L’AQUILA – L’azione del Consiglio regionale dell’Abruzzo a sostegno dei comuni abruzzesi, con la messa a disposizione dei territori delle professionalità tecniche e amministrative maturate dall’Ente, prosegue con l’avvio dei lavori per il recupero e la valorizzazione del complesso medievale di “Castel Camponeschi” di Prata D’Ansidonia, in provincia dell’Aquila.
Questa mattina è stato inaugurato il cantiere alla presenza dei vertici politici e amministrativi del Consiglio regionale.
L’opera di riqualificazione, promossa e commissionata dal Consiglio in partenariato con il Comune, è già stata finanziata per un primo lotto del fondo complementare del PNRR per l’ammontare complessivo di 3 milioni di euro ai quali faranno seguito ulteriori stanziamenti per il definitivo completamento.
La messa in opera sarà realizzata dalla ditta “Rosa Edilizia” di Fagnano Alto (L’Aquila). Il complesso, danneggiato dal sisma del 6 aprile del 2009, completamente restaurato, assicurerà all’area valorizzazione storica, sicurezza antisismica e efficienza energetica. Obiettivi che hanno permesso al progetto di beneficiare dei fondi del programma Next Generation EU. L’area interessata sarà un modello per un turismo sostenibile ed esperienziale e verrà accompagnata dalla realizzazione del museo archeologico che consentirà di valorizzare l’antico borgo risalente al XIII secolo. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un teatro all’aperto, di piazze, terrazzamenti messi a nuovo e stanze per la ricettività turistica e un ristorante.
Quest’opera si inquadra in un più ampio processo di valorizzazione del ‘percorso dei Vestini’ che, oltre Castel Camponeschi, incrocerà altre realtà di interesse storico culturale e promuoverà ulteriori interventi di recupero.
Per il presidente Lorenzo Sospiri è stato “un grande onore partecipare all’avvio della rinascita definitiva di Castel Camponeschi. Un’opera di tutto l’Abruzzo che diventerà un luogo di attrazione nazionale”. Il vicepresidente Roberto Santangelo ha sottolineato il grande lavoro svolto dalla struttura del tecnica del Consiglio e evidenziato: “A maggio 2022 è stata chiusa la progettazione, poi avviati gli adempimenti di gara e oggi inauguriamo l’avvio dei lavori con la fine prevista per ottobre. Castel Camponeschi, nelle nostre intenzioni, dovrà diventare il faro dell’offerta turistica dell’intera Valla Subequana”.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il sindaco di Prata D’Ansidonia Paolo Eusani, il responsabile della Struttura di missione (Stm) per il sisma del 6 aprile 2009, Carlo Presenti, il dirigente dell’USRC, Raffaello Fico e i titolari della ditta che si è aggiudicata l’appalto.
ll Comune ha già intanto individuato a settembre nella società “Monasterio” di Gianluca Sordini Sas”, dell’aquilano Gianluca Sordini, che fa parte della cordata che gestisce l’ex monastero fortezza di Santo Spirito di Ocre, il partner speciale pubblico-privato per il terzo lotto, “per il reperimento delle necessarie risorse per il completo recupero di Castello Camponeschi, ai fine della gestione. Partner anche lo chef stellato Marcello Spadone del ristorante La Bandiera a Civitella Casanova (Pescara).
L’opera di riqualificazione intanto intrapresa in partnership tra il Comune e il Consiglio regionale dell’Abruzzo, già finanziata per il primo lotto dal fondo complementare del Pnrr (3 milioni di euro) e ulteriori stanziamenti saranno assicurati per il totale completamento.
Gli elementi più innovativi della visione progettuale sono un teatro all’aperto, un museo archeologico, piazze e terrazzamenti messi a nuovo.
. Il Pnrr concede infatti risorse per completare il recupero ma contemporaneamente – scrive Il Centro – guarda alla gestione successiva per evitare che con i fondi pubblici nascano cattedrali nel deserto.
In una seconda fase si procederà alla ricostruzione e restauro delle parti di castello danneggiate dal sisma 2009 e ridotte ancor prima e da decenni, a ruderi, con la realizzazione di un ristorante da 40o posti. Sarà ampliata e asfaltata anche la strada di accesso, ad oggi una stretta sterrata interpoderale, e sarà realizzato un impianto fotovoltaico, esterno al castello, come da prescrizione della Soprintendenza, per garantire una parziale autosufficienza energetica.
Una curiosità: Prata d’Ansidonia è anche il paese di origine di Paolo Costanzi, direttore amministrativo del Consiglio regionale.
Castel Camponeschi, gioiello di pietra con un passato di luogo vivo e fiorente, ha resistito per nove secoli a invasioni, assedi e carestie. È stata a lungo dimora dei Camponeschi, che si dai primi anni dalla fondazione dell’Aquila, si affermò come famiglia espressione del ceto mercantile e borghese della città, in antagonismo ai Pretatti, sostenitori del feudalesimo. Personaggio di spicco della casata Lalle I Camponeschi, che riuscì ad avere la meglio sia sui Pretatti che sull’altra famiglia emergente dei Bonagiunta, conquistando di fatto, nel 1345, il predominio cittadino. Nel 1354 il sovrano angioino Luigi di Taranto, che parteggiava per i Pretatti, fece catturare e uccidere Lalle I, in una imboscata, ma per un altro secolo e mezzo, i Camponeschi, ressero in ogni modo i fili del potere cittadino.
Il castello divenne poi feudo, dal 1634 al 1806, dei Nardis, altra importante casata nobile aquilana.
Il castello è rimasto vuoto e disabitato dal 1963, quando è andata via l’ultima famiglia residente.
Poi, negli anni ’80, è stata restaurata buona parte dei palazzi gentilizi in stile quattrocentesco e le più modeste abitazioni rurali delle servitù, grazie a finanziamenti europei, assieme alla bellissima chiesa romanica di San Pietro. I fondi però non sono bastati a completare l’opera e il cantiere per altri trent’anni è rimasto a metà, e quello che era stato restaurato si è man mano degradato, diventando per di più preda degli sciacalli che hanno portato via porte, infissi, sanitari, le canale di rame. E arrivato poi il terremoto del 6 aprile 2009, che ha danneggiato gravemente la parte del borgo fortificato non interessato dal restauro, e alcuni tratti delle mura e questo ha complicato ancor più le cose.
Ci si è messa anche la burocrazia post-sismica, con il dilemma se gli interventi di restauro, inseriti nel Piano di ricostruzione, fossero o meno ammissibilità in quanto da spendere su un bene pubblico, che era stato dato intanto nel 2008 dal Comune di Prata d’Ansidonia, in affidamento in project financing, alla Tecno Appalti di Montorio a Vomano, che si era impegnata ad effettuare un investimento di 7-8 milioni di euro per un progetto di recupero a carico del privato, mirato alla realizzazione di un distretto turistico-ricettivo, con tanto di botteghe artigianali, e beauty center, in cambio di un affidamento del castello per un periodo di 35 anni e la corresponsione di un canone minimo al Comune.
L’impasse è stata superata con la successiva rescissione consensuale della convenzione con la Tecnoappalti, e con conseguente ritorno nella piena disponibilità del bene da parte del Comune.






