesa di aprire un confronto con la Selex Management che risulta essere il maggior creditore della società a capitale misto pubblico privato.
Quasi la totalità del debito di 19 milioni di euro, oltre il 90%, Abruzzo Engineering lo ha contratto proprio nei confronti del socio privato Selex.
Nel corso dell’assemblea si è ragionato anche sul fatto che senza la proroga dei contratti, in scadenza al 31 dicembre, 130 lavoratori impiegati presso gli uffici della ricostruzione di Comune e Provincia dell’Aquila rimarrebbero a casa dall’inizio del nuovo anno, dal momento che una società in liquidazione non può contrarre nuove commesse.
Solo il governo nazionale può concedere una proroga.






