L’AQUILA – Commozione alla fiaccolata in memoria delle vittime del sisma del 6 aprile 2009 all’Aquila. 20 mesi fa morivano 309 persone, giovani e non, delle vittime che non dimenticheranno mai.

Presenti, ieri sera, tra la cinquantina di persone munite di fiaccola e foto ricordo appese al collo, diversi comitati, tra cui “Gli angeli della casa dello studente” e il “3 e 32”.

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Il silenzioso corteo, partito dalla Villa comunale, si è fermato davanti alla Casa dello studente. Stretti come se la vicinanza di qualcuno aiutasse a sopprimere il triste ricordo di quella nottata, sono rimasti per molto tempo davanti a quelle macerie.

C’è chi crede, anzi, spera, che al posto di quegli alloggi, ormai distrutti, sorga un parco, il parco della memoria.

“Mi auguro che al suo posto nasca uno spazio verde dove i bambini possano giocare, perché è solo così che dalla morte può rinascere la vita” ha detto Antonietta Centofanti, la portavoce de “Gli angeli della casa dello studente” che in merito alla ricostruzione ha dichiarato che “non è una ricostruzione, ma una costruzione”, riferendosi alle costruzioni extra provinciali.

Il parere comune è che non ci sia un adeguata risoluzione dell’accaduto, anche se c’è la fiducia verso la procura che, come spiega la Centofante, “ha lavorato molto bene, ora aspettiamo i processi”.

La portavoce si è espressa anche in merito alle cause del crollo della Casa dello studente, ribadendo che “ci sono delle grandi responsabilità, come quella della commissione Grandi rischi che, a tempo debito, con delle rassicurazioni precarie e del tutto inadeguate, creò un disastro”.

Tra i volti scuri della folla, anche quello di don Luigi Ciotti, il fondatore dell’associazione antimafia Libera, che oggi pomeriggio ha incontrato i ragazzi delle scuole medie per poi seguire la fiaccolata.

“L’unico modo di fare memoria delle vittime è la presenza attiva – ha spiegato – l’Italia deve sentire il problema dell’Aquila come suo, nostro, nazionale. Chiediamo meno parole e più impegno da parte di tutti”.

E la presenza degli aquilani si è vista durante le numerose manifestazioni che da due anni cercano di dare attenzione al problema della ricostruzione, gestita, secondo molti, “male”, forse anche a causa di atti illeciti, ed è per questo che Don Ciotti ha invitato tutti a non chiudere gli occhi davanti all’illegalità.

“Bisogna rompere i silenzi – ha dichiarato don Ciotti – dobbiamo trovare il coraggio della denuncia, quella seria e documentata. Ci vuole più attenzione da parte di tutti, mafia e corruzione ci sono, dobbiamo metterci la testa per lottare contro questi delinquenti”.

Il corteo, dopo aver illuminato a lungo le macerie del luogo dell’ ”assassinio” di quei giovani ragazzi, ha poi lasciato la Casa dello studente per arrivare a piazza Duomo (f.t.).