L’AQUILA – “Dopo il terremoto avete reagito con forza e dignità prendendo in mano il vostro destino e ricominciando a costruire il futuro”.
Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, oggi all’Aquila per ricevere la medaglia Aprutium, consegnata dal Consiglio Regionale in seduta solenne.
“L’Abruzzo – ha detto – è un punto di riferimento importante, qui ci sono la mia casa e la mia gente, qui ho fatto le scuole elementari e medie e forgiato il carattere. Valori che oggi porto con me”.
Marchionne, che già lo scorso 9 luglio era stato in Abruzzo in visita alla Sevel di Atessa, ha parlato dello stabilimento e della crescita avvenuta negli ultimi anni.
“Oltre ai maglioni neri, mi caratterizza il parlare chiaro – ha detto – Ci sono ancora tanti pregiudizi sulla Fiat, dalla qualità dei prodotti, al fatto che venga vista come assistita dallo Stato, un’azienda degli anni Sessanta”.
“Il nostro cambiamento è stato così veloce che ha aumentato la distanza – ha dichiarato l’ad – ma voi avete apprezzato gli sforzi per uscire dall’isolamento che avrebbe pregiudicato il futuro. In meno di un decennio dalle ceneri è nato un gruppo automobilistico con un orizzonte globale e sesto costruttore mondiale”. (alb.or.)

“FELICE PER FIDUCIA A GOVERNO LETTA”
“Sono felicissimo della fiducia al governo Letta. Perché all’Italia serve stabilità anche per recuperare credibilità a livello internazionale”.
L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, lo ha detto, viene riferito, in un colloquio riservato con il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi e il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano.
Marchionne è oggi nel capoluogo abruzzese per ricevere la medaglia Aprutium che verrà consegnata dal Consiglio Regionale in seduta solenne.
Lo scorso 9 luglio Marchionne era già stato in Abruzzo in visita alla Sevel di Atessa, e in quell’occasione aveva annunciato 700 milioni di investimenti per quello stabilimento.
PAGANO, ”CI HA DATO FIDUCIA CON STABILIMENTO DI ATESSA”
La Medaglia Aprutium per il 2013 è un’onorificenza conferita ogni anno dall’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale dell’Abruzzo “agli abruzzesi che con la loro attività hanno onorato la terra di Abruzzo”.
La cerimonia oggi all’Aquila in una seduta solenne del Consiglio Regionale. Il riconoscimento a Marchionne “per aver onorato la terra d’Abruzzo con la sua prestigiosa attività grazie alla quale la Fiat è divenuta una azienda riconosciuta in tutto il mondo”.
Il presidente del Consiglio Regionale, Nazario Pagano, ha sottolineato i legami del gruppo Fiat con il territorio, accennando alla recente visita dell’Ad del Lingotto allo stabilimento Sevel in Val di Sangro; ma anche il legame personale di Marchionne che “già nominato amministratore delegato si presentò nella filiale teatina quasi in incognito. Non si trattava di una visita di controllo aziendale – ricorda Pagano – ma di un viaggio nelle sue memorie di infanzia”.
Era la filiale dove il padre aveva acquistato la sua prima auto “No, non una 600, era una 500”, precisò lo stesso Marchionne. Nel suo intervento in Consiglio, Pagano ha presentato Marchionne ripercorrendo tutte le tappe della sua vita, a partire dalla comunità familiare “con un esercito di zii e parenti a Cugnoli”, quindi alla decisione della famiglia di lasciare l’Abruzzo: “una storia come tante di emigrazione”. Parlando delle sfide che affronta oggi il gruppo Fiat-Chrysler, ha sottolineato “la complessità estrema del mondo nel quale Marchionne si muove”, ed ha ricordato l’investimento da 700 milioni in 5 anni annunciato “non più di tre mesi fa” per lo stabilimento di Atessa, “davvero una bella notizia”.
Marchionne “ci ha dato fiducia con l’investimento ad Atessa e cercheremo di ripagarlo”, ha sottolineato il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi: l’ad di Fiat, ha aggiunto Chiodi, “ha rappresentato e esaltato nel mondo l’essenza più pura e nobile” del suo essere abruzzese, “ha una idea poco italiana delle relazioni industriali, non ama i riti della concertazione, si dice che sia brusco nei modi come molti di noi abruzzesi, perché vuole decisioni veloci e pratiche, non bizantine”.






