PESCARA – “È nostra intenzione realizzare il sito produttivo di produzione delle turbine eoliche in Abruzzo, e riteniamo che la localizzazione ottimale è al porto di Ortona, ci sono altre ipotesi, altre regioni con i loro porti si sono fatte avanti, ma è Ortona ad oggi la prima scelta. L’importante è accelerare i processi, vorremmo cominciare i lavori nel 2025”.
L’importante annuncio è arrivato da Riccardo Toto, direttore generale della Renexia, del gruppo industriale abruzzese Toto, con sede a Chieti, che opera nel settore delle rinnovabili, che ha partecipato, nell’ambito della seconda giornata dell’Abruzzo economy summit, all’Aurum di Pescara, nel convegno “Energia e modello piano Mattei”.
Renexia ad agosto ha firmato a Palazzo Piacentini il Memorandum of Understanding (MOU) con il Mimit e l’azienda cinese MingYang Smart Energy, uno dei principali produttori al mondo di turbine eoliche, con l’obiettivo di creare in Italia una Newco per la costruzione delle turbine eoliche. Che occorrono in primis alla stessa Renexia che dopo aver realizzato un grande parco eolico off shore al largo di Taranto, si appresta a realizzarne un altro da 2,7 gigawatt a 80 chilometri al largo di Mazzara del Vallo, in Sicilia, e per un altro mega parco eolico di 1,7 gigawatt di potenza nel Maryland, è appena arrivato il via libera definitivo della Casa Bianca.
Dunque per l’Abruzzo, sarebbe una grandissima opportunità, visto che un sito produttivo delle turbine avrebbe sbocchi di mercato assicurati.
“Noi riteniamo che l’imprenditore non deve badare esclusivamente al profitto, ma dare anche il suo contributo nel contrastare la deindustrializzazione che colpisce l’Italia e anche la mia regione. E proprio nel lavorare alla realizzazione del parco eolico al largo delle coste siciliane abbiamo preso consapevolezza della necessità di realizzare direttamente in Italia una filiera di produzione della tecnologia necessaria, a cominciare dalle turbine. Ci siano guardati intorno, e abbiamo individuato come partner ottimale MingYang Smart Energy. Ed ora con il sito produttivo nel nostro territorio, con la disponibilità di 40 ettari fronte mare, e con 500 milioni di nostro investimento, potremo creare 1.300 posti di lavoro, ma questo sarà solo il primo tassello di una filiera nazionale, perché oltre alle turbine ci serviranno i basamenti di acciaio e le torri, queste ultime che già sono prodotte in Abruzzo. E questo rappresenterà un contributo al piano Mattei, agli accordi che si stanno stringendo con il Nordafrica”.
A partecipare al dibattito, moderata da Laura Chimenti, giornalista del TG1, Cristina Sgubin, segretario generale di Telespazio, Consigliere d’Amministrazione ISPRA e di primarie società nazionali e internazionali del comparto energetico, Simone Nisi, direttore Affari Istituzionali Edison, Fabrizio Iaccarino, head of Institutional Affairs Italy Enel, Maria Rosaria Guarniere, direttrice Ingegneria e Realizzazione di Progetto del Gruppo Terna.
Ha detto Iaccarino: “l’Africa rappresenta un potenziale enorme e ovviamente l’Enel è dentro il piano Mattei, fondamentale per colmare il nostro Gap energetico. In Marocco stiamo sviluppando un centro di formazione di alta specializzazione che formerà la classe dirigente africana, aiuterà a fare incubatore delle startup. Con grandi connessioni con l’università. In Tunisia con Eni stiamo lavorando ad un progetto di un impianto di produzione di idrogeno verde, molto strategico”.
Guarniere ha illustrato il progetto del cavo sottomarino tra la Sicilia e la Tunisia che “ha già ottenuto le autorizzazioni in entrambi i Paesi, e sviluppato in una logica di sostenibilità, soprattutto nella collocazione delle nuove stazioni elettriche sulla costa”.






