L’AQUILA – I sindaci laziali e abruzzesi, impegnati nella lotta al caro pedaggi sulle autostrade A24 e A25, sono tornati a manifestare a Roma, davanti al Senato, per scongiurare eventuali rincari a inizio anno, dopo che Strada dei Parchi, società privata che gestisce i due tratti, ha congelato l’aumento del 12,89 per cento dall’ottobre scorso e fino alla fine del 2018. 

Nessuna nota ufficiale da parte degli amministratori, AbruzzoWeb ha provato a contattare i primi cittadini, riuscendo a parlare solo con Enzo Di Natale (Aielli) e Vincenzo Giovagnorio (Tagliacozzo), che però non erano presenti alla manifestazione di oggi.

Ha parlato invece il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che su Facebook ha scritto: “C’è un messaggio che voglio mandare, ancora una volta, ai sindaci di Abruzzo e Lazio che hanno annunciato per oggi un’altra manifestazione, questa volta vicino al Senato, in merito alle autostrade A24-A25. Voglio dire loro che protestando contro il Governo si aiuta e si fa il gioco unicamente di Strada dei Parchi, il concessionario che gestisce da anni le due arterie autostradali e che ha lucrato su un bene pubblico al fine di arricchirsi”.

Il Ministro evidenzia, poi, che si tratta dello “stesso concessionario che di anno in anno ha fatto sì che i pedaggi aumentassero, perché ha caricato in tariffa il costo di doverosi interventi di manutenzione. E, nonostante ciò, ha anche lasciato che molti viadotti delle due autostrade si ammalorassero. Capisco che molti sindaci che oggi protestano appartengano proprio a quel mondo politico che ha permesso che tutto questo accadesse, ma non si può fare campagna elettorale sulla pelle delle persone”. 

Parole che hanno scatenato la reazione di Strada dei Parchi, che in serata ha inviato una nota sottolineando che “i toni del ministro Toninelli travalicano ampiamente i livelli istituzionali che caratterizzano (o dovrebbero caratterizzare) i rapporti fra governo e concessionario. Il ministro sa benissimo (o dovrebbe sapere) che senza l’elaborazione di un Pef degno di questo nome gli aumenti dei pedaggi scatteranno ‘per contratto’. È inutile che continui a sostenere che gli aumenti sono un libero arbitrio della ‘Strada dei Parchi’. Abbiamo sospeso, autonomamente, i rincari dei pedaggi decisi a gennaio quale disponibilità di buona volontà nei confronti degli utenti. Ma, senza la garanzia di flussi finanziari costanti e garantiti da un Piano economico e finanziario pluriennale, dovremo assolutamente ripristinarli. Ed il ministro lo sa”.

“Occorre ricordare al ministro, infine, che ogni 10 euro di pedaggi autostradali, lo Stato (cioè le casse del Ministero delle Infrastrutture) incassa 5,7 euro. Per farci capire da Toninelli, vuol dire oltre la metà. Strada dei Parchi, le ribadiamo, è pronta a lavorare giorno e notte per trovare una soluzione che blocchi gli aumenti. E al tempo stesso le riconfermiamo che siamo pronti a fare più della nostra parte per avviare i cantieri per chiudere il piano di messa in sicurezza urgente appena avremo i decreti attuativi. Così tutti, ma proprio tutti, di notte potremo dormire, sarà il riposo dei giusti”, ha concluso la società concessionaria.

Presente oggi a Piazza Vidoni, la deputata dem Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, che a margine della mobilitazione dei sindaci di Abruzzo e Lazio ha commentato: “Chi ha paura dei sindaci? Perché una civile ed unitaria manifestazione dei primi cittadini di tante località di Abruzzo e Lazio deve essere tenuta a debita distanza dal Senato, relegata nella minuscola piazza Vidoni? Quali direttive hanno impartito il governo e il Comune? Chi ha stabilito che i sindaci andavano chiusi in un recinto delimitato dal nastro e da cui non potevano muoversi se non togliendosi la fascia tricolore? Quanto avvenuto oggi a Roma lascia sgomenti, allibiti e descrive bene lo stato della nostra democrazia e della capacità di ascolto del Palazzo alle istanze dei cittadini. I rappresentanti delle comunità chiedevano la presentazione e l’approvazione di un emendamento sul tema Autostrade dei Parchi (A24-A25) in materia di sicurezza, poiché il ministro Toninelli non ha ancora firmato i decreti per lo sblocco dei lavori di manutenzione, mettendo a rischio anche migliaia di posti di lavoro; e sull’aumento delle tariffe, ora bloccate fino al 31 dicembre, ma che in assenza di un intervento potrebbero aumentare”. 

La protesta è scattata dopo l’incremento del 12,89 per cento entrato in vigore il primo gennaio 2018, e dopo numerosi sit-in, incontri a più livelli e una petizione online lanciata da Enzo Di Natale, che in poche settimane ha superato 100 mila firme, gli amministratori locali si sono rivolti al legale Enrico Michetti per una richiesta ufficiale di accesso agli atti, accolta solo parzialmente dal Ministero.

Tuttavia, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e il conseguente dibattito sulla sicurezza delle autostrade italiane, con particolare attenzione a ponti e viadotti delle A24 e A25, Toninelli ha deciso di togliere il segreto di Stato dalle concessioni e rivedere l’intero sistema, una delle richieste dei sindaci disattese, fino a quel momento, dal Governo.

A seguito della mobilitazione, però, Sdp ha bloccato l’aumento fino a dicembre 2018, ma il problema, secondo i primi cittadini, tornerà prepotentemente con il nuovo anno.

Bisogna ricordare, infine, che sarà affrontata e discussa nell’ udienza del prossimo 19 dicembre davanti al Tar del Lazio la richiesta della concessionaria Strada dei Parchi, tesa a chiarire se i viadotti delle autostrade A24 e A25 sono sicuri, come sostiene la società, oppure no, come dichiarato più volte dal ministero per le Infrastrutture e Trasporti che, attraverso il ministro Danilo Toninelli e gli stessi tecnici, dopo la tragedia di Genova, hanno spesso lanciato l’allarme.

Sdp ha chiesto la nomina di un perito o un collegio peritale del Tribunale Amministrativo che accerti lo stato di sicurezza dei viadotti: i giudici amministrativi avevano bocciato l’istanza dell’urgenza, fissando l’udienza nel merito, comunque in un tempo stretto.