CHIETI – Interrogazione parlamentare degli esponenti abruzzesi del Movimento 5 Stelle al ministro dell’Ambiente sulla vicenda dei presunti rifiuti pericolosi arrivati a Chieti, nell’impianto della società Depuracque, e provenienti dagli impianti estrattivi dell’Eni in Basilicata.
“Da notizie di stampa – si legge nell’interrogazione presentata dal deputato Gianluca Vacca insieme ai colleghi Andrea Colletti e Daniele Del Grosso – si apprende che secondo l’inchiesta della procura di Potenza sull’Eni di Viggiano, sarebbero partite 13.482 tonnellate di rifiuti liquidi provenienti dalle attività di estrazione del 2013 e del 2014 che sarebbero state trasportate nell’impianto della società Depuracque srl a Chieti, in località San Martino. Secondo il Forum H2O ‘il cuore dell’inchiesta riguarda proprio la classificazione dei rifiuti provenienti dall’impianto lucano, che l’Eni dichiarava ‘non pericolosi’ mentre la Procura di Potenza li ritiene ‘pericolosi'”.
“Da maggio del 2015 – aggiungono i parlamentari grillini – diversi cittadini residenti vicino alla zona in cui insiste l’impianto di Depuracque srl, hanno denunciato i fortissimi cattivi odori; secondo le notizie di stampa agli atti degli inquirenti ‘ci sono intercettazioni in cui si parla di problemi di cattivi odori provenienti dai rifiuti che avrebbero interessato diversi impianti in cui venivano smaltiti i rifiuti prodotti dalle estrazioni, tra cui quello chietino”.
“La società Depuracque srl, non indagata dalla procura di Potenza, invece – sottolineano i deputati citando sempre fonti di stampa – risulta coinvolta in un’inchiesta della Procura dell’Aquila che indaga sul traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale in quanto esiste il sospetto che molte sostanze e fanghi sono stati sversati direttamente nel fiume”.
Nell’interrogazione si chiede al ministro “di quali elementi disponga circa le modalità con cui sono stati trattati i rifiuti pervenuti dalla Basilicata a Chieti nell’impianto di Depuracque srl, se siano stati trattati come rifiuti pericolosi, e quali iniziative, per quanto di competenza, si intendano assumere per interrompere il presunto sversamento nell’area circostante l’impianto di Depuracque srl e il consorzio di bonifica”.






