L’AQUILA – I sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo, impegnati nella lotta contro il “caro pedaggi-sicurezza A24/A25”, stanchi del “silenzio” del Ministero dei Trasporti, hanno deciso di continuare ad oltranza la battaglia. 

A seguito dell’incontro che si è svolto presso il Comune di Carsoli (L’Aquila) lo scorso 7dicembre 2018, i primi cittadini hanno deciso di tornare a manifestare, giovedì, 13 dicembre 2018 alle ore 13 nei pressi del Senato, durante la discussione della legge di stabilità con un corteo da piazza Sant’Eustachio a piazza Madama. 

Si invitano tutti a partecipare e a sostenere ancora con più forza questa battaglia “per evitare un nuovo salasso dal 1 gennaio e avere sicurezza sulla A24/A25”.

La protesta è scattata dopo l’incremento del 12,89 per cento entrato in vigore il primo gennaio 2018, e dopo numerosi sit-in, incontri a più livelli e una petizione online lanciata da Enzo Di Natale, sindaco di Aielli (L’Aquila), che in poche settimane ha superato 100 mila firme, gli amministratori locali si sono rivolti al legale Enrico Michetti per una richiesta ufficiale di accesso agli atti, accolta solo parzialmente dal Ministero.

Tuttavia, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e il conseguente dibattito sulla sicurezza delle autostrade italiane, con particolare attenzione a ponti e viadotti delle A24 e A25, Toninelli ha deciso di togliere il segreto di Stato dalle concessioni e rivedere l’intero sistema, una delle richieste dei sindaci disattese, fino a quel momento, dal Governo.

A seguito della mobilitazione, però, il Ministro Toninelli ha bloccato l’aumento fino a dicembre 2018, ma il problema, secondo i primi cittadini, tornerà prepotentemente con il nuovo anno.

Bisogna ricordare, infine, che sarà affrontata e discussa nell’ udienza del prossimo 19 dicembre davanti al Tar del Lazio la richiesta della concessionaria Strada dei Parchi, tesa a chiarire se i viadotti delle autostrade A24 e A25 sono sicuri, come sostiene la società, oppure no, come dichiarato più volte dal ministero per le Infrastrutture e Trasporti che, attraverso il ministro Danilo Toninelli e gli stessi tecnici, dopo la tragedia di Genova, hanno spesso lanciato l’allarme.

Sdp ha chiesto la nomina di un perito o un collegio peritale del Tribunale Amministrativo che accerti lo stato di sicurezza dei viadotti: i giudici amministrativi avevano bocciato l’istanza dell’urgenza, fissando l’udienza nel merito, comunque in un tempo stretto.